MI SONO INNAMORATO DI PHIL LEWIS

Erano anni davvero difficili per capire la mia vera identità sessuale.
Ci sono stati dei periodi in cui, come ogni uomo, mi è venuto il sospetto di essere gay.
Sono nato nel 1978 e quindi gli anni in cui avrei dovuto scegliere da che parte stare erano gli stessi dell’egemonia glam/hair metal, ovveri gli anni in cui sul palco ti sorprendevi a fissare sia il culo di Axl Rose che quello delle coriste. 
Per dire, nel 1987 poteva anche darsi che questo fosse un uomo.
I dubbi maggiori li ho avuti per via del cantante dei L.A.Guns, Phil Lewis.
O meglio, una sua foto nel libretto di Cocked & Loaded. 
Ma andiamo con ordine. 
Nonostante tutte le turbe che ebbi con due foto di Vince Neil del periodo Girls Girls Girls (le posterei volentieri entrambe ma in rete non riesco a trovarle e i dischi li ho venduti anni fa) sfangai la pubertà e gli anni ’80, ritrovandomi eterosessuale nell’era del Grunge, consapevole al novantotto per cento di amare le donne e non gli uomini.  
Poi nel dicembre del 2005 successe questa cosa che non ho mai confessato a nessuno, tranne a mia nonna sul letto di morte, ma era morta appunto da una decina di minuti, circa quando gliela dissi, quindi…
Non la guardo più da un pezzo, quella foto e quando la vidi per la prima volta, a dicembre 2005, ci rimasi proprio male. 
Lui era un uomo e io lo sapevo. Era vestito come un cantante glam metal nel 1989: quindi meno trucco, ma sempre molto checca. 
Phil Lewis non era una checca, che io sapessi. Nemmeno io lo ero, almeno fino a quando non mi imbattei in lui su quella foto.
Era bellissimo e me ne innamorai. Questa cosa è sconvolgente e penso chiunque mi possa capire, no? 
No?
A guardarlo di sfuggita sembrava quasi una donna, quasi, ma io non provai arrapamento, eccitazione fisica, lussuria, solo un senso di profonda tenerezza, dolcezza. Mi innamorai di un uomo in una foto. Andai su Internet in cerca di altre immagini di Phil, per vedere se mi avrebbero suscitato la stessa emozione sconvolgente e non successe. Quando tornai a guardarlo nel libretto del cd, dovetti ammettere che se avessi incontrato un maschio come lui nell’immagine in questione, io avrei perso la testa, per sempre. 
Non sono mai stato impaurito all’idea di scoprirmi gay e la mia vita per molto tempo è stata così avara di passera da non aiutarmi a sciogliere eventuali dubbi. Da ragazzino mi vestivo con gli abiti di mia madre ma, come me lo facevano anche molti serial killer etero, quindi non c’era da preoccuparsi troppo. Mio padre mi canzonò dandomi del gay quando lo scoprì ma per quanto patii l’umiliazione e la ferocia gallesca di papà mio, tutto sommato non mi sentii gay, mai. Poi mi capitò di provare eccitazione con una foto di Ross the Boss dei Manowar, ma se l’aveste visto! Era il periodo Fighting The Word, ovvero la fase da “venduti” e anche voi avreste ammesso che pareva una bella vaccona da film porno, stile Vanessa Del Rio. Però vedete, eccitazione, brama sessuale. 
Non mi era mai successo che un uomo sexy mi suscitasse tenerezza, bisogno di conforto.
In quel dicembre 2005 stavo leccandomi le ferite di una breve relazione finita talmente male che ebbi paura di impazzire. La sola cosa che mi venne in mente per risollevarmi il morale o almeno tentare di coprire il frullare delle ali della pazzia dietro alle mie orecchie, fu rivolgermi allo spensierato hair metal anni ’80.
Non biasimatemi, amici brutallari, se avessi fatto ricorso alla triade del gothic inglese (Anathema, Paradise Lost, My Dying Bride) mi sarei ammazzato. Se avessi scelto la violenza del Death e del Thrash sarei diventato magari uno stupratore di gatti morti e quindi preferii l’innocuità e la spensieratezza di Ratt, Stryper e Poison. 
E i L.A. Guns.
Massì, chi cazzo se ne frega!
Misi su il disco Cocked & Loaded e passai qualche giorno ascoltandolo, fantasticando un’amicizia virile così spinta da costringermi all’autocensura. Mi vergognavo ad ammetterlo, ma l’idea di amare un uomo, mi confortava. Non c’erano cazzi! Nel vero senso della parola, voglio dire che non immaginavo Phil Lewis con un pene, era un uomo senza pene e io di certo non avevo mica la vagina, però nei miei sogni a occhi aperti lui era lì, vicino a me, mi stringeva e mi accarezzava, aiutandomi a dimenticare quella stronza castracazzi che… 
Le donne mi avevano sempre fatto soffrire e l’ultima mi aveva letteralmente umiliato, spingendomi nel più stretto buco di culo di depressione che mi fosse mai capitato in tutta la vita da maniaco. Il mio cervello però mi diceva che avevo subito l’ultima umiliazione da una donna, se avessi sofferto ancora per colpa di un essere umano, sarebbe stato un uomo. Fanculo le donne. Era assurdo, ascoltavo quelle canzoni, The Ballad of Jayne, I Wanna Be Your Man,  come fanno le ragazze: seguivo le parole e fingevo che fossero rivolte a me. Cazzo, come ero messo male in quel periodo, adesso ci rido, ma allora stavo morendo.
Dopo un mese mi passò e poi successero tante altre cose. Adesso mi sembra di parlare di un’altra persona.
L.A. Guns…
Oggi sembra incredibile, ma negli anni ’80, questi ragazzi erano tra i migliori hair metalz in circolazione e stavano per fare il botto. 
Buuuuuum!
Ma invece fecero bbbbbluf!
l loro leader, Tracii Guns, se ancora non lo sapete, è la causa per cui una delle più importanti band glam metal degli anni ’80 si chiamò Pistole & Rose. Lui e Axl Rose erano amici, suonavano insieme, e i Guns & Roses nacquero proprio da quei due tizi. Ne successero troppe tra di loro e finì che uno si tenne il nome e continua tuttora a rimanere attaccato a quello più che ai suoi testicoli, mentre l’altro si tolse di torno e fondò una sua nuova band con il cantante dei Girl.
Il suddetto Phil Lewis.
Era una bella fichetta, ma indovinate chi è quello vicino
Il periodo migliore è quello dei primi tre album. L’omonimo, L.A. Guns (1988), il peggiore per quanto riguarda la capacità tecnica e le idee, ma è così pieno di spirito e personalità da surclassare (come dicono i recensionesi dentro) tanti rivali di categoria e anche tutto quello che è venuto fuori dopo dalla stessa band.
Il secondo e il terzo album, Cocked & Loaded (1989) e Hollywood Vampires (1991), denotano un netto miglioramento nella scrittura e l’esecuzione dei brani, nella produzione, ma sono lavori meno vivi, perché privi di quella innocente voglia di spaccare il mondo che ogni gruppo, inclusi i più intransigenti e cattivi, perdono nel corso della carriera.
Nel 1994, tempo di Grunge, la band tentò di allinearsi al genere in voga e finì male. Seguì una routine di album sempre meno riusciti, con annesso calo di pubblico e miseria nera fino a un mattino, quando Tracii si guardò allo specchio e decise di averne abbastanza. Facevano concerti in locali talmente piccoli che la batteria intera non ci entrava e pure quelli non riuscivano a riempirli. Era il 2003 e la gente voleva i System of a Down e gli Slipknot, altro che glam e sleaze metal.
Tracii disse basta e propose agli altri compagni di chiuderla lì. Con suo stupore Lewis gli rispose che se lui era stufo se ne poteva pure andare, ma che loro avrebbero continuato. 
“Oh cazzo!” disse lui. “Va bene, fate un po’ come cazzo vi pare”
La band, proseguì con la stessa vita di merda, ma senza Tracii il quale invece si mise a tirar su progetti vari, tipo i Bride of Destruction con Nikki Sixx, che non erano niente male, no?
Infine Tracy tornò ai L.A. Guns, ma solo in senso metaforico, perché non volendo più dividere il palco con i suoi ex compagni, decise di fondare i nuovi L.A., anzi, disse che i L.A. Guns veri erano i suoi e non quelli con Phil Lewis.
Erano ridicoli, due topi di fogna che rivendicavano il trono. Il risultato è che adesso abbiamo due gruppi con lo stesso nome e non ci si capisce più un cazzo perché musicalmente stanno di merda tutte e due le formazioni, ma continuano a prolificarne molta, per la gioia feticistica dei quattro collezionisti sparsi sul globo. 
I L.A. Guns di Phil Lewis non fanno altro che pubblicare raccolte, album di cover e riregistrazioni di vecchi dischi, mentre Tracii lasciano uscire bootleg, senza incidere ufficialmente una nota.
Volete sapere da che parte sto io? C’è da chiederlo? 
I Love Phil. E ora e sempre lo ringrazio per avermi tenuto compagnia nel momento peggiore della mia vita. Non sono gay, no. Sono solo un uomo molto sincero, tutto qui.
Un’altra volta vi parlerò della mia ossessione genitale per Bem Bero e Bera.
 
Ve lo prometto.
 
Francesco Ceccamea
  • a tua discolpa posso dire che in quella foto assomiglia molto a una versione più glamour di Joan Jett, che però è lesbica, e allora…freak out! E comunque i Girl spaccavano!