I dischi imperdibili del 2013 secondo Sdangher!

Allora gente, questa è la lista delle cose che secondo noi dovreste recuperare prima di chiudere la pratica 2013. L’elenco ha un ordine casuale, non si tratta di una classifica e non pretende di esaurire un’annata che non è stata niente male, no?

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Vediamo cosa ci ha portato babbo natale quest’anno

Amorphis Circle
I Finnici continuano a scrivere musica immensa nella totale indifferenza del popolo metallico. Questo album anche grazie all’aiuto di Peter Tagtgren come producer è tra le prove migliori del nuovo corso. Un ciccinino sotto Skyforger ma siamo comunque belli alti.

Dark Tranquillity Construct
Album fragile, tormentato, ma sorprendente e fresco. La sorpresa del 2013, senza dubbio. Ci sono momenti in cui sembrano gli Him, ma come i fedeli lettori di Sdangher sanno, dalle nostre parti non è un difetto.

SoilworkThe Living Infinite
Un doppio album coraggioso e molto ispirato che rimette in pista una volta per tutte una band che si era data per morta troppo presto. E il discorso vale anche per i Children Of Bodom e il loro Halo Of Blood, soprattutto per quanto riguarda la prima parte del disco.

Omnium Gatherum Beyond
New World Shadow
ha portato alla ribalta il gruppo finlandese nel 2011. Oggi 2013 riconfermano la fiducia e conquistando altri adepti. Sempre sotto la guida di Swano, e nonostante il nome quasi impossibile da ricordare, sono loro la nuova stella del melodeath.

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SkeletonwitchSerpent Unleashed
Un disco metal fino al buco del culo. Cazzutissimo, irriverente e buffone. Mi portano sfiga. Ogni volta che li ascolto mi capita ‘na disgrazia. Eppure non posso fare a meno di loro.

Red FangWalhes & Leeches
Dopo il mezzo scivolone del precedente Murder The Mountains, stavolta offrono ben altre conferme: uno dei gruppi migliori in circolazione, semplicemente.

Conan Monnos
Un disco massiccio come le braccia del Cimmero e puzzolente e asfittico come l’interno dei suoi mutandoni. Doom annichilente. I veri Manowar sonori.

Autopsy – The Headless Ritual
Il ritorno dei signori del death/doom metal. Più death che doom, è una seconda ascesa dopo quel Macabre Eternal del 2011, solo che qui le cose girano meglio ancora. Nulla toglie al succitato lavoro, ma The Headless Ritual segna un passo importante nella storia del death metal e nessun fan deve lasciarselo sfuggire.

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Carcass – Surgical Steel
Nessuno ci avrebbe speso un soldo bucato, sopratutto con un contratto per la Nuclear Blast, che prima di lapidarmi lasciatemelo dire: per quanto sia un’ottima casa discografica, quanti album plastificati e inutili ci rilascia durante l’anno? Nella speranza non si brucino i neuroni per festeggiare il successo raggiunto, questo è l’album imperdibile per eccellenza del 2013!

Deafheaven – Sunbather
La copertina è rosa, ma i suoni variano dal rosso sangue al nero pece. C’è anche una luce di speranza che sprizza tra una traccia e l’altra. Un album completo che è metal, ma contemporaneamente il suo contrario.

Death SS – Resurrection
Porteranno sfiga e quando dici il loro nome le persone si toccano gli zebedei, ma i Death SS sono la risposta italiana a tutti quelli che criticano il metallo nostrano. Gli ultimi lavori stavano portandoli nello sfacelo, ma con questo nuovo album si ritorna alle ambientazioni horrorifiche che tanto fecero il successo di un gruppo che tutt’ora non conosce rivali.

FalkenbachAsa
Viking, black, folk. Generi che si mescolano in unico album. Non ce n’è per nessuno, scettici sopratutto. Perdersi Asa è un offesa al proprio intelletto.

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Infernal PoetryParaphiliac
La mia colonna sonora dell’inizio 2013. Il gruppo che più mi ha colpito. Il miglior concerto per emozioni nell’anno passato. Non posso aggiungere altro.

Oranssi Pazuzu – Valonielu
Psichedelia galvanizzante. Incubazione della mente. Cervelli che si spappolano sotto il peso dei droni. Non c’è bisogno di fumarsi una canna, basta mirare il cielo stellato con gli Oranssi Pazuzu per iniziare un viaggio nel cosmo glaciale.

Portal – Vexovoid
Domini et saluatoris nostri temporis habet Cthulu loqui?

Rotting Christ – Kατά Τον Δαίμονα Εαυτού
È inutile, è un cazzo di album con le palle sotto e chiunque pensi il contrario sbaglia completamente. Inclassificabile.

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The Dillinger Escape Plan – One of Us Is the Killer
Non di certo il loro lavoro migliore, ne convengo ma siamo sempre al cospetto di autentici fuoriclasse.

Watain – The Wild Hunt
Sarà perché amo le ballad, ma mi basta la sola They Rode On per sciogliermi come burro nel forno.

Wolfheart – Winterborn
Saputa la chiusura di tutti i gruppi di Tuomas Saukkonen ho pianto come un dannato. Scoperto il suo nuovo progetto non posso fare altro che dire che è la summa d’un esperienza di vita, la fusione delle sue mille sfacettature stilistico-caratteriali, rinchiuse in una sola gemma sonora’.

Zeus! – Opera
Nessuno ha il coraggio di metterli nella propria playlist di fine anno. Possibilità uno: non li hanno ascoltati. Possibilità due: non capiscono un cazzo. Unico rimedio: provateli!

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