Scrittori suicidi – D come Deleuze

Dagerman,Stig (Alvkarleby 1923 – Enebyberg 1954)

Scrittore svedese. La madre lo abbandonò quando aveva pochi mesi. Crebbe con i nonni. Un pazzo uccise suo nonno e la cosa portò il giovane Stig a pensare sovente al suicidio. Divenne un brillante scrittore ma il suo editore di riferimento non la vedeva così semplice. Rifiutò un sacco di avance da parte di Stig, il quale, pare si sia suicidato per questo motivo. Cacchio Stig, non c’erano altri editori? Ormai in Svezia è una specie di mito. L’emblema della letteratura quarantista, che ignoro cosa sia e invito voi a fare lo stesso.

Dazai,Osamu (Kanagi 1909 – Mitaka 1948)

Scrittore giapponese. Il suo corpo fu ritrovato il giorno del suo compleanno.

D’Axa,Zo (Parigi 1930 – Marsiglia 1964)

Avventuriero, giornalista, scrittore francese. Ebbe una vita intellettuale e umana piuttosto movimentata. Se i miei calcoli sono esatti, si ammazzò a 66 anni.

Da Verona,Guido (Saliceto Panaro 1881 – Milano 1935)

Fu un notevole poeta ma se ne accorsero in pochi. Il successo lo raggiunse con un romanzo porcelloso e sentimentale dal titolo Colei che non si deve amare. Io non l’ho letto ma dal titolo mi sento abbastanza sicuro di poter asserire che tratti di un mignottone spietato. Oggi non se lo ricorda nessuno ma Guidino, negli anni 20 andava alla grandissima, i suoi libri raggiungevano tirature inverosimili per la terra di analfabeti che era l’Italia di quel tempo. Qualcuno un po’ stronzo lo definì il “D’Annunzio delle dattilografe e le manicure”. Firmò il manifesto degli intellettuali fassisti e per pisciare in bocca a tutti decise di scrivere una presa per il culo spudorata e peccaminosa dei Promessi Sposi. Durante il regime si lasciò andare a svariate bordate satiriche per nulla apprezzate dal Mussolini e i suoi. Quando capì di essere stato messo da parte, decise di tagliarsi fuori definitivamente e senza mai essere stato una sola volta a Verona.

Debord,Guy (Parigi 1931 – Bellavue la Montagne 1994)

Scrittore, regista e filosofo. Si suicidò sparandosi un colpo di pistola al cuore. La cosa più famosa e più citata è La società dello spettacolo, saggio profetico di cui mi fulmini dio se io sia riuscito mai a capire due righe.

Drieu La Rochelle,Pierre (Parigi 1893 – 1945)

Pensò al suicidio per tutta la vita. La prima volta gli venne in mente con prepotenza dopo che fu bocciato all’ultimo esame per diventare diplomatico. Poi Andò in guerra e ne uscì traumatizzato in maniera irrecuperabile. Scrisse una raccolta di novelle e di seguito pubblicò il suo primo libro dal titolo Interrogation. Si dedicò alla scrittura e alla politica su tutto. Nel ’34 si dichiarò ufficialmente un fascista e nel ’43 invece si dichiara Stalinista mentre nel mezzo di tutti quegli anni la sola grande idea che gli continuava a martoriare le meningi era quella (tanto per cambiare) di farla finita. Nel 1944, provò a uccidersi. Due tentativi compiuti esattamente l’11 e il 12 agosto. Ci scrisse sopra persino un libro (che trovai in una bancarella, edito da SE). Nel ’45 ingerì una robusta dose di farmaci e per non saper né leggere e scrivere (si fa per dire) si attaccò alla canna del gas e tirò più forte che poté.

Deleuze,Gilles (che due palle!) (Parigi 1925 – 1995)

Filosofo francese del Novecento. Si buttò da una finestra perché era stufo di sopportare l’opprimente malattia polmonare che gli impediva di comunicare e di fumare. Gettarsi nel vuoto fu la sua ultima manifestazione filosofica, in un certo senso.

Disch,Thomas (De Moines 1940 – New York 2008)

Scrittore americano. Si arrese alle insistenze della depressione.

(Continua…)