Finché morte non vi separi # 33 (rubrica black, death, grind) In questo numero: Lack Of Truth, Kataklysm, Nocturnal Fear/Seges Findere, Hail Of Bullets, Blodsgard!

BLODSGARDMonument (Norvegia 2013)

È un periodo in cui sto scandagliando dettagliatamente l’usbm (United States black metal) però  c’è qualcosa che non quadra: gli americani pur creando una scena, se così la si può definire, abbastanza complessa e curiosa, si deve constatare che il black non lo sanno spesso fare così bene. Meglio ritornare sui propri passi ogni tanto. Senza il consiglio di Domenico Tozzi, titolare dell’etichetta The Oath, forse avrei purtroppo perso questi Blodsgard nei meandri labirintici della vasta e frazionata scena black mondiale. Black nordico e canonico? Sì ma provate voi a fare un disco così se ne siete in grado e poi se si vuole proprio fare i puntigliosi in questi 42 minuti oltre ad avere la possibilità di sentire la versione più spigliata dei Taake, ci sono dalla quinta traccia in poi diversi, riflessivi e cupi passaggi ambient e momenti dove la ficcante lentezza viene sfruttata con molta cura. Ottima scelta quella della nostrana The Oath che dopo aver fatto uscire lo scorso anno quella perfetta meraviglia di Lacrime degli dei, composta dai geniali Movimento d’Avanguardia Ermetico, ora azzecca un altro gran bel colpo facendo uscire un bel disco di questi esordienti norvegesi. Qui potrete apprezzare Monument: http://www.blodsgard.com/audio, ma in quest’occasione un bell’acquisto non guasterebbe per davvero.

5/6

HAIL OF BULLETS III: The Rommel chronicles (Olanda 2013)

Gli Hail of Bullets raccontano di nuovo storie di guerre e questa volta lo fanno con un omaggio bio – musicale alla grande ‘volpe del deserto’ Erwin Rommel. The Rommel Chronicles è sostanzialmente la riproposizione discreta degli Asphyx, quelli classici, ma un po’ anche di quelli  melodici di God Cries (1996) e non poteva essere altrimenti se anche in questo terzo full – lenght alla voce vi ritroviamo il mitico timbro vocale di Martin Van Drunen… però insomma gli originali sono di gran lunga migliori.

4/6

KATAKLYSM Waiting for the end to come (Canada 2013)

Da diversi anni non ricevono entusiastiche approvazioni. In Waiting For The End To Come, a parte una doppia cassa troppo ritoccata, i Kataklysm danno prova di saper suonare ora come prima, i pezzi li sanno e li hanno saputi sempre sufficientemente variare e più di qualche elemento hardcore anche melodico si sente eccome, però ormai da tempo i cd dei Kataklysm si confondono col marasma del metal estremo senza distinguersi abbastanza ma non tanto per la loro identità ma per la qualità degli album in se stessi. Eppure io me li ricordo ai loro esordi quando il movimento death era in caduta libera e questi canadesi se ne uscivano con un buon album come Sorcery e il poco compreso, perché fuori da ogni stereotipo The Temple Of Knowledge rispettivamente del 1995 e del 1996. Non mi piacciono e non mi piacciono più dal loro terzo album compreso, però non mi dispiacciono neppure perché se non altro fanno un death differente.

4/6

NOCTURNAL FEAR/SEGES FINDEREAllied for the upcoming genocide (Stati Uniti/Brasile 2013)

Io questa operazione della navigata Moribund Records non la capisco proprio e a dirla tutta non riesco a mandarla giù. Che senso ha far fare uno split a un gruppo statunitense thrash assieme a dei brasiliani che fanno del feroce black? Che senso ha proporre quattro pezzi editi ed inediti dei Nocturnal Fear e solo due già editi dei Seges Findere? Perché mettere insieme un gruppo apparentemente apolitico come quello americano con quello nazista carioca? Mi sembrano forzature che potevano essere evitate ed un’uscita che l’etichetta poteva risparmiarsi e risparmiarci. Nessuna colpa è attribuibile ai gruppi, il disco non è da rigettare sotto il profilo puramente artistico, quel che intendo dire è che Allied For The Upcoming Genocide è un cd praticamente inutile e mal congeniato.

3,5/6

LACK OF TRUTH Under the torn flesh (Russia 2013)

La Russia è un’altra di quelle terre in cui il brutal death è esploso da tempo. I Lack of Truth si aggiungono alla nutrita lista di band di questo genere e lo hanno fatto di recente con questo esordio brutal molto americano. Preferibili i loro stravaganti conterranei Fuck Your Depression perché i Lack of Truth risultano esser fin troppo anonimi.

3/6

(Flavus)