FINCHE’ MORTE NON CI SEPARI # 24 – 25! (RUBRICA BLACK, DEATH, GRIND) – IN QUESTO NUMERO: CARCASS, WATAIN, WACO JESUS, FLESHGOD APOCALYPSE, LANTERN AND MORE!

CARCASS – Surgical Steel (Inghilterra 2013)
 
Gira che ti rigira, gironzolando a far concerti, alla fine ci scappa l’album. Lo sapevo ma non lo speravo. L’attesissimo non da me, “Surgical steel” è un ibrido tra “Heartwok” e “Swansong” con riff che in buona parte poco incidono o che sono le riedizioni di quelli di due decenni fa.

Secondo alcuni i Carcass in questo modo hanno danneggiato la loro perfetta carriera, certo tra tutte le possibili ed inimmaginabili ri – unioni questa non è una delle migliori ma fondamentalmente non sono d’accordo perché questi li considero come una sorta di Carcass 2 e i sequel, si sa, non sono mai come l’originale ed anzi talvolta con l’opera prima non hanno niente a che vedere. È indiscutibile che “Surgical steel” non è poi così malvagio solo che è altrettanto indubitabile che questo cd corrisponde ad un’operazione chirurgicamente commerciale. Quel che mi passa per la mente in questo momento è che a questo punto preferisco i loro cloni quali gli Exhumed, gli Impaled e i General Surgery. Qualcuno ha sintetizzato così il proprio giudizio sul ritorno della rediviva Carcassa: “Poteva andar peggio”… secondo me la conclusione migliore sarebbe questa: “Dai Carcass ci si dovrebbe aspettare di più, ma parecchio di più!”.

p.s. I – l’intro “1985” è chiaramente un omaggio all’embrione carcassiano, quando ancora il gruppo principale non esisteva e i Disattack avevano iniziato a muovere i primissimi passi.
 
p.s. II – almeno la cassetta medica per l’edizione ultra speciale se la potevano risparmiare!
 
4/6
 
WATAIN – The Wild Hunt (Svezia 2013)
 
Rinnovamento o arruffianamento? Entrambi. Di sicuro “The Wild Hunt” offrirà il fianco ai vari loro detrattori che non sempre hanno il giusto bagaglio conoscitivo in ambito black, ma quando un gruppo come quello dei Watain ha una certa risonanza, alla parte di simpatizzanti corrisponde una nutrita parte di antipatizzanti che spesso, ho constatato, sia che siano imberbi o ultra – trentenni si presentano come dei puristi fanatici appassionati del genere, quando fino a tre anni fa l’unica cosa nera che ascoltavano era il black album dei Metallica. D’altra parte è pur fastidiosa questa aura di intoccabilità che sono riusciti a conquistarsi, basta vedere le varie recensioni dinamitarde sui maggiori giornali virtuali o cartacei, in cui le votazioni schizzano per aria per un non nulla. I Watain ci avevano lasciati con quel capolavoro di “Waters Of Ain”, l’ultima eccellentissima canzone di “Lawless Darkness”, ma i tempi son cambiati, se non altro sono stati onesti hanno riconosciuto con questo cd che una certa vena creativa si è chiusa. La riedizione di “Casus Luciferi” sarebbe stata cosa semplice ma, a quanto pare, a loro avviso inopportuna. In “The Wild Hunt” le parti black non sono niente di straordinario ed è chiaro che più di qualcuno si lamenti di fronte alle diverse voci pulite o quasi, alle influenze Death SS, Iron Maiden, Metallica che confluiscono pure in furbetti pezzi – ballata, romantico – melodici comunque piacevoli come “They Rode Oon”. Insomma questo è un disco parzialmente riuscito e che si offre a un pubblico metallaro molto più vasto, è un disco discreto black – heavy – rock ma che più di qualche perplessità la lascia anche a me.  
 
4,5/6
 
WACO JESUS – Mayhem Doctrine (Stati Uniti 2013)
 
Che razza di simpatici deficienti. I Waco Jesus ogni volta, e questa è la quinta dal 1994, si presentano con delle copertine improponibili, con dei testi demenziali e con del death – grind derivativissimo. Eppure sapete che vi dico? Che li preferisco alle migliaia e migliaia di tanti bambocci che pullulano questo triste mondo, e che pur non avendo nulla tra le mani oppure al massimo un mezzo contrattino con una mezza casetta (fatiscente) discografica si sentono la rincarnazione metallara di Wolfgang A. Mozart! La tecnologia sta facendo dei danni irreparabili.
 
4,5/6
 
LANTERN – Below (Finlandia 2013)
 
La Finlandia è tornata prepotentemente a donarci un’ondata di grandioso metal estremo in questi ultimi anni, sebbene non abbia mai smesso di farlo. I Lantern fanno un tipo di musica d’altri tempi che sembra aver preso piede già da un po’, e per fortuna che più di qualcuno si sia reso conto che è diventata totalmente insopportabile questa farsa di musica risuonata, pompata e plastificata negli studi di registrazione. Gli esordienti Lantern hanno gli Incantation come punto di riferimento e più in generale fanno del death – black – doom sporcaccione con effetti adottati per le chitarre e specialmente per la voce, che ricordano altre epoche ormai andate dei generi citati. Saranno giovani, saranno novizi ma hanno del carattere. La Finlandia non delude mai! Quasi…
 
4,5/6
 
IN SILENTIO NOCTIS – Disenchant The Hypocrites (Finlandia 2013)
 
La “My kingdom music” li presenta come una band gothic/melodic black metal, altrettanto fanno loro stessi ed altri. In verità gli In Silentio Noctis fanno un triste metal accelerato con voce femminile, fioca imitazione della connazionale Tarja Turunen… si diceva triste, e non in senso di malinconico, poiché tristi sono tutte e tre le tracce di questo Ep.
s.v.

 

IMPRECATIONSatanae tenebris infinita (Stati Uniti 2013)

 
Sorti nel 1991, primo cd nel 2013… no! Non c’è alcun errore di battitura è proprio così! E ci volevano dei vecchi pelati per fare del buon death! Non ci avrei mai scommesso su questo incredibile, chiamiamolo, esordio degli Imprecation che c’hanno messo solo 22 anni per fare un album come l’Anticristo comanda! Ero strasicuro di farmi bastare per forza di cose quella raccolta di demo ed Ep, intitolata “Theurgia Goetia Summa” e datata 1995, invece i signori Dave Herrera e Ruben Helizondo, che evidentemente non hanno altro di meglio da fare nella vita, rigenerano il loro progetto composto da quel tipico loro crudo death americano con passaggi doom e diversi semplici inserti tastieristici terrificanti. Questa è gente che proviene dai tempi in cui si registravano i pezzi sulle cassette, questa è gente che dà vita ancora al death!
 
5/6
 

FLESHGOD APOCALYPSELabyrinth(Italia 2013)

 
Dimmu Borgir e power metal in un frullato sinfonico a volte pacchiano come i Bal Sagoth, corale, a tratti rabbiosamente e velocemente death. I Fleshgod Apocalypse, e la Nuclear Blast, hanno avuto tanto coraggio o sfrontatezza quando invece sarebbe stato molto più facile riprodurre la copia della copia di “Oracles”, cd tra l’altro sopravvalutatissimo e che li ha lanciati nel 2009; stima per tutto questo ardimento, per la schiettezza e la serietà del gruppo e in particolare per la voce/chitarra Tommaso Riccardi, il quale anche tramite l’ottima intervista rilasciata proprio qualche giorno fa su questo blog (http://sdangher.blogspot.it/2013/08/fleshgod-apocalypse-labyrinth-nuclear.html), ha dimostrato e confermato che i Fleshgod Apocalypse hanno del cervello e delle idee che vanno ben oltre la musica, al contrario di tanti malmessi colleghi metallari. Tornando a “Labyrinth” devo ammettere che c’è di tutto e un po’ di troppo. Per le loro capacità i Fleshgod Apocalyspe sarebbero in grado di suonare, e suonare piuttosto bene qualsiasi tipo e sottogenere metal, solo che una volta per tutte dovrebbero decidersi cosa fare piuttosto che mischiare tutto e il contrario di tutto!
 
3/6
 

DEVOURMENTConceived In Sewage(Stati Uniti 2013)

 
Dopo unioni e riunioni questi americani sembrano essersi dati una calmata, e da un po’ di tempo pubblicano ogni tanto un disco, a oggi il quarto dal 1995, se si escludono una serie di split. I Devourment sono una buona brutalizzazione dei Cannibal Corpse e degli Immolation e non chiedetelo a me se siano da ritenersi un gruppo così necessario a meno che non vogliate sentirvi dire un categorico NO!
 
4,5/6
 

AGATHODAIMON In Darkness (Germania 2013)

 
Prendete del black, ripulitelo, sciacquatelo e ficcateci dell’ammorbidente e infine risciacquatelo bene, bene. Questo è quello che fanno i mangia cavoli Agathodaimon che sommano velocità ed influenze sonore alla Dimmu Borgir e dolci melodie alla Borknagar. Mah! Veramente niente di che, se non altro accettabili se date un ascolto mentre fate dell’altro.
 
4/6
 

PANZERCHRIST7th Offensive(Danimarca 2013)

 
Settima offensiva per davvero per questi danesi che formano questo gruppo dal simpatico nome composto. Ma i Panzerchrist non sono dei novizi, circolano da molti anni ed attualmente scopiazzano gli austriaci Belphegor con risultati molto ma molto altalenanti. Passare oltre.
 
3,5/6
 
(Flavus)