The Walking Dead (Il fumetto, mica il telefilm)

Questa non è una recensione, ne una cronaca dei morti viventi.

La moda sta tornando e di certo non è merito di qualche cazzata sparata su batteri che trasformano gli uomini in zombie o Lou Reed con i Metallica che sembrava più morto quando apriva bocca che quando stava zitto a fingere di saper suonare.
 
 
Quando parli con gli sbarbi di zombie non ti citeranno mai i film di Romero o Fulci, maestri che mi hanno insegnato che quando uno muore, tre metri di terra non bastano per tenerlo in pace, specie se Moccia poi lo poggia sopra al cielo.
 
The Walking Dead è la serie televisiva del momento, il manuale perfetto per la sopravvivenza a un attacco di non morti.
A me quel telefilm non piace; schifo mi pare esagerato però la noia mi è calata.
Se parlo con questi sbarbi non sanno nemmeno dell’esistenza del  fumetto.
Come? Esiste una trasposizione su carta?


 

-Nel corso degli ultimi due giorni… il mio unico pensiero era quello di ritrovare te e Carl… e di arrivare qui tutto intero… non ho avuto tempo per avere paura.-Umanità, questa è stata la prima parola a uscirmi dalle labbra dopo aver letto tutto d’un fiato il primo volume.

Rick, polizziotto senza macchia e senza… ma che vi racconto a fare la trama, probabilmente la conoscete e anche se non avete mai sentito parlare della serie il sistema lo conoscete.
Vi ricordate 28 giorni dopo?
Siamo lì, partiamo da lì.
Forse anche Resident Evil 2 era così; non il gioco… il film.
Quante volte avreste voluto dormire e risvegliarvi che era tutto già finito e il vostro mondo era diventato Silent Hill?
Che poi questa esiste veramente, ma ci andrò mai a fare una vacanza? Forse ci troverò dei non morti, ma anche dei vivi.
Ci riuniremo e scapperemo, ma se qualcuno morirà…


-Non potevo lasciarla tornare.-

Prima di morire ci diranno…
 
-Quando tornerò magari troverò… troverò la mia famiglia.-
però…
 
-Non è come uccidere i morti…-
 
Avremo ancora il coraggio d’uccidere i nostri cari?
Leggete il secondo volume. Magari sarete come Hershel che teneva rinchiuso suo figlio ormai putrefatto nella stalla, perché…
 
-Cristo d’un Dio! C’è mio figlio lì dentro!-
 
Lui credeva che i morti si potessero curare, magari addomesticare.
Forse anche lui credeva nell’isola dei sopravvissuti.
 
Tutto ciò che avete imparato nei film qui è presente, ma lo sapevate però che gli zombie si dividono in classi?
Forse Left 4 Dead qualcosa ha insegnato.
Possibile che i morti non siano una razza mandata a ripulire questo mondo? 
Unico dilemma: ma loro mangiavano anche carne d’animale?
Ma allora perché si sono mangiati il cavallo?
Anzi, perché cazzo vai in una cazzo di città sopra un cavallo?
Cristo c’è l’invasione zombie, l’apocalisse secondo il voodoo; hai sentito un testo dei Mombu?
NO?
Ci credo sono un gruppo strumentale.
E come se io ora vedessi arrivare un tornado e mi lanciassi con la slitta da neve.
 
Però è bello vedere le persone stupide che migliorano.
Soffermiamoci sul protagonista; prima avrebbe avuto pietà, ora di certo non si farebbe problemi a uccidere un vivo per sopravvivere.
Cosa?
Già, cosa credete, qui i cattivi mica sono gli zombie!

-Noi siamo i morti viventi!-

 
Condannereste mai una bestia solo perché ha seguito la sua natura?
Lui no, lui sa ragionare, ma il grilletto lo preme e quell’uomo la lama su quella bambina l’ha abbassata… su quella fragile carotide.
Immagino che il calore del sangue gliel’ha fatto venire duro fino all’ombelico.

 

-Pensate mai a loro? Se ne stanno lì a guardare… tutto il giorno.

Per quanto posso cerco d’ignorarli.
Io no… penso a loro di continuo. Chi erano… cosa facevano prima di morire… questo genere di cose.-
 
Non sono un recensore, ma se lo fossi direi che questo lavoro ha saputo eccitarmi come ci sono riusciti solo pochi fumetti.
 
La mancanza di palette di colori lasciata alla sola china non mina la qualità d’un tratto di disegno eccelso, capace di rendere a volte il dialogo superfluo mentre è l’espressività dei personaggi a parlare.
Sguardi d’invidia, odio, lacrime… io ne ho versate.
(Ruggiero Musciagna)