Finché morte non vi separi # 30 (rubrica black, death, grind) – In questo numero: Broken Hope, Wolfkrieg, Demonical, Vomit God, Necrotic Disforgement,

BROKEN HOPEOmen Of Disease (Stati Uniti 2013)

… e li chiamano ancora Broken Hope quando l’unico elemento originario degli originari Broken Hope è soltanto il chitarrista ritmico Jeremy Wagner che non è certo il sommo Richard perché insomma in quanto a musica questo combo americano con tutti i suoi membri non ha mai spiccato né per originalità né per qualità e né oggi e né allora, cioè dal 1988 al 2001. In tutta la loro non splendente carriera vanno lo stesso segnalati i marci Swamped In Gore (1991) e The Bowels Of Repugnance (1993) e per i malati di death metal preferibilmente posseduti. Il ritorno, come molto prevedibile, non ha nulla di eccezionale, è ben suonato, ha qualche schitarrata più tecnica e il vocione catacombale di sempre. Sarà però che in quest’ultimissimo periodo il death metal non abbia offerto nulla di così straordinario e nonostante qualche possibile sbadiglio durante questi 36 minuti, Omen Of Disease se la cavicchia abbastanza bene.

4,5/6

WOLFKRIEGBorn In The Dark Ages (Russia 2013)

I nazi – russi black metallari Wolfkrieg hanno lasciato alle loro spalle l’acido e furibondo black dei primi due cd. Lo hanno fatto in precedenza con il poco convincente EP Rage Of Werewolf e col bellissimo singolo del 2013, ora si riconfermano con questo terzo disco tutto black sinfonico e folk. Nonostante una certa inventiva non sembra essere proprio il loro forte, adottare altre contaminazioni non lo è per lo meno per tutta la durata di Born In The Dark Ages, soprattutto perché la sintetizzazione dei suoni dà una sensazione di eccessiva freddezza. I pezzi invece ci sono, pur non essendo di certo eccelsi, eccezion fatta per l’evocativa e appassionante Our Victory. Infine la cover dei Summoning The Passing Of The Grey Company è l’ulteriore conferma che questo oscuro progetto musicale non tornerà più sui propri passi eppure io, al momento, li preferisco nella brutale versione precedente, più elementare e non evanescente.

4/6

DEMONICALDarkness Unbound (Svezia 2013)

Se proprio vi mancano gli Entombed (quelli veri!) e i Dismember allora potete andare tranquilli coi Demonical, che quest’anno coronano la quarta uscita di un loro disco. Non si dimentichi però che una prima grande visibilità la ebbero con lo split diviso assieme agli Absu nel 2007. Chiaramente i Demonical provengono dalla Svezia e non poteva essere altrimenti.

4,5/6

NECROTIC DISGORGEMENTDocumentaris Of Dementia (Stati Uniti 2013)

1) la batteria è fin troppo ritoccata perché forse il batterista non ce la fa a tenere questi ritmi? Eppure si chiama niente poco di meno che Jason Trecazzi!!! 2) la copertina? Sorvoliamo… 3) in 40 minuti questi nerboruti vaccari americani non ce la fanno a farsi sopportare costantemente. I Necrotic Disgorgement che poi sono la reincarnazione decomposta dei vecchi Regurgitation, fanno del brutalissimo death con assoloni alla John Petrucci non disdegnando alcune linee ritmiche che sanno essere molto heavy metal portate alle estreme velocità. Intuibile che i testi siano invece schifosamente gore. Niente male, niente di che, con qualche accorgimento potrebbero tirar fuori qualcosa di meglio e fare un salto di qualità. Sulla fiducia…

4/6

VOMIT GODExuding Anal Pustule Of Society (Stati Uniti 2013)

Registrato un po’ con le mani e immagino un po’ coi piedi in Exuding… la voce sovraesposta sembra un ripetuto rigurgito di lavandino. Passi il nome del gruppo, lasciamo perdere quella porcheria di titolo dell’album che è meglio… ma lasciamo proprio perdere questi nemmeno 25 minuti che è più che meglio.

2/6

(Flavus)