Signore e signori, Brian Yuzna – Intervista esclusiva (seconda parte)

D: E credo che sia una delle ragione per cui il pubblico dell’horror attuale sembra poter assorbire la violenza di film come il remake di Evil Dead ma rimane ancora scioccato da film come Re-Animator, La Cosa o Society.

R: Si, è un aspetto strano ed affascinante dell’horror.

D: Tu e Stuart Gordon siete tra i pochi che siano riusciti a trasferire Lovecraft in immagini e carne, a partire da Re Animator, passando per Society fino a Dagon, che è eccezionale. Hai ancora idee su Lovecraft come autore o sulla letteratura horror e il suo rapporto col cinema?

R: Beh, Lovecraft sta diventando sempre più popolare quasi come Poe

D: Anche più di Poe

R: Poe era popolare un tempo, con tutto il suo romanticismo e gente sepolta viva… Lovecraft ha mostri , una mitologia e così via. Credo non sia facile adattarlo al cinema poiché non scrive come Stephen King. King o Ann Rice scrivono con uno spirito cinematografico, quasi come scrivessero scene di un film. Lovecraft non vedeva film, non gli interessavano, quindi scriveva in maniera tradizionale, imperniata sulle parole. Le sue storie non hanno alcuni elementi che sono generalmente presenti nella narrativa moderna. Non c’erano storie d’amore o personaggi femminili, il che per me è una debolezza, e le storie non avevano necessariamente un inizio, una parte centrale ed una fine. Lovecraft puntava all’effetto finale. Quindi penso lo renda particolarmente difficile da adattare. Ma allo stesso tempo la sua polorità è in crescita costante, quindi penso si vedranno molti più adattamenti dei suoi lavori, in futuro.

Oggi abbiamo moltissimo intrattenimento e alcune delle cose migliori si possono trovare sulla tv via cavo, che è un avversario durissimo da battere. C’è una costante richiesta di nuovo intrattenimento e, come Poe, Lovecraft è una buona sorgente da cui attingere. Anche perchè i suoi lavori sono di dominio pubblico, senza copyright.

D: Davvero?

R: Alcune storie sono protette ma molte altre no. Ecco perché in cosi tanti lo adattano. Spesso le leggi di copyright distruggono la creatività invece di aiutarla. Pensa a La nottte dei morti viventi o La vita è meravigliosa. Questi film trovarono il proprio successo grazie al fatto che non avevano protezione del copyright. Negli annni settanta, prima che il video diventasse presente in tutte le case, era principalmente usato dalle stazioni televisive. In particolare vi fu una proliferazione di stazioni piccole e con pocchissimi sponsor o fondi, che avevano bisogno di cose da programmare in modo economico. Inoltre esistevano un gran numero di collezionisti che possedevano film in copie a 16 o 35 millimetri e le rivendevano in copie video. Pagare per alcuni di questi film sarebbe stato difficile ma molti film più vecchi non avevano alcuna protezione di copyright ed erano in libera circolazione, dato che nessuno credeva avrebbero fruttato soldi.

La vita è meravigliosa divenne di dominio pubblico dopo che lo studio di produzione non rinnovò il contratto di copyright, lo so perché ho conosciuto alcune delle persone coinvolte nei procedimenti legati al film. Chiunque lo poteva usare gratuitamente. Qualunque piccola compagnia che riuscisse ad ottenerne una copia e metterla su un nastro avrebbe potuto rivendere un film con Jimmy Stewart a costo zero. Non fu un successo quando uscì nelle sale ma quando questa sorta di ‘pirateria’ si diffuse negli anni settanta, tutti riuscirono a vederlo. Era in ogni negozio, in un sacco di versioni. Divenne un classico, proprio perchè non aveva protezione.

Se non sbaglio, la stessa cosa accadde con La Notte dei Morti Viventi. Lo studio dimenticò di proteggerne il copyright, quindi diventò di pubblico dominio quasi subito. Chiunque, persino tu od io, potremmo metterlo su un dvd e distribuirlo legalmente. Fu anche per questo che Romero non divenne ricco col film, chiunque poteva distribuirlo. Allo stesso tempo, però, è una delle ragioni per cui ha avuto una tale influenza sul cinema horror moderno che,a mio parere, inizia con La Notte dei Morti Viventi.

E’ dove è iniziato il genere zombie, che oggi è classico come il western. Si può dire che il concetto fosse ispirato a Io sono leggenda di Richard Matheson, ma il film di Romero ha dato il via a tutto.

D: Parlando di copyright e diffusioni pirate, da regista horror “di culto”, che idea hai di come i fan di oggi scoprano i tuoi film attraverso internet?

R: Rispetto al vederli nei cinema , dici? Beh i miei film non sono mai stati gran successi commerciali, o sono quasi sempre finiti su video immediatamente. Quindi venivano già scoperti su VHS, non nei cinema. Quindi, l’idea che vengano scoperti su internet o in televisione mi fa entusiasmare per il fatto che abbiano ancora vita. Da creativo, quel che voglio è che le persone vedano quel che faccio, che ne siano colpiti, che gli paiccia o lo amino. Ci sono persone che fanno film per provocare o offendere, forse, ma per la maggior parte si vuole che il proprio lavoro venga apprezzato, ed essere apprezzati a propria volta. E’ una gratificazione dell’ego. Ricordo un’intervista con Dario Argento fatta negli anni settanta, quando era al suo picco ed era il Re. Gli chiesero qualcosa come ‘Mister Argento, perchè fa dei film così folli e spaventosi?’ e lui ripsose: ‘perché voglio che la gente mi ami’. E’ esattamente così! Vuoi essere amato, apprezzato attraverso i tuoi film. Quindi , quando io faccio un film, l’esperienza di farlo può essere buona o pessima, ma c’è sempre qualcosa a cui si rimane connessi. Qualcosa che ti scatta dentro, come quando fai un disegno o scrivi una canzone. E dopo vuoi che i tuoi amici e parenti e persone amate lo vedano e lo apprezzino. Poi vuoi che la gente lo veda, così che possa avere una vita propria. Come se esistesse per conto proprio. Quindi anche se è attraverso un’ app per il telefono, è sempre un modo per tenerli vivi, i miei film.

Qualche volta vorrei aver fatto film come Shining o Jurassic Park. Film enormi e famosi che vivranno nel pantheon del cinema, ma non era il mio destino. io faccio film di culto, di nicchia, non perché mirassi a farli ma perché quelli sono i miei gusti. Non ho gusti Mainstream. Quindi amo il fatto che, ad esempio, un film che amo come Return Of The Living Dead 3 sia ancora proietettato dopo vent’anni. E ho amato il nuovo trailer perchè gli ha dato una vita nuova. Hanno reinterpretato il film, gli hanno dato uno spirito più intenso e più disturbante e vederlo mi ha fatto venir voglia di fare un altro film del genere! E non è grazie al mio lavoro ma grazie a qualcuno che l’ha rielaborato, eppure mi ha fatto sentire ancora compeltamente coinvolto.

D: Chiunque abbia lavorato al trailer è qualcuno che ama moltissimo i tuoi film.

R: E ha anche una niova idea su come approcciare il film. Una nuova interpretazione. Di solito non curo il montaggio dei miei film. Molte volte non dico nemmeno a chi cura il montaggio cosa voglio da una scena. Mi piace che loro guardino la scena e abbiano un’idea migliore.

D: C’è qualche film passato che vorresti rifare o reinterpretare?

R: Beh di sicuro ci sono cose nei mie film che vorrei aggiustare o migliorare. Filmarli un’altra volta e correggere gli errori o le cose che non funzionano. Se guardo Bride Of The Re-Animator, c’è almeno un venti per cento di quel film che vorrei rifare, perché non funziona. Altre parti sono eccezionali, per i miei gusti. Momenti come quando la sposa si strappa il cuore, cose che creano emozioni un po’ come avere Crimson and Clover nel trailer di Return…

D: Beh, trovo ci sia sempre qualcosa nei tuoi film che colpisce allo stomaco. Anche in quelli meno conosciuti come “Faust”

R: Faust è un film che rifarei in parte, perché ha momenti ottimi ma anche cose che, a rivederle ora, mi fanno accapponare la pelle. E’ sempre un problema quando si ha un budget basso o limitato, ma ha anche a che fare con chi sono i tuoi collaboratori e con quanto talento hai. Qualcuno come Stuart Gordon, che ha un talento straordinario, sa realizzare film completi e perfetti anche con un budget minuscolo. Non hanno le debolezze che i miei film hanno, se li confronto. I miei film hanno semnpre qualche momento che semplicemente non funziona e altri che sono completamente folli ma funzionano. I film di Stuart funzionano bene ma hanno qualche limite, a volte. Pensa a un film come Stuck. E’ un’ idea difficile ma Stuart la fa funzionare, dall’inizio alla fine. Io non sarei riuscito a fare la stessa cosa. Nei miei film spero sempre che il momento che funziona regga assieme il film. Return… è uno dei miei film che non ha parti veramente da buttare.

D: E Society?

R: Society ha della recitazione pessima e alcune parti che non hanno alcun senso. Ho provato a renderle comprensibili ma non ci sono riuscito. Eppure ha quella sorta di goffo fascino anni ottanta. Più invecchia, meglio sembra, dato che quando gli anni passano, la gente tende a pensare che sia un prodotto dei tempi, piuttosto che vederne i difetti.

D: Quali progetti hai per il futuro?

R: Sto lavorando su più progetti, anche se sono passati un po’ di anni da quando ho potuto raccogliere i fondi per realizzare un film. I budget sono sempre più bassi e non sono sicuro di poter gestire come il finanziamento dei film è oggi. Quindi lavoro a cose più o meno noiose come sequel di Re-Animator o Society. Un progetto nuovo a cui sono veramente interessato è un film chiamato The Pope. C’è la possibilità di farlo per un budget ridotto e vorrei quasi buttarmi nel progetto giusto per provare. E’ la storia di un ex seminarista che si veste da papa e uccide prete pedofili.

D: Wow!

R:(Ride) Sto lavorando anche a un adattamento della storia in formato a fumetti. Dovrebbe essere pubblicato in italia, grazie a Dario Gulli, con cui ho lavorato anche a un fumetto chiamato Horrorama. Ho anche scritto un libro sull’idea, in collaborazione con John Penney, lo sceneggiatore di Return…

La sceneggiatura del film è pronta, inizia come uno slasher, diventa un film di serial killer e si trasforma in una Orgin Story di un super eroe. Sono un fan dell’horror, prima di tutto, quindi cerco di creare cose che mi affascinano.

(Mi Mostra a questo punto alcune pagine del fumetto. Splendido artwork e immagini blasfemissime)

D: E pensi non ci saranno problemi a pubblicare una storia come questa nell’Italia cattolica?

R: Certo. (Sogghigna) Per come la vedo, è una storia che supporta la chiesa. L’eroe è un uomo di fede, che cerca di ripulirla dalla corruzione (Sogghigna ancor di più)

D: Beh a questo punto, magari ti finanzieranno pure

R: HA! Vedremo!

(Intervista raccolta da Andrea Costanzo)