METAL IS RELIGION!

Il Metal è religione, da ciò ne conviene che i suoi patroni sono le divinità, come i generi sono gerarchie delle cerchie celesti, anzi quasi una schiera di religioni pagane.
Non me ne voglia Ozzy e il mio amore per il doom ma se devo sacrificare il mio agnello vergine al metallo del destino, preferisco Wyno dei Saint Vitus, anche se il mio cuore quando deve pregare segue più purulente vie.
Il brutal death per me è più di una semplice religione, ho persino l’altarino dei Pathology con “Awaken To The Suffering” appeso al centro come sacro simbolo di un mito estinto di cui io sono l’unico adepto. Non voglio parlarvi del perché loro siano il gruppo migliore di sempre e che se li ascolti attentamente ci senti pure un riff rubato a Chopin, autore del vero death metal polacco reincarnatosi in un Nergal affetto da rincoglionite cronica; approfitto dello spazio concessomi per proporvi qualcosa di più underground proveniente dalla Bielorussia.

alcuni di questi brutti tipi sono gli Alert di Bielorusky

Gli Alert sono il classico gruppo che trovi a cazzo girovagando per la rete alla ricerca di blog assurdi tipo “donne che si scopano cavalli e maiali negri” e ti imbatti nel Cristo Canaro in flash che t’indica col dito tipo ET l’EP che cambierà il tuo modo d’agitare la testa.

Due Ep, ho sentito solo questi e mi sbatte zero se lo considerate poco, a me sbatte assai averli sentiti e che sbattimento di capoccia ho dato sul muro.


“Clinic of Schizophrenic Vomiting” il classico lavoro che al solo pronunciarlo la lingua ti s’impasta come si stesse impiccando mentre i Vomitory pensano “Cazzo, quello è il cazzo di nome del nostro cazzo di d’album che loro ci hanno copiato. Cazzo!”

Ignorante come pochi, ripetitivo, brutale; il growl del cantante è talmente suino che quando lo sentii la prima volta credevo se lo filtrasse usando il gabinetto in pelle di cinghiale come tromba acustica, invece se la canta così, registrandoselo in bagno dopo una cena di peperoni.
Quando corrono battono pure la tartaruga di Achille.
In un loro live ho visto il batterista usare il doppio pedale in piedi e non perdeva un colpo; del tipo che aveva preso il viagra e usava i pedali a cappella.
Cosa ricordo di così bello di questo lavoro? Che era talmente ripetitivo che quasi mi ci sono galvanizzato mentre facevo partite al Nazi Zombie di Cock of Doody.



I Vomitory da quel momento per me potevano cantare la colonna sonora di Cenerentola e, infatti, m’hanno fatto quell’Opus VIII come si voleva far chiamare che l’ho talmente cagato che ho ancora la maglietta come simbolo di protesta. Tornate qui che vi devo ancora scattare la foto mentre mostriamo il culo alla Braveheart zozzi di birra e merda.


Se però ti si alza come Onix dei Pokemon e ti senti le pokeball che ti esplodono…



…siediti…


 

…perché è partito l’album più melodico che le tue orecchie abbiano sentito.
Sinfonia numero 15 del maiale sgozzato mentre gli lecchi la spina dorsale.


White Trimming Idler ti passa nella testa come il pene nell’orecchio di Ray in Scary Movie 1, fino a quando non ti ricresce e ti vendichi sulla bambola assassina.
Non ne conoscerò molte di band brutal dirà qualcuno ma se una come questa rizza i peli pure a un morto cadaverico come l’illustre Me qualcosa starà a indicare.
Vai e spaccate Fist of Our Pride in the Face of Black Curse, e senti che testo di canta “wowowowiwiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii”.

(FINE)

(Ruggiero Musciagna)