ECNEPHIAS – INTERVISTA A MANCAN! Tutto sul nuovo album e tante altre cosine allegre e meno allegre.

 
 
 
1 – Mancan, c’è molta attesa per il vostro nuovo album, dacci qualche anticipazione, sarà tutto in lingua italiana? Ci saranno ospiti? Vi affiderete a Rick Rubin, come si dice in giro?
M: Grazie anzitutto per lo spazio che mi (ci) dedichi. Non abbiamo le risorse per pagare Rick ma certamente siamo in contatto con Waldemar Sorytcha. Non so, vedremo. Francamente, essendo una band underground, non ci interessa troppo avere una produzione “stellare” ma una degna e competitiva, al passo con i tempi. Certamente sul versante “lingua” proseguiremo con la scelta mista, italiano e inglese, come per il precedente album. Ospite unico, ad oggi, Sakis dei Rotting Christ, amico personale e grande estimatore di Ecnephias e Abbas Taeter.
2 – “Inferno” è stato un successo di critica, te lo aspettavi?
Penso di sì, abbiamo lavorato bene e i risultati arrivano se ogni cosa si fa con energia e passione. Pretendo sempre il massimo e forse lo otterremo compiutamente con la prossima uscita: un disco che sarà più estremo ma allo stesso tempo anche melodico, tecnico, particolare, suggestivo in sintesi! Molte ritmiche thrash, tribali e anche rimandi allo stile migliore del nostro passato. Le liriche vertono sulle tradizioni pre-cristiane e i culti pagani del sud del mondo. L’atmosfera farà la sua “sinistra” parte. Sono contento che abbiamo conquistato da anni la critica che conta, anche fuori confine! 
 
3 – Voi siete una delle poche band metal italiane a non rifugiarsi nella cultura di un altro paese e questo è il segreto, secondo me, del grande apprezzamento che state ricevendo, oltre a un equilibrio sapiente tra melodia e potenza (in questo senso secondo me siete la band più class metal del metal estremo italiano).
La nostra cultura nazionale e regionale è da amare ma non vorrei farne una bandiera sciocca e ottusa in quanto siamo aperti anche ad altro, oltre il confine. Non siamo una folk band. Sì, con “Inferno” è vero che siamo stati molto classici, heavy ma è stato un lungo processo dal demo “November” ad oggi, un percorso fatto anzitutto di doom e blackened death, con un tocco personale tutto nostro. Era il momento di cambiare un po’ approccio ed aprirci a fette più larghe di pubblico, la melodia aiuta sempre e non può essere relegata in un angolo. In fin dei conti, però, è un disco maturo, prodotto molto bene, in cui emergono le qualità di tutti noi in buona misura. Aspettate il prossimo disco però, il meglio deve ancora venire! Lo prometto.
 
 
4 – L’Italia è pur sempre il paese di Abberlusconi, del festival di San Remo, di Fabrizio Corona e Nicole Minetti. Non ti viene mai voglia di usare la musica per combattere tutte queste nefandezze o credi che sia un buco nero in cui verrebbe risucchiato anche l’artista che tenta di esorcizzarla con il proprio talento?
L’Italia è un paese fatto di grandezze e ignobili meschinità, volgarità e cose turpi. Cosa possiamo cambiare? Nulla. Piaccia o no questo è il quadro. Siamo un popolo strano, trasformista, eccessivo in ogni sua manifestazione, nel bene e nel male. Luci ed ombre. La politica (attuale) non mi interessa, ho le mie idee e convinzioni ma non penso interessino a qualcuno. Ogni tanto scrivo e pubblico qualche opuscolo per mettere nero su bianco il mio pensiero, una sorta di diario itinerante. 
 
5 – Continuerete a cambiar pelle come i Paradise Lost, i Moonspell, i Tiamat e praticamente tutte le migliori band degli anni 90? Pensare che durante il periodo più fertile della loro carriera, questi gruppi hanno raccolto soprattutto insulti. Molti vi hanno scoperto con “Inferno” e c’è da aspettarsi che ne vorranno ancora. Non siete tentati dal dare alla gente un “Inferno 2” e proseguire questo piacevole idillio con la critica e il pubblico?
Non compongo a comando o sulle fregole degli altri. Potrei decidere di fare un album rock come uno grind. Qui sta il bello. Noi non siamo mutati per “piacere” agli altri ma solo per la nostra soddisfazione. Se poi piacersi coincide col gradimento del pubblico che ci ascolta, perfetto! La sorpresa è dietro l’angolo stilisticamente parlando e con sguardo al futuro: non un ammorbidimento ma tanto metal estremo elaborato con melodie e arrangiamenti tutti nostri. Sento grandi energie e un sound molto moderno per questo nuovo disco. Mi vengono in mente i gruppi che hai citato ma anche gli ultimi Sepultura e i Septic Flesh. Senza fare paragoni, ma come mero esempio comparativo. Amo i gruppi che hai citato. Gli insulti sono sempre poco credibili.
 
6 – Mancan, tu sei satanista?
Io sono uno studioso, un cultore di dottrine esoteriche. La risposta è “No”, non sopporto le etichette. Poi che vuol dire essere satanisti? Essere devoti al “male”? Qui poi dovremmo riflettere sull’etica, sulla morale, su ciò che è giusto e sbagliato. Nel mezzo la soggettività, la personalità, i limiti. Oppure significa essere “ribelli”? Io sono un “ribelle”, esattamente. Mi ribello contro i vizi della Chiesa Cattolica, della cattiva politica, del moralismo, del buonismo, del pensiero unico. Ma mi ribello pure contro la cattiveria gratuita, la crudeltà, l’intolleranza, l’ignoranza, l’egoismo. Odio la volgarità, anche quella che attacca in modo meschino la religione in sé. Ho rispetto per ogni “credo”, sono una persona intelligente e cortese. Pretendo rispetto per le mie posizioni “eclettiche”, sincretiste e individuali. “Occulto” significa tanto. Come “Inconscio”. Nel mio universo c’è un Simbolo formato dal Bafometto e dalla Croce. Credo di aver risposto.
 
7 – Io e mia moglie siamo entrambi tafofili (andiamo in giro per i cimiteri e scattiamo foto alle tombe o a qualche vecchietta scandalizzata). A te piacciono i cimiteri? Dalle tue parti ce ne dovrebbero essere di bellissimi, sbaglio?
Beh complimenti per la passione! Suggerisco – se me lo consenti – foto erotiche in posti turpi, magari si accende pure un “malsano” desiderio. La fantasia è tutto. Tornando a noi… i cimiteri sono il mondo “a parte” posto ai margini della città “viva”, il nostro cancello per l’aldilà. Mi comunicano la solennità del silenzio, un profondo senso di timore e rispetto, non paura. Sì, dalle mie parti ce ne sono tanti, ma non così belli come dici, normali direi. A Napoli ne ricordo di belli.
 
8 – Leggendo la storia degli Ecnephias ho notato che se sono oggi in giro il merito è tuo, ci hai creduto fin dall’inizio nonostante gli abbandoni continui degli altri componenti per motivi logistici o magari per incompatibilità personale e artistica. Quello che voglio chiederti non è se c’è stato un momento in cui hai deciso di mollare tutto quando le cose andavano troppo male, questo è ovvio e umano, no, io voglio sapere se il successo, la gratificazione, l’appagamento non ti abbiano portato paradossalmente a farti pensare: “Oddio e se smettessi adesso?”
Parto dalla fine. No, a oggi non ho pensato a ciò, per fortuna. E’ vero che io sono “l’incarnazione” degli Ecnephias, sin dall’inizio, ma ci sono state persone che ciclicamente ne hanno fatto parte con merito: ad esempio Atlos e Akeron, batterista e chitarrista, i due fratelli cui sono ad ogni modo legato da amicizia sincera. L’attuale formazione è però la più stabile di sempre: si sta verificando il miracolo di avere per 3 anni di seguito gli stessi componenti, su due album consecutivi… spero bene di proseguire! C’è una buona amalgama. Dopo di me, cito l’amico Sicarius, tastierista nonché seconda voce pulita, un fratello e un personaggio basilare nella gestione della band, e gli amici Demil, Nikko, Miguel, ottimi musicisti e persone degne.
 
9 – Poco tempo fa ho scritto a proposito della vicenda delle Bestie di Satana, mi dici cosa ne pensi di quella storia? Oggi c’è gente che sostiene l’innocenza della maggior parte di quei ragazzi e accusa i media di aver strumentalizzato tantissimo la faccenda a discapito di giovani innocenti, per te è possibile tutto questo?
Il culto è una cosa, il crimine è tutt’altro. Mi pare che lor signori abbiano ammesso i reati contestati. Essendo io un avvocato, nella vita professionale, sono portato per istinto a “difendere” ogni individuo perché credo che le motivazioni che spingono taluno a compiere un atto sono tante, diverse e spesso ben supportate a livello razionale, nonché inconscio. Il principio cardine è però quello di fare ciò che si vuole senza turbare la libertà altrui. Non sempre, va detto, i colpevoli sono quelli che appaiono come tali. Il discorso è lungo. 
 
10 – Tu sei uno dei pochi sostenitori di Blaze Bailey, che ne pensi di coinvolgerlo in un duetto, ce lo vedi bene su un disco degli Ecnephias?
Magari! Grande voce sulle tonalità medie e basse. Un vero “metallaro” genuino, serio, umile. Una voce oggettivamente bella e una grinta fuori dal comune. Amo i personaggi scomodi e criticati dalla massa. Sono per la minoranza. Mi piace la lotta dell’ “Uno contro Tutti”, è il segno distintivo di un carattere forte e fiero. Bruce è dottissimo alla voce ma non mi è simpatico come Blaze.
 
11 – A parte, questo, io credo che dopo tutta l’invidia che ha scatenato negli anni con i Maiden, oggi sia caduto abbastanza in disgrazia da suscitare la simpatia di un sacco di persone. Dico questo con sarcasmo, nel senso che ieri era visto come un brutto rospo usurpatore di troni metallici e oggi, dopo che è diventato completamente calvo, povero, grassone e vedovo tutti hanno una buona parola per lui. La gente è davvero merda come dicono gli Slipknot, non trovi?
Si, trovo! Io non credo al gregge, al pensiero conforme e settario, ai pregiudizi. Molti che criticano Blaze non sanno nemmeno cosa significhi “cantare”, io che canto da molti anni con buoni risultati e attestati di stima posso sostenere senza timore che lui è un degnissimo frontman. Non ha la voce di Bruce ma non l’ho mica scelto io quale vocalist dei Maiden! Harris avrà fatto i suoi calcoli o no? Ad ogni buon conto Blaze nei suoi dischi solisti esprime il suo meglio, grandissima musica. Lo stesso discorso lo potrei fare per gli ultimi (per me fantastici) Sepultura, con un grande Green al microfono e uno stile evoluto e complesso (anche qui mi scontro con razzisti colmi di pregiudizi e gente che non ha neanche ascoltato “A-Lex”, “Kairos” e “Dante XXI”, album meraviglioso). E’ la mentalità comune: facile dire che “Arise” è il top, che Max è insostituibile! D’accordo, ma valutate che c’è anche dell’altro, che le cose cambiano e non necessariamente sono da trattare con “sufficienza”. Insomma, ascoltate, sentite “dentro” le cose… con il cuore e con la mente! Senza paraocchi. Il metallaro medio è veramente “pericoloso” per la sua “ignoranza”. O no?
 
12 – Parole sante! Quali sono gli scrittori che hanno influenzato di più la musica degli Ecnephias?
Bah, se ti riferisci ai testi, come credo, ti rispondo che sono stati ben pochi, avendo noi trovato ispirazione nelle nostre esperienze oniriche, nel sogno, nelle visioni, nei film e nei libri horror, noir, thriller. Nei saggi medievali e religiosi. Nei testi occulti e satanici. Però, sommi personaggi quali Pessoa, Blake, Dante e Milton sono sempre sorgenti di ispirazione con pochi competitori possibili.
 
13 – Ci sono dei momenti in cui senti il bisogno di evadere anche dalla tua forma di evasione preferita? Che cosa fai quando non ne puoi più di suonare, comporre e creare?
Sostanzialmente, fuori dal lavoro e dalla musica, amo cucinare, passeggiare, stare con il mio gatto, vedere un buon film, leggere Dylan Dog o un buon libro… evasione preferita: il mare in estate, amo il caldo, anche eccessivo. Mi “aliena”. Anche in questo sono poco vicino allo standard black/death metal. Fino a pochi anni fa amavo maggiormente la neve e la montagna (e in Lucania sembra di stare in Svizzera a tratti!) ma da tre anni sono cambiato. D’altronde sono meridionale, mediterraneo, vicino a Moonspell, Rotting Christ, Septic Flesh come spirito e mentalità. Ne parlavo con Sakis all’Agglutination, mi ha detto: “qui da voi è come in Grecia, stesso paesaggio, clima, gli ulivi, la mentalità, la ritualità del Sud”. Verissimo. Non ho nulla da dividere con gli scandinavi, che pure rispetto e stimo. Il mare è uno scrigno incredibile di emozioni, visioni, avventure, sogni. Vuoi mettere? Il gelo…puah!
 
14 – Spesso le band italiane dicono cose destabilizzanti a proposito del metal e della scena metal italiana. Per esempio ci sono quelle che ammettono di non sentire metal, altre di non cacarsi neanche di striscio i loro presunti colleghi. Voi siete una band nel pieno di un’epopea picaresca nell’insidioso e infame mercato discografico italiano; è vero che non c’è un grande affetto tra le band, ma quasi solo rivalità e gelosie?
Sì confermo. C’è chi fa il professore, chi il filosofo, chi è presuntuoso. Ultimamente ne sento di tutti i colori. Chi dice di non essere saccente ma poi nei fatti si smentisce. Chi attacca i cd posers e poi cade a sua volta nella mentalità tipica del poser, su un altro versante. C’è, in breve, molta ignoranza. Persone grette e sfigate che si sentono importanti per il modo in cui vestono, per le frasi che pronunciano, per un presunto stile coerente e serioso che assumono. Tutte ridicolaggini. Non ti nascondo che mi piacerebbe arrivare alle mani in certe occasioni! I grandi uomini sono sicuri di sé in ogni situazione. Solo chi vive in un complesso d’inferiorità usa la maschera. Io non ho bisogno di fingere di essere “altro”. Io sono “io” sempre, con tutte le mie contraddizioni e i miei limiti, con la mia esuberanza e la mia franchezza. Che poi, dire “Io”, vuol dire – con Pirandello – tutto e niente. Noi non esistiamo, non viviamo. Ma “siamo” vissuti, è una violenza che subiamo…la vita è sodomia applicata. A volte pure assai piacevole. Personalmente supporto tutti, ma se noto atteggiamenti di chiusura mi chiudo. Sono cortese con tante bands ma poi noto che vengo ricambiato assai raramente. Auguri a loro, “tanto valgono” evidentemente. E’ una misura del nostro valore. E mi fa piacere. Io credo nell’umiltà ma anche nella sana difesa del merito. 
 
15 – Sei contento per il ritorno dei Death SS? Io ne sono rimasto stupito e non così entusiasta, a dire il vero. Amo molto la band e Steve Sylvester (anche se lui non risponde più ai miei messaggi), trovo però che questo ritorno sia stato piuttosto incoerente e superficiale e te lo dico con la consapevolezza di richiamare su di me l’intero arsenale delle forze delle tenebre. Insomma, preferisco che si dia spazio a band in perfetta salute come gli Ecnephias piuttosto che al revivalismo spinto a cui anche Lord Sylvester ha deciso di prender parte.
E dici bene. Onore a loro e a tutti i maestri. Amo i vecchi Death SS. Però è giunta pure l’ora di un ricambio. C’è esigenza di freschezza, novità, energia. Ogni cosa a suo tempo. Porca puttana (rido)!
 
16 – Senti, parliamo un po’ di fica, sennò qui tutti pensano che tu sia una persona troppo seria e funerea. Che storia hai avuto con l’altro sesso fino a qui? Io un disastro, pensa che ho perso la verginità a 27 anni e poi mi sono pure messo a piangere, poi ho incontrato la donna della mia vita ma è una fortuna tragicissima perché adesso non potrò scopare tutte le fiche sbagliate che avrei dovuto farmi prima dei 27 anni… Ma scusa, parlami della tua storia con le donne, ne vengono molte ai concerti degli Ecnephias?
Mai funereo. Io sono una persona seria quando c’è da fare sul serio (e anche un’intervista per me è una cosa seria) ma per il resto rido e scherzo come un matto almeno per metà del mio tempo. Ridere e scherzare fa bene a tutto. Parlando di fica, amore e sesso devo dire di essere sposato da 2 anni, fidanzato con la stessa persona per 13 anni. Uno fedele e tenace insomma! Stiamo molto bene assieme sotto ogni punto di vista per cui sono totalmente appagato nel rapporto. Di donne ne conosco molte in ambito metal, alcune sono decisamente carine, intelligenti e piene di energia ma cosa vuoi farci…??? Ho l’anello amico! Sono fottuto. Ma non mi lamento, credo nella coppia.
 
17 – Leggi ancora le riviste metal cartacee o ti accontenti di quello che trovi sul web?
Entrambe le cose… le riviste me le inviano a casa per rispetto e timore reverenziale gratuitamente da anni, cosa simpatica e gradita! Fedeli compagne di toilette e cazzeggio pomeridiano. Un toccasana direi. Si leggono sempre meno stronzate in ambito black metal ed è un bene (tutti ricorderanno le mitiche stronzate del tipo “abbiamo registrato durante la luna piena nella notte del demone con il cazzo fosforescente e amenità simili… io consigliavo queste letture a un amico che soffriva di stitichezza, riuscendo nell’obiettivo senza l’aiuto di purghe). Per il resto le interviste del 1991 sono simili a quelle del 2013. Rimpiango le ‘zines tipo Mururoa, Trippa Shake, Pluvia Metalli … quelle si che erano uscite underground di pregio!
 
18 – Nei tuoi ultimi post ricorre spesso la parola invidia. Più hai successo e più ne provochi. Non hai paura di finire per vederne ovunque? Insomma, questo periodo di realizzazione artistica (che magari è solo l’inizio per quanto riguarda le tue ambizioni, ma che è insperata per decine e decine di band che si danno tanto da fare senza neanche arrivare a un contratto discografico per un singolo) dicevo, questo periodo di realizzazione non ti ha fatto anche sentire molto più solo di quello che temevi? Tu ami la sincerità, la lealtà e senti sia giusto dare fiducia al prossimo ma non credi che il successo artistico a cui gli Ecnephias sembrano destinati ti porti nell’unico posto dove questi principi notoriamente non esistono?
Sì, magari sarò un tantino “psicopatico”. A volte esagero, sull’istinto. Però la verità di fondo è la stessa, ho riscontri di alcune scorrettezze antipatiche che di fatto ostacolano la nostra marcia, la quale dovrebbe essere molto più agevole (specie sul versante live). Per questo a volte m’incazzo. Comunque sì, hai ragione, per certi versi sono più solo di prima nella vita quotidiana. E’ il destino, probabilmente. Ma non dipende da quanto credi, è una scelta. Quando “stai sotto” tutti ti cercano, ti usano. Quando “stai sopra” ti temono, provochi rabbia ma anche ammirazione. E’ semplice: se uno non riesce… cambi “mestiere”! Perché insistere? Qua parliamo di underground, mica di numeri enormi, eppure nel nostro piccolo ognuno si sente un re. O meglio, vuole apparire in tal veste senza, sovente, averne titolo. Ci vuole carisma. Tuttavia non sono mai stato un amante delle comitive. Pochi amici selezionati e stop. Nel mio ambiente è cambiato tanto. Virtualmente (facebook, mail, lettere private) ho una marea di amici e sostenitori: ciò mi fornisce un coraggio bestiale, mi gratifica. Avverto che le parole sono sincere, mi scrivono da ogni nazione occidentale ma anche dal Messico, dal Brasile, dall’Indonesia. Siamo underground eppure, a giudicare dalla rete che abbiamo costruito, navighiamo egregiamente. In totale abbiamo venduto – dal 2005 ad oggi – diverse migliaia di copie. Sono numeri bassi, ma per il metal estremo dei tempi attuali è un lusso: nel solo 2012 mi è stato detto che abbiamo fatto meglio di alcuni nomi storici, pur nei limiti di cui parlo, senza contare il download illegale, ovviamente. 
E’ vero, credo nella lealtà, nel dire le cose in chiarezza. Il mondo dello spettacolo e, in genere, il mondo degli uomini sta accantonando da tempo la sincerità, la semplicità e l’onestà. I risultati sono chiari e terribili. 
 
19 – Linea maschiona anni 20 e profilo mussoliniano. Questa definizione di Andrea Doney del gruppo Brutal Crush è perfetta per descrivere la tua immagine, non trovi?
Sei terribile. Perché no? Virilità e grinta sono caratteri che possiedo, se vogliamo anche similmente a quel grande uomo citato da Andrea, al cui cospetto gli attuali politicanti appaiono come giullari smidollati. Ma non parliamo di politica. Mi secca. Sono un pirata.
 
20 – Ok, ti ringrazio per la disponibilità, complimenti ancora a te agli Ecnephias. Ci aspettiamo ancora grandi cose da voi. Verrete a suonare a Roma? E’ previsto qualche concerto all’estero? 
Grazie a te amico. Non ti deluderemo. Concerti e tour? Hai una domanda di riserva? Sai com’è, siamo terroni, non lecchiamo il culo a nessuno, non vogliamo pagare per suonare: se possono, preferiscono boicottarci per quei motivi di cui sopra…per cui…’sti cazzi!!! Un abbraccio!
Grande Mancan! Ti abbraccio volentieri.

(Intervista a cura di Francesco Ceccamea)