FINCHE’ MORTE NON VI SEPARI #23 (RUBRICA DEATH, BLACK, GRIND) IN QUESTO NUMERO: EXHUMED, HORNA, SETH, BLOCKHEADS, DEADLOCK

EXHUMEDNecrocracy (Stati Uniti 2013)
Signore e signori, decomposti o semplicemente scomposti, ecco a voi il nuovo dei redivivi Carcass! Ops! Scusate intendevo dire dei loro fratellastri! Gli Exhumed hanno dell’impressionante, non solo come sanguisughe campano sulla carne degli arcinoti inglesi, copiando spudoratamente il loro stile musicale, ma addirittura in modo graduale ricalcano la loro carriera. Così se per anni i suddetti americani hanno riproposto a modo loro la reiterata versione di “Symphonies Of Sickness” spostandosi sempre più verso “Necroticism”, ora la parabola artistica sembra proseguire verso “Heartwork”.

Certo questo combo si è fatto maggiormente strada con la scomparsa dei mentori Carcass ma ora che quest’ultimi sono tornati che succederà? Probabilmente niente. A primo impatto alcuni arzigogoli melodici lasciano un po’ perplessi, specialmente per coloro che dal grind pretendono maggiore velocità e sporcizia, poi è inevitabile che ci si arrenda; benché costoro si ripetano e ripetano, i loro album sono sempre un malsano piacere. Per quel che mi riguarda sono sempre molto combattuto nel giudicarli perché credo che fondamentalmente siano un gruppo di seconda scelta per aver impudentemente e solo copiato sin dai loro albori, eppure un loro cd non può non aggiungersi alla mia doviziosa discoteca. Non può e non deve. “Necrocracy” non è migliore del precedente “All Guts, No Glory” anzi non è migliore di tutti i precedenti cd, solo che nonostante tutto devo constatare che ormai gli Exhumed, dopo molti anni hanno conquistato un angolo del mio cuore… be’ sarebbe meglio dire delle mie mefitiche interiora!

 
5/6
 

HORNA “Askel Lähempänä Saatanaa” (Finlandia, 2013) 

Gli accoliti della fiamma nera non possono non conoscere questo gruppo di culto che è nato nel 1993 e che dopo i folli Impaled Nazarene risulta essere il gruppo finnico più noto. I superproduttivi Horna, più che altro produttivi di split e mini cd, non li aspetto mai al varco e non c’è nemmeno il bisogno di farlo perché tanto si sa cosa sono in grado di fare, ossia del buon puro black metal!
 
4,5/6
 
SETHThe Howling Spirit (Francia 2013)
A cavallo tra i Dimmu Borgir e i Deathspell Omega, in realtà, i Seth non hanno né la banalità dei norvegesi né ripropongono i contorsionismi dei loro conterranei. Con “Les blessure de l’ame”, nel 1998 fecero entusiasmare alcuni dai facili bollori, ma non a me e non mi hanno fatto sobbalzare affatto i due cd successivi. Si sono sciolti nel 2005 e poi si sono riformati per comporre “The Howling Spirit” che è un buon album, ben curato ed articolato, seppur mai esaltante.
 
4,5/6
 
BLOCKHEADS This World Is Dead(Francia 2013)
In pochi se ne saranno resi conto ma pure questo combo d’oltralpe, tra varie vicissitudini e diciamo silenziosamente (?!?!), ha raggiunto una certa età di sopravvivenza; era il 1989 quando si misero assieme e ad oggi, tra un anno e l’altro, con “This World Is Dead” hanno raggiunto il quinto cd. È grindcore quello proposto dai poco rinomati Blockheads ed è un grindcore bello rozzo, spontaneo, che ricalca nel bene e nel male, ma alla perfezione, quelle che sono le caratteristiche di questo genere. Almeno costoro gli strumenti li suonano per davvero, al contrario di altri che hanno bisogno di un computer per dimostrare che sono dei musicisti nati. E a farli suonare ci ha pensato niente poco di meno che la Relapse Records!
 
4/6
 
DEADLOCKThe Arsonist (Germania 2013)
La Napalm Records vendendo per death melodico i Deadlock potrà intortare qualche adolescente brufoloso, ma qui li abbiamo superati da un pezzo il 14 anni! Questi tedeschi fanno dell’imbarazzante new metal / metal core a volte fintamente e pompatamente arrabbiato a volte mellifluamente sdolcinato con voce femminile alla Avril Lavigne. D’altronde non è che ci si può aspettare di più da un gruppo che fa la cover “Small Town Boy”dei Bronski Beat. I Deadlock sono adatti ad un pubblico di minore età e per tutti coloro che si sono appena finiti di sentire la discografia degli Evanescence.
s.v.
 
(Flavus)