RECENSIONISMI DA IMPAZZIRE

<!–[if !mso]>st1:*{behavior:url(#ieooui) } <![endif]–>

Ehi, vero o no che ti piace il nostro ultimo disco?
Io devo capire una cosa. Mi manda fuori di testa da anni. Perché le webzine e le riviste cartacee hevy medolz, ogni volta che si accingono a recensire un gruppo più o meno celebre esordiscono  sempre così: Ritorno dei X dopo la deludente release (perché di solito i giornalisti metal impastano su con l’Inglese, il latino, il tedesco, fino a che non ci si capisce più niente) di due anni fa, il nuovo full lenght stupisce, convince e bla bla bla.

Passano due anni e accade esattamente la stessa cosa: identico incipit (che non è Inglese, mi raccomando): L’ultimo disco faceva schifo ma questo nuovo è una bomba. Ovviamente la spiegazione è che chi ha recensito il disco prima, trovandolo superbo, non è lo stesso che recensisce il disco nuovo trovandolo superbo e invece il precedente gli era sembrato pessimo, ci tiene a dirlo. Allora le spiegazioni sono due: o i dischi metal fanno tutti schifo ma nessuno ha il coraggio di dircelo subito, oppure le redazioni danno in mano il disco solo a chi lo apprezza, così da trattarlo bene e far contenti la band e l’etichetta, i fan e Padre Pio. Per esempio, stavo leggendo su una nota ‘zine italiana di cui non vorrei fare il nome per ovvi motivi: Metalitalia.com, la recensione all’ultimo dei Destruction, quello del 2012, che non ho ancora ascoltato e da cui non mi aspetto né più né meno che il buon album thrash, suonato bene, pestone e senza uno straccio di idea. La recensione invece inizia così: 

Rullo di tamburi, per favore:
binbanbunbububbum!
Cit: Signore e signori, ecco l’album thrash metal del 2012. A distanza, infatti, di un anno dalla pubblicazione di “Day Of Reckoning” (per chi scrive ultimo esempio in ordine temporale di album mediocri in casa tedesca) i Destruction tornano sul mercato con questo “Spiritual Genocide”, un album granitico (aggettivo in auge in terra metal dal 1995, circa) che bolla trionfalmente i trent’anni di carriera di Schmier e compagni”
A parte la sparata iniziale del miglior disco thrash 2012, che a sentire tutti questi espertoni ne esce uno ogni settimana (Testament, Tankard, Kreator, Assaulter e così via), ecco che viene liquidato come mediocre il disco precedente “Day of Reckoning” ( per la cronaca, l’autore della rece è Claudio Giuliani). 
Day of Reckoning nel 2011 fu recensito sempre dallo stesso Giuliani, che aprì il pezzo dicendo che D.E.V.O.L.U.T.I.O.N. era mediocre mentre questo nuovo album è meglio, anche se non una roba eccelsa. Gli appioppa un politicissimo 6.5 e continua la sua vita tranquilla, mentre con questo nuovo articolo ci dice la verità vera. Il penultimo disco era una merda.
“Ma io ho maturato questa convinzione col tempo e il mio voto è sceso da 6,5 a 5–, potrebbe replicare lui.
Per carità, può essere. Ma io mi esaspero lo stesso. Almeno ammettilo che la volta prima non ti eri reso conto che faceva più schifo dello schifo che pensavi. 6,5 comunque è un buon voto e chissà quanti l’hanno scaricato da E-Mule convinti di ritrovarsi un bell’album decente. Io “Day Of Reckoning l’ho apprezzato molto e lo penso anche adesso, ma sono i miei gusti, per carità.
Vado a controllare la recensione di D.E.V.O.L.U.T.I.O.N., sempre su Metalitalia e scopro che gli danno 7. Il recensore però è un altro: Alessandro Corno, il quale ci dice che il disco è buono e in linea con la tradizione del genere (ovvero non è niente di speciale) e che necessita di più ascolti per essere apprezzato (vale a dire che lascia indifferenti al primo ascolto). 7, buono.
Poi arriva Giuliani e invece dice 5. Mediocre.
Cazzo, non so perché ma la cosa mi infastidisce. Metalitalia non è un cumulo di scribacchini che se ne vanno ognuno per i cazzi propri, è un marchio e deve avere il coraggio di ciò che dichiara. Gli avevate dato 7 a D.E.V.O.L.U.T.I.O.N., almeno sbugiardatevi ufficialmente, non screditatevi (e con voi la ‘zine) in modo così disinvolto. Sì, ognuno ha i suoi gusti, ma siate ipocriti fino in fondo, cosa è ‘sto balletto?  Se fossi Corno mi arroventerei non poco con il Giuliani. Che però, con tutto il rispetto, non è che stiamo parlando di Barone che è in plateale disaccordo con Alex Ventriglia, chi li conosce Giuliani e Corno. Giuro che pur leggendo spesso Metalitalia, quando mi sorbisco le recensioni, anche per l’altrissima professionalità e mancanza di stile di chi scrive, non sono proprio interessato a capire chi è l’autore. Per me l’autore è Metalitalia e da questo punto di vista sono certo che tanti altri utenti facciano come me. Quindi, da 7 a 5, mi viene di pensare che Metalitalia sia schizofrenica.
L’agente dei Destruction nella redazione di Metalitalia
Mai una volta che accada il contrario, poi. Mai una volta che un disco recensito sotto il 6 (cosa che per i grandi nomi non accade maaaaaaaaaaaaaaaaaai da nessuna parte, chissà perché?) venga alzato a 8 nella recensione successiva. E la cosa mi fa snerva ancora di più. 
Ma torniamo alla rece. Giuliani vota il disco 8,5. Cosa accadrà nell’arco dei due anni prima del prossimo Destruction? Magari arriverà Corno che vorrà vendicarsi e inizierà la recensione di “Extreme Defloration Of Evil” (titolo ipotetico), in questo modo: dopo la DELUDENTE prova del 2012, i Destruction recuperano un po’ con questo nuovo album (alla faccia di Giuliani).
Insomma, non sarà che tra recensori vi sia una faida di lungo corso, dove tutti tendono a contraddire e screditare la recensione precedente e forse è per questo che ci sono sempre dei pareri discordanti in differita? Ma si può sapere come cazzo suonano questi dischi dei Destruction? O devo aspettare che vi chiariate le idee nei prossimi anni?
A me interesserebbe.  

SSSSììììììììì…
Non ce l’ho con Metalitalia, la stessa cosa l’ho notata leggendo Metal Maniacs, Metal Hammer, Metallized e Le Ore.
(Francesco Ceccamea)