TROLLING TO INFINITY #3 – LE FOTO DI METAL BAND BELLE

Mi è capitato di leggere online un pezzo sul look delle band italiane di proto metal, quelle degli anni 80, quando il metal in Italia era l’alba di 2001 Odissea nello Spazio (produzioni amatoriali, discografici e Media impreparati, grande fascinazione per i gruppi americani e tedeschi, eccetera). Tuttavia, il focus dell’articolo non era affatto la musica, la sua qualità e/o originalità, bensì la presunta “pezzenteria” dell’aspetto di questi ragazzi, di contro – presumo – allo scintillante look figherrimo delle band estere. Gente che (in un’altra epoca storica, 30 anni fa) di giorno scaricava le casse al mercato ortofrutticolo, aggiustava carburatori in officina, imbiancava le case, e di sera ci dava dentro, sognando l’Inghilterra o la California…
Che c’era di male? Che questi giovani rockers non erano “splendidi” quanto un impomatato Don Dokken, un super impellato Rob Halford, un coiffatissimo Bret Michaels o un Kerry King tutto spunzoni e borchie pure sullo scroto (dando per scontato che lor signori fossero splendidi “in assoluto” e che Einstein non avesse mai parlato di una certa teoria della relatività…), ma avevano l’aspetto qualunque di un Calogero Chiappetta o di un Gennarino Esposito.

Un crimine grave, soprattutto in un mondo dove l’apparire conta almeno quanto l’essere; il metallaro non lo ammetterà mai, convinto che sia il bieco e superficiale music business poppettaro a dare importanza all’aspetto, mentre il metal sarebbe tutta sostanza, valori veri e grande onestà. Ed infatti appare evidente a chiunque dia un’occhiata alle photosessions delle metal band…il look non conta affatto, no no. Che poi, avete mai visto le foto dei primi Celtic Frost o dei primi Sodom? Ma quanto erano ridicoli lo avete ben impresso sulle cornee, si? E però….quando si è di passaporto estero è tutto un altro perché.
A me è venuto in mente uno spunto diverso, occuparmi di come si mostrano le band, ma non per il proprio look anonimo e troppo “cheap”, bensì per l’atteggiamento opposto, la supponenza, la millanteria, l’ostentazione vanitosa e velleitaria del loro agghindarsi. Italiani o esteri non fa differenza, il morbo contagia tutti. Quelle foto devono comunicare qualcosa, prima ancora che venga premuto il Play sul lettore cd. L’universo delle foto delle band metal sui dischi, sulle riviste, online, è un mondo di infinità ed inconsapevole ilarità. Le avete mai guardate per bene quelle foto, vi ci siete mai adeguatamente soffermati?

Ci sono diverse tipologie: quelli sempre accigliati, tra il fiero cimmero e il misantropico schifato del mondo lurido nel quale Crom li ha costretti a risidere. Fosse per loro dovrebbero schiattare tutti (tranne quelli che gli comprano i dischi, chiaro, che è gente perbene). Quelli che sembrano ritratti per caso, a tradimento, loro erano intenti a fare tutt’altro, poi è passato di lì un fotografo e ha scattato senza avvertire. Comunque sempre un cazzo niente gliene frega, sia chiaro eh, come a quelli prima. Quelli che sono troppo fighi, ma aiutatemi a dire fighi. E non fanno nemmeno niente per alimentare la figaggine, è proprio un’esondazione naturale di bellezza che, mi dispiace per voialtre merde, ma è over the top e non la raggiungerete mai. Ci si nasce, e loro la nacquero. Quelli che sono cattivi, satanosissimi, trucidi, e capiscono solo una sequenza di parole che comprenda al suo interno “macete”, “emoglobina”, “colon retto”, “frattura esposta del metacarpo” e “pustole larvali”. Infatti in questo caso il suddetto fotografo prima di scattare ha urlato: “granita di bile e succhi gastrici!” e loro si sono messi nella posa giusta. Come premere un interruttore proprio. Quelli che fanno la foto tra un esercizio e l’altro della palestra, proprio perché li avete pregati in ginocchio…e che cazzo, nel frattempo gli hanno pure occupato l’attrezzo, mondo schifo!

Aggiungete liberamente tutte le altre varianti che vi vengono in mente, potete andare avanti da soli, basta sfogliare una qualsiasi rivista metal o fare un veloce giretto sul web. Ovviamente le casistiche che ho menzionato a mo’ di esempio sono ispirate a foto reali, esistenti, ma non cito le band di proposito, perché servirebbe solo a sommergere Sdangher di musicisti permalosi, fans incazzati e haters perditempo. Tanto lo sappiamo tutti che il Metallo è pieno di individui buffi e ridicoli che pensano invece di essere la quintessenza dell’idea platonica di bellezza ellenica. E sappiamo anche che, come detto, tutto è relativo (per cui anche gli elenchi spocchiasnob delle cose più “questo” e più “quello” fanno tanto: “ehi gringo, è arrivato Joe Sentenza…hai chiuso!“).
E per gli stessi motivi addotti sin qui, questo post non ha foto di band, se non quella dei Gwar, che sono gli unici veramente fighi. Amen. (Marco Benbow)