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E se Keith Richards si fosse beccato il Coronavirus?

Coronavirus… Coronavirus. L’influenza quest’anno ha fatto fuori 30 persone, ma ci caghiamo sotto per il nuovo arrivato, il nelo-fiammante Colonavilus (scoperto negli anni 60). E il web sta sodomizzando l’argomento in un’orgia di meme, troll allarmanti e filippiche superdocumentate dei complottisti e gli antivax. Non se ne può più. C’è un tale esubero di chiacchiere ma fossero solo quelle. In rete girano foto (chissà poi se sono davvero scattate oggi o magari risalgono al 2001) di banchi di carne svuotati nei centri commerciali della provincia meneghina, scaffali di cereali e pasta così deflorati che meriterebbero i nastri della polizia. E giornalisti (ci) marciano tra la gente, chiedendo se più della maschera di carnevale non ci voglia una mascherina antibatterica. Continua a Leggere

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Oggi a loro e domani a voi – Bandcamp e il genocidio dell’Harsh Noise Wall!

harsh noise wall

E se una mattina vi alzaste, apriste la vostra libreria digitale e scopriste che metà dei vostri acquisti, pagati con vero denaro, sono andati persi per sempre? Non parlo di assenza di connessione internet, non parlo di un hard disk esterno bruciato o il mobile dei cd masterizzati per terra. Parlo proprio che la vostra libreria online, che sia Itunes o altro servizio, è stata cancellata senza il vostro consenso. Continua a Leggere

Interviste Sdanghere

Come inserirsi nelle voragini causate dalla cecità dell’editoria italiana! – Intervista ad Andrea Vaccaro di Hypnos Edizioni

hypnos

“L’Italia è il paese che amo”, come disse un noto pregiudicato della nostra storia recente, ma con la letteratura horror e fantastica ha sempre combinato disastri, aggiungerei io. Se escludiamo il grandissimo successo di Stephen King e di H.P. Lovecraft, gli amanti del genere hanno sempre, nel migliore dei casi fatto i conti con il disinteresse dei grossi editori e “il vorrei ma non posso” dei piccoli. Per dire, a volte ho finito per dispiacermi che un romanzo di cui attendevo l’uscita nel nostro paese da anni, fosse alla fine pubblicato di m… ehm, con una scarsa cura e una pessima traduzione. E poi è arrivata Hypnos, che è piccola ma fa un lavoro meraviglioso. Continua a Leggere

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Agli anti-moderni non piace il porno in 48k

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Negli ultimi anni leggo in giro un sacco di gente che rifiuta la modernità e la società tecnologica. Nel metal, giusto per fare un esempio, ormai pullulano le band e i dischi che vorrebbero cristallizzarsi in una sorta di arcadia idealizzata, lontano dal traffico e dalle ZTL, dai contratti a tempo e da PayPal, dove si promuove un nazionalismo da Looney Tunes in lingua originale e si sbatte la panna di burro ancora nella zangola. Cosa già abbastanza ridicola detta così, visto che questo genere di dissenso, solitamente è veicolato proprio con i mezzi più potenti di un certo tipo di evoluzione tecnologica. Continua a Leggere

Articoli

Morte di un CD – Elegia in un cimitero discografico

“Ma chi è che compra ancora i CD?”.
“A che ti serve un lettore DVD?”.
“Come, non hai Netflix? E come fai se vuoi vedere un film?”.
“I videogiochi ormai si scaricano e basta”.

Queste sono alcune frasi che mi sono sentito dire da colleghi e conoscenti in tempi recenti. Mi sono guardato intorno ed effettivamente il mondo di musica, film e videogiochi sembra del tutto diverso rispetto solo a pochi anni fa. Continua a Leggere

Recensioni

Cosa mi manca nel metal di oggi!?

Non sto per dirvi che il nuovo album dei God Dethroned sia un capolavoro irrinunciabile ma di questi tempi è senza dubbio un disco da tenere in considerazione. Illuminati infatti ricorda alla stragrande maggioranza delle band uscite di recente (e soprattutto a me stesso) alcune cose di cui il metal non può proprio fare a meno e che negli ultimi anni sembra aver perso per strada. Continua a Leggere

Articoli

Difensori della fede ma con il tornaconto personale!

Da troppe parti il popolo del metal invoca a spada tratta una sorta di “moralissima crociata” contro i presunti nemici, contro le cose “che sono intollerabili”, contro “lo streaming ha ucciso l’acquisto dei cd”, contro “nessuno partecipa ai concerti” e contro chi “non sostiene la scena”. Tutte cazzate, o almeno molte di esse. Parliamoci chiaro, tanti di questi Savonarola del purismo a tutti i costi sono chiaramente degli ipocriti, e più o meno velatamente, hanno dei tornaconti personali. Vediamo di analizzare una tipologia di questi soggetti, anche se ce ne sarebbero molte altre. Continua a Leggere

Articoli

Tra racimolare due soldi per tirare avanti o il tenervi la feticciosa collezione, cosa scegliereste?

integralismi

Escludendo che non sia una trovata di Padre cavallo – e voglio fidarmi – per aumentare “lo share e lo sharing” del sito più stallatico della storia del fetish-porn-horsemetal, condivido alcune riflessioni sulla lettrice di Sdangher e la lettera che ha inviato alla redazione qualche giorno fa. Una lettera dove la sconosciuta dichiarava il suo amore per il metal, ma aggratis. Andatevela a leggere che così evito di fare la parafrasi. Alcuni commenti sotto la condivisione dell’articolo su facebook sono di persone che suonano o che ascoltano metal da decenni. E costoro puntualizzano come senza un investimento da parte degli appassionati il “mercato” (virgolette d’obbligo perché bla bla bla! Già sapete…) del metal sarebbe morto molto molto prima di adesso. Altri commentatori aggiungono come non sia assolutamente vero – e son d’accordo – che le support band ai nomi famosi o le band underground siano tutte delle ciofeche come sostiene la tizia. Però penso che, in fondo, la lettera abbia toccato dei nervi scoperti che il metalhead tende a nascondere. Continua a Leggere

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