Finché morte non vi separi n.8 (Rubrica Grind, Black, Death)

MOVIMENTO D’AVANGUARDIA ERMETICO – Lacrime degli dei (Italia 2012) 

Di loro si è detto molto su questo blog, in una intervista ci si permetta impeccabile grazie ad Ans, mente e braccia dei Movimento D’Avanguardia Ermetico. In questa rubrica si può solo aggiungere che i Movimento sono, secondo il nostro parere, il perfezionamento musicale dei Burzum e quello ideale degli Spite Extreme Wing, se proprio vogliamo fare dei paragoni tanto per intenderci istantaneamente. Quel che è certo è che i Movimento D’Avanguardia Ermetico sono la migliore realtà black italiana ed una delle migliori all’estero ad oggi, sia per la musica proposta sia per la serietà, la professionalità e specialmente la cultura metafisica e politica coltivata e divulgata da Ans e da coloro che sono passati attraverso questo progetto. Auguro loro quel che si meritano, ovvero delle numerose risposte positive perché “Lacrime degli dei” è un ottimo album, e per comprenderlo meglio e per capire meglio le loro idee noi possiamo soltanto rimandare il lettore alla nostra intervista: http://sdangher.blogspot.it/2012/12/incontri-ravvicinati-movimento.html#more
5,5/6
 
MALNATT – Principia discordia (Italia 2012)
È una faticaccia giudicarli. Lo è almeno per me, perché sono intelligenti quanto demenziali, furbi quanto ingenui, musicalmente niente di che e poi ti tirano fuori quella creatività fuori dall’ordinario, fuori di testa. Riduttivo definirli black, la loro musica raccoglie vari stilemi del metal, i loro testi sono assurdi perfino fastidiosi, scioccanti come nel caso di “Don Matteo” e qualche volta distolgono l’ascoltatore dalle loro note, come disturbante è la distorsione dell’inno italiano. In “Ulver Nostalgia” il colpo di genio: il pezzo è tiratissimo e la voce femminile candidissima ma niente a che vedere con i noti Ulver, né vecchi, né recenti. Posso solo dire che l’esperimento precedente, quello di adottare le poesie di D’Annunzio, Ungaretti, Pascoli, Quasimodo ecc. per i loro brani non era sì così innovativo, di fatto li aveva preceduti Fiorello, ma loro avevano saputo riadattare quell’arte al loro metal in modo notevole e proprio quell’esperimento mi aveva convinto di più. Consiglio un paio di cose: 1) date per forza un’ascoltata all’album 2) date per forza una letta alla nostra intervista pubblicata in questo blog… http://sdangher.blogspot.it/2012/12/incontri-ravvicinati-intervista-ai_9.html
In ogni caso Porz è da rinchiudere!
4/6
 
NAGLFAR – Teras (Svezia 2012)
… e anche i Naglfar hanno superato i vent’anni di carriera con il loro sesto cd. I Componenti che hanno suonato in svariati altri gruppi scandinavi (Ancient, Throne of Ahaz, Bewitched, Setherial ecc.), qui si esercitano con un black veloce, cattivo, “pulitino”, con qualche accordatura melodica svedese. Il compitino lo hanno svolto degnamente ma “Teras” rimane un album diciamo… scolastico!
4/6
 
ABIOTIC – Symbiosis (Stati Uniti 2012)
Questi cinque statunitensi, tutti di origine latino – americana, non fanno il classico commerciale death – core tecnico. “Symbiosis” segue il loro Ep d’esordio del 2011 “A universal plague”, ed è composto da 11 tracce molto intrigate, sperimentali, a tratti al limite con la fusion, con stacchi sì death – core ma sempre molto brutali e con un tocco di originalità da non sottovalutare a partire dagli allucinanti vocalizzi di Ray Jimenez. Dovrebbero solo scegliere suoni meno pompati e rendere meno macchinosi e più accessibili i pezzi, per il resto ci siamo, per il resto nei prossimi anni costoro potrebbero stupirci. 
4,5/6
PHARMAKOS – Straight on target (Italia 2013)
Gutturale death – core dai suoni ricostruiti per intero in studio. Di loro non si sa molto. Sono piacentini e nel 2011 hanno esordito con un Ep. Non c’è molto altro da dire se non che facciano musica di quella ultra – moderna, molto groove, appunto molto death – core, molto di plastica. C’è a chi piace… a me un gran poco.
3/6
(Flavus)