L’enciclopedia degli scrittori suicidi – E come Esenin!

Esenin,Sergej Aleksandrovic (Konstantinovo 1895 – San Pietroburgo 1925)

Poeta russo di talento abbastanza precoce. Iniziò bambino a comporre versi. Nel 1915 si trasferì a San Pietroburgo, strinse amicizia con altri poeti e si inserì a meraviglia nei circoli artistici della città. Era decisamente un romanticone, si innamorava anche quattro volte al giorno. Si sposò cinque volte. Tra le sue mogli va ricordata la famosa ballerina Isadora Dancan (dovreste averla sentita nominare in qualche film, no?)

Si invaghirono perdutamente al primo incontro, anche se lei non capiva un cappero di russo e lui non capiva un cappero al sol guardarla. Capperi a parte, se la spassarono parecchio e diedero libero sfogo alla dolce dittatura biologica. Per alcuni la scelta di mettersi insieme e sposarsi fu solo una mossa pubblicitaria da cui avrebbero dovuto trarre vantaggio entrambi.

Ben presto però Esenin si stancò di vivere insieme a quell’oca danzerina, per di più l’alcol stava avendo la meglio su tutti i suoi altri passatempi. Spesso era furente, distruggeva camere d’albergo e metteva sottosopra i ristoranti, come una moderna rockstar, e per alcuni mesi fu l’incubo delle donne delle pulizie di mezza Europa. Il matrimonio finì presto e lui non perse tempo buttandosi tra le braccia di un’attrice di fama, Augusta Miklasev… (lasciamo perdere è troppo noioso da scrivere per intero).

Insomma, divorziò dalla ballerina e sposò quest’attrice. Pur nuovamente al giogo del matrimonio, ebbe diverse avventure. Una delle sue amanti si suicidò sulla sua tomba un anno dopo che Esenin morì. I problemi con la bottiglia lo mandarono sempre più allo sbando, anche se in tutto questo casino di nozze fatte e disfatte, demolizioni domestiche e alberghiere, sbornie sonorissime, scrisse alcune delle più belle poesie della sua vita.

Il quinto e ultimo matrimonio fu nel 1925, lei si chiamava Sofia ed era una nipote di Tolstoj. Da brava crocerossina cercò di salvarlo, ma lui finì per esaurirsi del tutto. Lo ricoverarono. Una volta dimesso si tagliò un polso e con il sangue che ne usciva fluente ci scrisse una poesia d’addio alla persona che aveva amato più di tutte: un uomo, il poeta Anatoli Mariengof.

Il giorno successivo si impiccò ai tubi del riscaldamento che erano appesi al soffitto nella camera di un hotel, con sommo sollievo degli addetti alle pulizie di tutta la Russia e oltre. Aveva solo 30 anni e pensate che casino riuscì a combinare in così poco tempo. Io ne ho 35 e vivo ancora in casa di mia madre! Ah, dimenticavo. Secondo qualcuno fu ucciso dagli agenti del GPU. Cosa sia il GPU non lo so, ma per qualche ragione sono propenso a credere che fosse abbastanza lesso da uccidersi per conto suo.

Carl Einstein (Neuwied 1885 – Pau 1940)

Si buttò da un ponte per sfuggire ai nazisti. In un certo senso ci riuscì.