L’enciclopedia degli scrittori suicidi – Le lettere F e G!

Fadeev,Aleksandr Aleksandrovič (Kimry 1901 – Peredelkino 1956)

Che tipo strano, Aleksandr Aleksandrovic. Volle raccontare le cose come stavano, ma sotto un regime è facile immaginarne le conseguenze. Dopo aver pubblicato uno dei suoi romanzi più belli La giovane guardia, fu accusato di deviazionismo. Per farsi perdonare, riscrisse il libro da capo, cercando di accontentare gli accusatori. Morì suicida nel 1957, le indagini delle autorità sovietiche avevano portato alla luce una serie di porcherie che Fadeev aveva commesso molti anni prima.

Gaeta,Francesco (Napoli 1879 – 1927)

Poeta italiano. Si uccise poco dopo il funerale della madre.

Garsin,Vsevolod Michajlovic (Dnipropetrovs’k 1855 – San Pietroburgo 1888)

Scrittore russo nato in Ucraina. Il padre, un ufficiale dell’esercito, si suicidò davanti a lui, quando aveva soli sette anni, perché non riusciva a convivere con gli orrori della guerra di cui si era reso partecipe o a cui aveva assistito (o tutte e due le cose). Garsin, disse, “cazzo, la guerra deve essere una cosa proprio brutta” e infatti divenne pacifista, ma non si spiega come mai si arruolò nell’esercito per combattere i turchi. Fu ferito e riformato.

“E’ proprio vero” si disse, “la guerra è lo schifo degli schifi” E iniziò a scrivere racconti che spiegavano in modo assai convincente quel concetto. Garsin andò avanti a scrivere per un po’. Molti lo paragonarono a Dostoevskij, altri a Checov ma lui non se ne accorse nemmeno, visto che stava uscendo di testa. Poi uscì dalla finestra del quarto piano di casa sua.

Gary,Romain (Vilnius 1914 – Parigi 1980)

Francese d’origine ebreo-russa. Scrisse tanto ed ebbe pure un notevole successo, sia come autore che con le donne. Come autore, visto che aveva la mania di firmare i suoi romanzi con gli pseudonimi fu l’unico a vincere per due volte il premio Goncourt. Per quanto riguarda le donne, non gli mancarono mai. La sua ultima partner fu l’attrice Jean Seberg, bellissima, dalla quale ebbe giorni indimenticabili, tipo quello in cui divorziarono: giusto in tempo per perdersi poi il suicidio di lei. (barbiturici)

Ebbe fama, successo, soldi, donne, emozioni e uno si chiederà, perché la fece finita sparandosi un colpo di pistola dentro la bocca?

Semplice: non sopportava che tutto quello finisse e allora decise di farla finita. Direi che non fa una piega, no?

Gilpatric, John Guy (New York 1896 – Santa Barbara 1950)

Americano. Scrittore, aviatore e giornalista. Si suicidò per via di un equivoco. La moglie fu ricoverata in ospedale e qualcuno scambiò la sua cartella con quella di un malato terminale. Credendo che le restasse una settimana di vita decise in accordo con lei di ammazzarsi insieme. Ovviamente qualcuno si rese conto di come andarono le cose, ma un po’ tardi per rimediare.

Gray,Spalding (Barrington 1941 – New York 2004)

Sceneggiatore, attore e commediografo. Morì dopo aver visto Big Fish di Tim Burton. Rinvennero il suo corpo nel fiume. Aveva avuto un brutto incidente in Irlanda, gli causo diversi guai al cervello. Uno sportivo, dinamico come lui ne risentì molto. I disturbi mentali e la depressione gli impedirono di riprendere la sua vita di prima e più volte cercò di ammazzarsi. Il film gli diede, almeno a sentire sua moglie, l’ispirazione per finirla una volta per tutte. In particolare la frase: “Un uomo che racconta una storia più e più volte, molte volte diventa la storia. In questo senso, è immortale.”

Eviterò di fare battute sciocche sul cinema di Tim Burton e il suicidio.

(Continua…)