LA BIBLIOTECA DI CTHULHU: SHOCK, antologia in 4 volumi, di Richard Matheson (MONDADORI)

 
Richard Matheson è il più grande scrittore horror di tutti i tempi, dopo Edgar Allan Poe e H.P. Lovecraft. Immagino lo conosciate già, ma in caso contrario basta che sappiate una cosa: alcuni dei suoi romanzi e racconti hanno stravolto, ridefinito e influenzato il 90 per cento della letteratura fantastica degli ultimi settant’anni. Stephen King? Solo un suo emulatore, tra i più brillanti, certo, ma senza il buon Richard non sarebbero esistiti Carrie e tutte le altre terribili storie dell’uomo di Bangor. Non voglio discutere sul perché tutti conoscano l’allievo e non il maestro e perché King sia riuscito a smerciare così facilmente un tipo di narrativa che fino agli anni ’70 aveva reso quasi quanto un campo della tundra, c’è riuscito senza inventare nulla, anzi, scopiazzando a destra e a manca tutto quello che ha potuto dai suoi padri artistici. Ma meglio rinviare la
questione a un’altra volta. Scrivere di Matheson, dare l’idea dell’importanza, la grandezza di questo autore con una paginetta a disposizione, mi costringe ad andare dritto al punto. Quest’uomo è venuto dopo “il nazista solitario di Providence” e “l’incestuoso beone di Baltimora”, ma senza rovinarsi la vita buttandosi a pesce tra le braccia dei demoni come i suoi due sfigatissimi e geniali predecessori, lui ha trascorso e sta trascorrendo anche mentre ne scrivo, la sua esistenza in modo normale, facendo anche un buon gruzzolo e guadagnando tre le nuove giovani generazioni quel rispetto che gli è stato negato in passato, quando pubblicava su rivistucole pulp e si spezzava la schiena con sceneggiature di serie B. Sì, è un tipo a posto, gradevole d’aspetto, riservato, con la barbetta e l’aria da professore vicino alla pensione, sempre lucido e immerso fino al collo nella realtà di tutti i giorni. Lontano da lui tutto quel baillame di eccessi che segnarono la breve esistenza di tanti grandi artisti, ma non commettete l’errore di sottovalutare il rischio che corre. Come i due sovrani che l’hanno preceduto, vittime delle loro ossessioni, anche lui è una sentinella sul bordo dell’abisso, con i piedi saldi sul confine tra questo e i mille altri mondi possibili che da altrettanti spifferi soffiano aria gelida sul suo collo. 

Matheson sarà considerato molto di più dopo morto e tra un paio di secoli verrà messo tra i giganti della letteratura, accanto a Hugo, Kafka e Beckett. Per ora dobbiamo accontentarci, noi estimatori, di fare la figura dei mitomani e subire il disprezzo generale. Non voglio che leggiate uno dei tre romanzi più famosi e celebrati: “Io sono leggenda”, “Tre millimetri al giorno” e “Io sono Helen Driscoll”. Se lo fate buon per voi, sono capolavori, ve li raccomando, ma io insisto a portarvi dove Matheson ha toccato il cielo della narrativa fantastica, ovvero i racconti. Andateveli a cercare, se non li avete ancora letto. No, evitate le tante ‘Insalatissime’ che la Fanucci propina da qualche anno, antologie fuffa che è meglio lasciar perdere; puntate dritti sui 4 volumi di Shock. Cercate su e-bay e pagate anche quindici euro a volume, senza esitazione, perché sono il massimo, tutti. E’ un’antologia di racconti scelti e messi in fila dall’autore stesso. Addirittura il titolo è stato deciso da lui e imposto in ogni paese in cui la raccolta è uscita. 

Credetemi, ci troverete cose irrinunciabili. Probabilmente molte di quelle storie già le conoscerete, assimilate senza saperlo, magari perché avete visto “Ai confini della realtà”, la straordinaria serie televisiva di Rod Serling, oppure “Alfred Hichcock presenta”. Magari vi è capitato di ritrovarli scopiazzati su “X-Files” o nelle avventure di Dylan Dog. Leggendo gli originali però, nella forma in cui sono stati concepiti, vi succederà una cosa particolare: non potrete più vedere la realtà come l’avete sempre conosciuta o meglio, che avete creduto di conoscere. I racconti di Matheson parlano proprio di questo, dell’orrore di cui è piena la nostra stessa, banale quotidianità. Si prende una scorciatoia per arrivare prima a casa e all’improvviso si finisce in un’altra dimensione, ci si sveglia la mattina e si scopre di non ricordare chi sia la donna che ci dorme accanto, la stessa che c’è nelle foto con un tizio che non siete voi. Schizzate fuori dal letto spaventati e dallo specchio a muro ecco apparirvi una faccia che non è assolutamente la vostra. Matheson è il genio che ha cominciato a chiedersi quanto farebbero ancora più paura i vampiri se invece di vivere in isolati castelli vi si trasferissero nella casa di fronte a dove abitate. Se invece di uno solo, ce ne fossero milioni? Senza di lui King non avrebbe mai parlato di cani rabbiosi che diventano mostri assassini o di macchine indemoniate. Questo il re dell’horror da classifica l’ha sempre ammesso, senza problemi. Inoltre il bello di Matheson è il continuo passaggio da un genere all’altro, senza mai finirci intrappolato dentro. Le sue storie possono apparirci come innocui racconti di fantascienza, ma potrebbero finire per tramutarsi in violenti horror, oppure passare dal rosa al nero, dal grottesco al tragico e tutto nel giro di poche pagine. In questi quattro volumi troverete di tutto, dalla fabbrica che produce barzellette sconce (La splendida fonte), a un paese di cannibali nella sonnacchiosa provincia americana (I figli di Noé), dai Gremlins che dirottano aerei (Incubo a 6000 metri), a dei demoni che possiedono statuine di legno (Preda), fino a una delle più belle e tremende storie di fantasmi (Slaughter House) che tanto ha ispirato il solito King per la creazione di Shining e la vetta assoluta “Dita in movimento”, racconto perfetto su quanto possa essere erotico il ripugnante e viceversa. La realtà è solo un’illusione e la follia il crollo di quell’illusione. Matheson vede e sente cose che non sono di questo mondo, vi si mescolano in modo a volte terribile, altre dispettoso, altre ancora innocuo. I grandi scrittori sono quelli che ci indicano una nuova prospettiva. Troppe persone hanno avuto paura di accettarla, in modo così secco, essenziale e si sono sorbiti i bibitoni melodrammatici di King, brodosi di sentimento, intasati di storie e personaggi, una folla di invenzioni che diluiscono l’idea che destabilizza la base su cui si regge l’intero castello di sogni che facciamo non appena apriamo i nostri occhi e ci alziamo dal letto.

  • "Matheson è il genio che ha cominciato a chiedersi quanto farebbero ancora più paura i vampiri se invece di vivere in isolati castelli vi si trasferissero nella casa di fronte a dove abitate. "Beh, nella realtà succede già. Ne conosco un paio che tentano di nascondersi dietro le forme della società civile, ma tendo a evitarli perchè odio i tentacoli. Sick.