INTERVISTA A VINZ BARONE! DA HM A THUNDER PASSANDO PER UNA PERVERSIONE CHIAMATA NORMALITA’


0 – Nome completo?
Vincenzo Barone (tutto qui, semplicemente)
 
1 – Riviste musicali in cui hai lavorato?
H/M e Thunder, ovviamente, ma ho collaborato con Ciao 2001, Music, Hallò, Rockissimo, DDMgagazine, Blu e per un breve periodo con un giornalino delle edizioni Cioè che si chiamava Joint ed in cui curavo una paginetta di metal…

2 – Il tuo primo articolo e come andò?

Sporadiche collaborazioni con qualche fanzine a parte, ebbi il mio esordio su H/M, una recensione di un VHS di un concerto di Malmsteen. Ne fui contento e andò bene, visto che poi non ho più smesso di collaborare, bontà di Federico Ballanti, il creatore del progetto H/M…
 
3 – La prima volta che hai guadagnato dei soldi scrivendo di musica e quanto? 
Fui pagato fin da quel primo articolo, non molto, ma ero comunque più che felice. Se non ricordo male i pagamenti avvenivano a mezzo borderò (con valutazioni date dall’editore), ma più o meno ci si aggirava sulle 8mila lire a cartella (30 righe da 60 battute)…
 
4 – Il momento più appagante vissuto da giornalista metal?
Beh, domanda non facile… Ebbi il culo inaudito di poter vivere una epopea: viaggi e concerti, interviste con un po’ tutti… Forse il the con Steve Harris, all’epoca di Thunder… oppure la festa di presentazione dell’enciclopedia Metal della Curcio a Bologna e poi a Roma. Ero felice e disorientato…
 
5 – Il disco che ha cambiato la tua vita?
Senza alcun dubbio: “Dressed To Kill” dei Kiss. Lo acquistai a porta Portese poco più che bambino. Tutto cominciò lì e fu amore al primo ascolto!
 
6 – Hai mai rubato in un negozio di dischi? 
No, mai.
 
7 – Altri lavori che hai fatto?
Ho fatto il commesso in un paio di negozi di dischi (fatto collegato alla risposta precedente in effetti), ho montato palchi per un service musicale, ho fatto il consulente musicale per Mediaset (sic), l’autore testi e poi il regista per Radio Rai… 
8 – Qual è il tuo peggior ricordo d’infanzia?
La scuola. Mi trovavo malissimo e per me è sempre stata una sofferenza. Poi ricordo con terrore di una volta che, avrò avuto 5 o 6 anni, mi persi in una grande villa di Roma: furono ore interminabili nelle quali mi sembrò di camminare per una eternità…
 
 
9 – Perché Thunder collassò?
Collassò, è proprio la parola giusta. Editori dissennati che spendevano oltre le loro possibilità. Ricordo che erano due cretini affamati di fica troppo giovani e troppo in fretta arricchiti senza merito. Sperperarono in cazzate e la casa editrice finì per naufragare e Thunder con essa… Peccato.
 
10 – Hai mai avuto problemi con la legge?
No, miracolosamente mai. E sottolineo miracolosamente, credimi.
 
11 – C’è una recensione negativa che ti ha particolarmente dato gusto scrivere?
Mmm… Direi di no. Mi approcciavo ai dischi con grande rispetto per chi aveva comunque lavorato alla realizzazione di qualsivoglia prodotto. A parte il sottile sadismo giornalistico nello stroncare tipico di chi fa questo lavoro, non provai mai gusto a essere duro…
 
12 – C’è qualcosa nel tuo passato giornalistico che hai fatto esclusivamente per soldi?
La già citata collaborazione con le Edizioni Cioè, ma poi non fu un gran guadagno in realtà…
 
 
13 – Chi ha fatto girare i coglioni a Beppe Riva, ai tempi di Thunder, dicendogli che doveva sentirsi onorato a collaborare a quella rivista? 
Non sapevo che Beppe, per il quale ho sempre nutrito una autentica venerazione (lui potrà confermartelo), si fosse sentito dire qualcosa di simile. Comunque immagino chi possa essere stato e preferisco passare oltre, se permetti…
 
14 – Quali sono i tuoi hobbies preferiti?
Cinema, lettura (sono un divoratore di libri di storia, biografie di ogni tipo, musica, mitologia, occultismo, arte, sport, miti e leggende…), buona cucina, viaggi (quando le finanze lo permettono), ovviamente musica e vivo una passione viscerale per il Rugby! Seguito e tifato, non giocato perchè sono troppo “senior” purtroppo… 
 
15 – C’è una metalstar che proprio non sopporti?
Sì, più di una se è per questo. Non so se intendi tra quelle che ho avuto l’opportunità di conoscere (non me la tiro Francesco, non fraintendermi!) o in senso generico, ma credo che, se proprio vuoi un nome, Lars Ulrich sia in cima alla lista…
 
 
16 – Quali sono le più grandi penne metal di sempre?
Tutti quelli di Brutal Crush, ovviamente! Eheheheheh… Non per piaggeria, ma ho iniziato a scrivere leggendo i capolavori visionari di Beppe Riva su Rockerilla ed è lui che ho sempre stimato di più… Anche il buon Piergiorgio Brunelli, che per altro è ancora mio amico, l’ho sempre letto con piacere… Si parlava di italiani vero?
 
17 – Sì. Dimmi la line-up della redazione metal dei tuoi sogni. Che nome daresti alla rivista?
Oggi come oggi non saprei davvero dirti… Oltre i due che ho nominato, ho troppi legami di affetto ed amicizia con ex-colleghi e/o rivali del passato per potermi sbilanciare senza offendere qualcuno… Delle firme recenti ci sono comunque 4 o 5 nomi che trovo pieni di talento, a prescindere che scrivano per Metal Hammer, Rock Hard, Classix Metal, Grind Zone, Metal Maniac o scrivano libri… Me la concedi un po’ di diplomazia, vero? 
La rivista la chiamerei immodestamente H/M THUNDER! 
 
18 – C’è un gruppo che all’epoca recensisti malissimo accorgendoti in seguito di aver preso una cappellata davvero heavy o viceversa?
Ti rispondo senza esitazioni: Terrorizer – “Wold Downfall”! Lo stroncai e, a posteriori, non solo mi piacque molto, ma mi resi conto che quel disco aveva segnato un vero punto di svolta! Carmelo dei Novembre ancora mi rimprovera per quella terribile recensione e, ammetto pubblicamente, ha tutte le ragioni! Presi una cantonata colossale… mea culpa.
 
19 – Hai qualche rimpianto esistenziale?
In linea di massima no: rifarei tutto daccapo. Come tutti però, una paginetta da cancellare ce l’avrei e me ne dolgo. Una persona appartenente al passato della mia sfera affettiva vorrei non averla MAI nemmeno conosciuta. Ma credo sia fisiologico…
 
20 – Ti piacciono gli emo?
No. Ma intendi esteticamente? Allora la risposta è ancora no.
 
21 – Ne hai viste e sentite tante, credi che il Metal si stia cannibalizzando?
In un certo senso sì, ma ritengo sia un fenomeno generalizzato e (parola orripilante) globale. In tutti i settori artistici ed a tutti i livelli. Oggi c’è troppa quantità a scapito della qualità e l’intero movimento finisce per essere un cane che si morde la coda.
 
22 – L’esperienza sessuale più bizzarra?
Sono un fermo propugnatore della tradizione. Sono morbosamente classico.
 
23 – Quando hai perso la verginità e con chi o cosa? 
Con una ragazza, al mare, in una specie di vestibolo antistante la spiaggia, in pieno giorno. Durai il tempo di un assolo di Kerry King… Poi col tempo sono migliorato.
 
 
24 – La tua perversione preferita? 
Sottolineo e ribadisco la mia oscena “normalità”… Ma poi vuoi lasciarmelo un po’ di mistero? 
 
25 – Hai dei nemici nell’ambiente del metallo italiano?
Certamente sì. Di diverse nature e per diversi motivi, ma penso sia fisiologico non essere simpatico a tutti. A volte le contingenze poi fanno in modo che qualcuno ce l’abbia con te per un motivo o per un altro. Qualcuno mi ha affrontato onorevolmente, altri (i più) si sono limitati a spalare merda dietro le spalle…
 
26 – Ti sei stupito quando Halford ha ammesso la propria omosessualità?
No, lo sapevo già…
 
27 – Titti Angeramo dice che il metallo italiano non è mai esistito, tu come la vedi?
Titti porta avanti questo discorso per polemica, per scuotere e far discutere. Sa perfettamente che è esistito ed esiste tuttora, ma per sottolinearne l’eccessiva provincialità ne nega con la sua sottile ed acuta intelligenza l’esistenza a livello serio e professionale. La capisco, ma naturalmente non la condivido alla lettera… 
 
28 – Rivista metal italiana che salveresti dall’inceneritore?
Ovviamente Classix Metal! Troppo “miei” i contenuti e lo spirito! Non che disdegni le altre, che continuo a leggere puntualmente, ma Fuzz ha avuto una grande idea… alla mia età è una scelta comprensibile, no?
 
29 – In quale animale ti identifichi?

 

Nel bradipo. Sono pigrissimo…
 
30 – Suoni più con la tua band storica?
No purtroppo. La prematura scomparsa del povero Baffo ci aveva fatto tornare l’intenzione di suonare, ma gli Outrage, col passare degli anni, avevano subito troppe radicali trasformazioni a livello di line-up per poterne rimettere insieme una che fosse coerente. Esiste comunque un intero album, completamente registrato, che forse prima o poi vedrà la luce… Hai visto mai? 
 
31 – Credi che farsi le pippe sia indice di immaturità?
Direi di no… e non si diventa nemmeno ciechi!
 
32 – Ti definiresti un immaturo? 
E’ una domanda collegata a quella precedente? Sì, sono molto immaturo…
 
33 – Pensi che sia utile a un artista avere qualche dipendenza tossica?
Utile forse sì, indispensabile no. E’ una questione di scelte e di carattere: ognuno è libero di cercare e trovare l’ispirazione come meglio crede. Tutto ha un prezzo però…
 
33 – Cosa non ti piace di questo folle e schifoso mondo?
Siamo ancora alla 33? L’incoerenza, la mancanza di rispetto, la furberia, la prepotenza… mmm… Di questo folle e schifoso mondo non mi piace questo folle e schifoso mondo! 
 
34 – Bella risposta. E cosa ne pensi dello slut-metal?
Che c’è posto per tutti! Se proprio in ambito metal ci si mette a fare i moralisti, sarebbe il colmo! Certo, per quanto mi riguarda la musica viene (sic) sempre al primo posto!
 
 
35 – Credi che i Metallica faranno più un bel disco?
No, credo di no… Mettono troppo cervello e poche palle in quello che fanno oggi. Certo non ci si può aspettare la rabbia e lo slancio giovanili in un gruppo di ultra quarantenni, è ovvio, ma credo che nella torta della loro musica abbiano via via perso gli ingredienti che preferivo…
 
36 – Qual è il tuo piatto preferito?
Le lasagne di mamma e la carbonara fatta dalla mia compagna.
 
37 – Esiste ancora l’Underground?
Esiste, ma in modo e misura completamente diversi rispetto a 20 anni fa. Internet e i mezzi messi a disposizione dalla moderna tecnologia hanno decisamente cambiato le carte in tavola, stravolgendo il profilo dell’underground come fenomeno ristretto a pochi ed in un certo qual modo elitario… Ma a suo modo ancora c’è…
 
38 – Cosa ne pensi dei Manowar di oggi?
Che un gruppo tanto “coatto” ha la sua ragion d’essere! Musicalmente ammetto che perdano colpi, ma il loro bello è proprio questo essere anacronistici e ottusi, oltre che sboroni come pochi! Hail and Kill!
 
 
39 – Definisciti con un insulto.
Trappolone paraculo.
 
 
40 – Oggi va molto di moda dire che HM in fondo era poco più di una fanzine? Cosa rispondi?
Davvero è trendy dire questo? Sono l’ultima persona al mondo a poterti rispondere con distacco ed equidistanza. H/M è stato una parte meravigliosa della mia vita e, sebbene lo spirito fosse fanzinaro, ci eravamo infilati come una “supposta editoriale” in un sistema che andava avanti con una marea di monnezza per ragazzine… Probabilmente la distribuzione capillare (più o meno) nelle edicole ci fece salire di un gradino rispetto alle fanzine, ma non trovo del tutto sbagliato un pensiero come quello che mi dici… 
 
41 – Che ricordi hai di Kakka Metal?
Confusi e frammentari. Era una rubrica di Metal Shock se non sbaglio… La trovavo una buona idea, sdrammatizzante ed ironica, sebbene non sempre all’altezza delle aspettative…
 
42 – Credi nella sfiga?
Porta una sfortuna maledetta credere alla sfiga.
 
43 – Pensi che i Death SS portino sfiga?
No. Ci ho giocato un po’ a suo tempo con questa diceria, ma la professionalità, la cultura e la puntuale gentilezza di Stefano mi hanno presto portato a non credere a questa cosa. Lui pure lasciava che certe voci girassero, ma credo fosse più per dare un’aura maledetta alla band che per un reale convincimento… It’s Only Rock And Roll, no? 
 
44 – Se ti offrissero una bella cifra, faresti scherzi telefonici a Sandro Booty ogni notte alle 3 per un mese? 
Trattiamo.
 
45 – Hai mai pensato di smettere con le donne?
Nemmeno lontanamente!
 
46 – Ti è mai capitato di conoscere un tuo mito e di vederlo crollare?
Non ho mai creduto nei miti. Siamo tutte persone, esseri umani, quindi il bene o il male che ho incontrato sono stati né più e né meno quelli che comunque la vita mi avrebbe riservato, in qualunque altro contesto e ambiente. Certo, qualcuno che consideravo con ammirazione artistica/professionale, umanamente alle volte mi si è rivelato un coglione superficiale, ma nulla di così deludente in realtà…
 
47 – Credi nello dimonio? 
No. Perché altrimenti dovrei credere in Dio. Non ho più l’età per gli amici immaginari… Iconograficamente comunque è un personaggio adattissimo al mondo metal…
 
48 – Secondo te Vitolo in Sub Terra ha ragione a dire che la scena metal romana non è mai esistita? 
In parte ha ragione. Nel senso che non era affatto compatta, collaborativa, fraterna e per questo forte e credibile; “gruppi di gruppi”, se mi si concede il gioco di parole. Se ne stavano per i cazzi propri ed ognuno per sé, Difficilmente le “correnti” o le “zone” entravano in commistione creando così una vera e propria scena. Di band ce ne sono sempre state a bizzeffe e di ogni tipo, ma ciascuno marciava per proprio conto… 
 
 
49 – Che ne pensi dell’esperimento linguistico degli In.Si.Dia?
Precorsero i tempi. Il nostro idioma non è metricamente e fonicamente molto adatto a certe sonorità, ma personalmente ho sempre adorato il cantato in italiano! Meritavano più attenzione e fortuna, certamente, sebbene musicalmente un pochino troppo derivativi… So che sono stati ristampati i primi due cd e ne sono contento: li riascolterò molto volentieri!
 
 
50 – Ai tempi della scuola eri un bullo picchiatore terribile?
Niente affatto. Ero un metallaro buono. Chi mi aveva in antipatia si teneva lontano a causa del mio look, ma quelli che erano gentili con me li apprezzavo perchè mi rendevo conto di essere “strano” e che per fare amicizia avevano dovuto superare un pregiudizio. L’aspetto capelli lunghi, borchie, magliette nere coi teschi operava per me una selezione all’origine: mica male! 
 
51 – Se fossi Dio chi uccideresti, oggi?
Chi NON ucciderei vorrai dire! E comunque se fossi Dio, oggi come oggi, mi porrei molte domande sui miei evidenti errori… altro che libero arbitrio!
 
52 – Dimmi qualcosa di tremendamente metallaro.
Ferramenta.
 
Grazie mille Vinz.
Grazie a te per aver accolto gli sfoghi di un povero vecchio, ma mai arrugginito!
(Intervista a cura di Francesco Ceccamea)
 

 

  • Ha ragione Vincenzo, a Roma eravamo molto "provinciali", ogni gruppo stava per i fatti suoi e guardava gli altri con sospetto se non con snobbismo dovuto forse anche da quel fascino di fine anni ottanta che poteva darti l'essere metallaro e "cattivo" in un ambiente dominato da "tozzi" (i parenti poveri dei paninari) e benpensanti.Ho ancora le cassette di 2 demo degli "Outrage" acquistate nel mitico Revolver!!!Un saluto Vincenzo.Luca.