La Mellevisione e il lato nascosto della fata Ariele!

Qualche genitore potrebbe anche moralizzare e addirittura chiedere il licenziamento della fata preferita di tutti i bambini, ma scommetto che se mai succedesse una cosa del genere sarebbe per via delle mamme. Dubito che i papà abbiano da ridire riguardo la cara Ariele, che in un forum femminile reclamano essere il nome di un uomo e che forse non è un errore, visti i lineamenti ambigui della conduttrice. Invidia pura, non trovate?Perché rischia di far arrabbiare qualche genitore? Presto detto: sulla sua pagina facebook, visibile a tutti, ci sono foto piuttosto sexy che mal si sposano con l’immagine casta ed etera del personaggio televisivo. A parte che Ariele poteva anche chiamarsi fata Gibbone e i bambini l’avrebbero amata lo stesso, ma soprattutto non si sarebbero fatti scrupoli i loro papà, veri fan della birichina e potenziali lupi di mare della Salaria romana se dobbiamo affidarci ai sondaggi lucignoli.

Bella ragazza del resto la fatina e nonostante in alcune foto sia piuttosto birichina non è mai volgare, ma non possiamo parlare neanche di chissà quale sofisticheria. Sembra il solito calendario per camionisti Pirelli ma senza le tette al vento. Inoltre avviene un vero e proprio riscatto della figura del dromedario, animale sempre beffato da tutti i fan del cammello e sottovalutato a torto dai fumatori di Camel e i patiti di progressive rock.

Ma anche noi poveri papà, costretti a sostare per ore davanti alla TV mentre i nostri figli vedono quella fottuta porcellina rosa che non gliene va mai in culo una e i suoi genitori invece di punirla a sassate ci ridono su e si mettono tutti a saltare nel fango, troviamo un po’ di sollievo quando ci appare la turchina Ariele dal nome maschio. Quello che si dice intrattenimento a più strati. Del resto le presentatrici della Melevisione o L’Albero Azzurro sono tutte molto gagliarde e per chi ama i leggins come me assai stimolanti. Ma non sono malato io, i responsabili dei programmi sanno bene di cosa parlo. Si tratta un po’ della stessa faccenda di Banderas col Mulino Blanco. Diremmo che le mamme turbate siano delle pervertite maliziose o qualcuno gli sta giuocando un bel tiro? Qui almeno non ci sono trappole pubblicitarie per vendere un prodotto, è solo un lavoro di statistiche. Le mamme cucinano, puliscono, stanno davanti a facebook a discutere di pannolini lavabili e i papà sono lì che tengono in braccio i figli, li piazzano davanti alla TV e scelgono il programma. Ovvio che se arrivano su Ariele si fermano e mi sembra pure giusto. Se lo merita Rai Yo Yo.

Premesso del resto che la signora Greta Pierotti in quanto privata cittadina sia libera di pubblicare su facebook qualsiasi cosa desideri sputtanare della propria vita, di sicuro va riconosciuto che qualcosa è cambiato in questi cinquant’anni e oltre di TV pubblica e Democrazia Cristiana. Trent’anni fa qualche produttore RAI l’avrebbe quanto meno redarguita o addirittura licenziata se avesse reso pubblici certi scatti. E sarebbe stata una puttanata. Sasha Grey tempo fa dovette sopportare millanta accuse per aver accettato di leggere favole a un pubblico di bambini con le principesse e non senza piselli. Una ex dico EX attrice porno (e lo sottolineo con rammarico) è libera di fare tutto quello che desidera prima, durante e dopo il lavoro sul set. Ma non stiamo mica paragonando la Pierotti con un’attrice porno, diciamo solo che il dromedario è un simbolo possente sul piano della virilità, questo sì. E sappiamo bene che il cambio di audience è sempre un problema, anche se Ariele non vuole entrare nella congrega Coven delle Olgettine e tanto meno svendersi alle riviste scandalistiche, però se così fosse non ci troveremmo nulla di sbagliato. Lavora nel mondo dello spettacolo, è un gran pezzo di manza e può permettersi un bel crossover di generi d’intrattenimento, o no? Bonolis per passare dal pubblico dei piccini a quello dei grandi troppo ha dovuto sudare e ancora suda, copiosamente direi, ma non divaghiamo e torniamo ad Ariele. Lei è la fata che tutti i bimbi guardano ammirati ogni sera su Rai Yo Yo, la contrada digitale di Peppa Pig. ma se qualche mamma livorosa se ne uscirà con una rimostranza io consiglierei di prendersela con le Winx, modello puttanesco perigliosissimo e le snobbose e classiste principesse disneyane o la passività interiore di Zou la Zebra e l’integralismo animalista di quei fottuti Barbapapà.