Finché morte non vi separi # 34 (rubrica black, death, grind) – In questo numero: Pestilence, Inquisition, Gehenna, Trauma, Abhorration!

PESTILENCEObsideo (Olanda 2013)

Sono uno dei pochi o forse l’unico che li difende ancora, da quando sul mercato si sono ripresentati nel 2009 con Resurrection Macabre. È vero ora sono lontani anni luce da Consuming Impulse del 1989 o da Spheres del 1993, ma quei due album appartenevano ad un altro mondo oramai defunto; sarà pure che siano stati un gruppo imprescindibile per il death metal, che siano stati unici ed inimitabili eppure io ancora qualche riecheggio di questa unicità riesco a sentirlo e a risentirmelo con un certo piacere anche se Obsideo, allo stesso modo di Resurrection Macabre e di Doctrine non è esente da una sottile monotonia. Mameli e Uterwijk se decidessero di chiudere i battenti domani non cambierebbero nulla per quel che riguarda l’attuale panorama death, però visto che ci sono qualcosa in serbo da offrire ce l’hanno ancora secondo me.

4,5/6

INQUISITIONOsbcure Verses For The Multiverse (Colombia 2013)

Il black è anche colombiano. Gli Inquisition con un bel gruzzoletto di produzioni alle spalle, avendo iniziato nel 1988 come gruppo thrash, oggi possono vantare una certa benevolenza da parte della critica, condizionata dall’etichetta della nota Season of Mist che ha preso sotto braccio pure questi colombiani. Con dei bei suoni sporchi questi sud americani in realtà non riescono a fare di meglio che una copia più che decente degli Immortal per un cd checché se ne dica semplicemente discreto… e a questo punto me ne vado ad ascoltare Pure Holocaust che è meglio!

4/6

GEHENNAUnravel (Norvegia 2013)

Se qualcuno sperava nella scomparsa di un altro gruppo, questo qualcuno si metta l’anima in pace, anche i norvegesi Gehenna ci sono benché siano mancati dalle scena per ben otto anni. In non molti probabilmente si erano accorti di questa assenza, io quanto meno non ci avevo fatto più caso. Unravel è composto da un black quadrato, sia un po’ doom sia un po’ psichedelico. Le parti lenti sono a volte fin troppo insistenti, quelle veloci non sempre convincenti. Non erano dei geni in musica a metà anni Novanta e continuano a non esserlo adesso. A tra altri otto anni…

4/6

TRAUMAKarma Obscura (Polonia 2013)

Death di maniera, parzialmente filo – Behemoth ma più in generale molto pulitino, rifinito, studiato a tavolino, molto metal e difatti i tre componenti polacchi provengono anche da altri generi quali il power o il thrash, benché i Trauma proseguano la loro esistenza dal lontanissimo 1992; quindi un disco che può piacere più ai metallari puri, il vero death credo che sia ben altra cosa o comunque dovrebbe esserlo.

3,5/6

ABHORRATIONAbhorration (Stati Uniti 2013)

Primo sforzo diciamo di lunga durata (29 minuti scarsi) per un altro brutal combo. Prevedibili, tecnici, monotoni, bravini. Non riesco a mandar giù questa cavolo di batteria fintissima che ha ormai inquinato questo sotto – genere musicale estremo. Potenzialità sembrano averne qualcheduna. Dovrebbero svilupparle meglio.

3,5/6

(Flavus)