MACABRE! – SQUARTAMENTI SU PENTAGRAMMA!

“Attenzione. Il seguente articolo non è tratto da wikipedia. Chiunque si aspetti un resoconto completo sulla band, comprese le volte che vanno al cesso e si puliscono il culo in una giornata, vada su una webzine del cavolo, wikipedia o si fotta. Se invece gli interessa sapere il parere di un fan, allora continui pure con l’articolo sottostante. Buona lettura.”
 

Noi serial killer siamo i vostri figli, i vostri mariti, siamo ovunque.

Ted Bundy.
 
 
 
I serial killer.
Chi non ha mai sentito o usato questo termine nella sua vita?
Li trovate ovunque.
Sono ovunque.
Sono chiunque.
Uomini e donne.
Padri e madri di famiglia.
Figli.
Vicini.
Chiunque dietro un sorriso può nascondere un mostro.
 
John Wayne Gacy aveva pile di cadaveri sotto casa.
Ted Bundy dietro il suo placido sorriso, uccideva per poi violentare giovani donne.
Ed Gein giocava con i bambini la mattina, mentre la sera scavava fosse nel cimitero.
 
Di loro tutti ne hanno parlato o tratto ispirazione.
Registi, scrittori e musicisti.
Il tema in fondo piace a tutti.
Quel terrore che provi all’idea che magari una persona del genere possa anche solo vivere nell’appartamento accanto al tuo.
Cosa è quell’odore?
Non sarà mica un cadavere in decomposizione?
 
Però pochi hanno saputo cogliere veramente il frutto proibito da un tema così sottile, al punto da tagliarti la gola come una lama di rasoio.
Tra questi di sicuro ci sono i Macabre.
Chi sono? Cosa sono?
Semplicemente la band più inclassificabile di sempre.
 
Sapete, di film su serial killer fittizzi e non, ne ho visti tanti.
Posso dire che se ad esempio al film di Jeffrey Dahmer, pluri-omicida realmente esistito, avessero chiamato la succitata band ad occuparsi della colonna sonora, probabilmente avrebbero vinto l’oscar come “miglior colonna sonora metallica”.
Naturalmente non andò così.
Il film fa cagare.
Il loro concept album invece basato sulle gesta del cannibale di Milwaukee è una lercia perla di carne putrefatta.
 
In un solo album, tra jingle come Jeffrey Dahmer and the Chocolate Factory, passando per momenti di pura velocità come Drill Bit Lobotomy, o blues come Jeffery Dahmer Blues, i nostri ci raccontano attraverso un ironia unica le gesta di questo mostro dalla sua infanzia in cui squartava cani…
Dog Guts, Dog Guts
Young Jeffrey Loved To Play With
Dog Guts, Dog Guts, Dog Guts
Jeffrey Used To Bring Home
Dog Guts, Dog Guts
In Mason Jars He Kept The
Dog Guts, Dog Guts
[…]
 
Per passare poi ai suoi primi impieghi…
 
Drawing The Donated Blood
He Would Soon Be Arrested For Exposing His Pud
Blood Bank Blood Bank
Yeah Blood Bank
[…]
 
A momenti di puro terrore e disgusto…
 
Scrub A Dub Dub Three Men In A Tub
Jeffrey Dahmer Took Showers
With Dead Men In His Tub
He Was Too Tired To Cut Them Up
So He Put Them In Cold Water
With Disinfectant
[…]
 
Il bello però è l’ironia.
Le musiche sono piccoli jingle, pezzi tra il trash e il death, dove ti salta in mente la voglia di andare in birreria a cantare tra amici.
Qui abbiamo il classico esempio che se non leggi i testi godi solo a metà.
L’ironia trasmessa da momenti, tipo l’intermezzo della fabbrica di cioccolato, sono unici.
Se mi trovassi a un loro concerto e partisse un pezzo tipo Apartment #213, mi vedreste intento a fare un misto di balli ‘da bianco’, ridendo come un idiota.
 
Questo è stato forse il momento, almeno per me, più eclatante della loro discografia.
Dimenticate il black metal, il noise.
Qui parliamo di ‘antimusica’.
 
Non dimenticherò mai in una loro recensione cosa scrissero.
 
“I Macabre, o li ami o li odi.”
 
Io li amo.
Tornando all’antimusica, i motivi principali che mi permettono l’utilizzo di un termine così ostico sono dovuti al loro primo album, divenuto il punto di riferimento per questa parola.
Sì, ci sono anche gli Anal Cunt, ma questa è un altra storia.
Musiche che spaziano tra il jingle e a volte vuoi il thrash, altre death e altre ancora grindcore.
La voce però è più di un canto.
È un urlo che credo pochi potrebbero sopportare.
Agli inizi era qualcosa come una lavagna che viene graffiata da delle unghie.
Già vi vedo con le mani alle orecchie mentre immaginate quel suono.
Anche io agli inizi ero come voi, ma ascolto dopo ascolto…
Tornando alla band, a volte ho delle fantasie allucinanti.
M’immagino le persone dopo l’uscita di Gloom, primo album datato 1989, che iniziano ad ammazzare altre persone solo nella speranza di finire in un album dei Macabre.
M’immagino Zodiac, con la sacca di juta in testa, che va a caccia di persone e fa “cazzo, questo finirà minimo in un album dei Macabre”.
Come?!
Mi dicono dalla regia che Zodiac ha commesso i suoi reati prima della nascita della band.
Allora forse li avrà visti in un sogno, tipo quei malati che vedono la madonna nei tronchi degli alberi e avrà ben pensato di scrivere un testo per loro.
 
This is the Zodiac speaking
I like killing people because it is so much fun
It is more fun than killing wild game in the forest
Because man is the most dangerous game of all to kill
[…]
 
Sì, perché forse molti non lo sapranno, ma in certi casi i nostri hanno riportato frasi e o citazioni provenienti dai loro miti d’infanzia.
Per esempio, il pezzo basato sul succitato “mostro”, non è altri che la lettera decodificata che fu ritrovata dalla polizia nel periodo di attività di questo assassino “mai arrestato”.
Naturalmente qui parliamo del secondo album, un vero pezzo di storia, Sinister Slaughter.
 
 
Se il primo lavoro era un viaggio nel mondo dell’ironia, del gore, della violenza, qui conosceremo ben ventuno e sottolineo ventuno uomini e donne che hanno terrorizzato il mondo.
Persone che nessuno avrebbe mai creduto capaci di atti così efferati.
 
Conosceremo John Wayne Gacy, il classico uomo da sogno americano.
Che alle feste si veste da clown per la gioa dei bambini.
Che ha il magazzino pieno di cadaveri, per la gioia del suo pistolino.
 
I saw him on channel two
An exclusive interview
Discussing what the police unveiled
In his house on Summerdale
The police unveiled a gruesome find; The product of John Gacy’s crimes
They found a lot of dead boys in their plots left to rot on Gacy’s lot
So they dug up the lot and tore down the house to look for the boys that
were buried about
Twenty eight boys were found on the lot filling his living conditions with rot
[…]
 
Viaggeremo con Ted Bundyuccidendo e poi violentando donne su donne, come fossero semplici oggetti.
 
He killed Monday through Sunday
His name was Ted Bundy
He murdered young girls
And left them in the woods
[…]
 
E così via facendo, tra scapocciamenti degni del miglior grind e ballate da birreria.
Perché questi sono i Macabre.
Un suono incoerente.
Prima ti fanno correre, poi ti stoppano, ti danno una birra e fanno gridare.
 
I’m gonna kill you just because I want to
[…]
 
Loro sono sempre stati inclassificabili, per questo oggi li hanno affibiati al genere del ‘Murder Metal’, nome estratto dall’omonimo album del 2003.
 
E allora, siete pronti a farvi stuprare le orecchie?
 
Dimenticate qualsiasi cosa abbiate ascoltato prima.
I Macabre ci offrono un vero colpo di coda.
Qualsiasi band arrivata a ben vent’anni di carriera, senza alcun minimo cambio di formazione, rischierebbe di perdere l’inventiva e fare, come si dice, un buco nell’acqua.
I nostri no, anche perché ‘mostri’ di cui parlare ne hanno e ne avranno a centinaia.
La formula è sempre quella, ma non è scontata, è… migliorata.
Sembra quasi che abbiano deciso di prendere tutta la tecnica accumulata negli anni e concentrarla in un unico monolite.
La frenesia, la voglia di correre, di creare atmosfere ai limiti del grottesco diventano parte portante del lavoro a scapito però dei jingle che erano il loro marchio di fabbrica, ora ridotti di molto.
Niente di negativo, anzi, credo che se mi avessero risputato un altro Dahmero Sinister Slaughter, più di qualcuno avrebbe storto il naso.
 
L’anno scorso ci hanno rilasciato un altro lavoro, Grim Scary Tales, niente di speciale.
Neanche mi ci soffermo.
Forse il blocco di otto anni, l’essersi piegato alle mode attuali, forse la voglia di ottenere un di più o magari la troppa sperimentalizzazione, hanno portato a ottenere un lavoro diciamo… che mi ha lasciato con l’amaro in bocca.
 
L’ascoltai solo una volta, in un viaggio e non so, ma ne rimasi particolarmente annoiato.
Ormai è passato più di un anno da allora.
Magari gli darò una seconda possibilità e ne parlerò più nel dettaglio in futuro.
 
Alla fine posso solo dire che i Macabre non solo hanno sviluppato un nuovo modo, anzi il LORO modo di suonare il metal, ma ne sono stati anche i maestri indiscussi.
 
Nella mia top 10 di sempre, ne consiglio l’ascolto a tutti e raccomando di non lasciarsi spaventare dalle trovate jingle, le voci assurde e “stonate” né dai suoni ai limiti del cosiddetto “ti stupro gli orifizi auditivi”.
 
I Macabre sono una perla nera di rara bellezza, che ha avuto solo la sfortuna di non uscire mai fuori dall’underground.
Anche se, cos’è l’underground?
Con che criterio una band può essere considerata migliore di un altra?
Perché esistono i One Direction, ma nessuno ascolta i Macabre?

(rUGGIERO mUSCIAGNA)