Vendetta!

Porcoddio.

Questo solo per introdurvi al mood dell’articolo. Ma prima di arrivare alle spiegazioni ripassiamo i fatti.

Qualche settimana fa i Destruction passano per l’Italia. Paccano la data di Foggia perché, a detta loro, il locale è una merda (no, non l’hanno detta così ma il senso era quello) ed è subito faida, così i tedesconi in questione, che la nomea degli stronzi comunque ce l’hanno da sempre, diventano subito Il Grande Nemico delle italiche legioni.

Contestualmente Francesco “Crazy Horse” Ceccamea scrive per Metal Hammer un report sulla data romana di quel tour. Il report è, come al solito, nel gonzo style tipico del Cecca. Solo che questo articolo proprio non piace al locale dove si è tenuto il concerto così il locale, l’Orion, fa la faccia brutta alla redazione di Metal Hammer che prontamente si caga nelle brache e toglie l’articolo dal sito, senza nemmeno interpellare il Cecca.

Diciamo che Francesco non ha preso bene la cosa, ha scazzato con Metal Hammer e se n’è andato e siccome sbattere la porta non era abbastanza gli ha anche cagato sullo zerbino scrivendo QUESTO POST.

Avete letto? Bene.

Prima di scrivere il post Francesco litiga parecchio con sua moglie, Mara, che pure lei è una penna virtuale di MH Italia e gli fa pure delle gran belle foto ai live. Immagino che gli abbia detto che è un coglione e che avrebbe fatto meglio a lasciar perdere. Lo immagino perché sono state le stesse cose che gli ho detto io dopo averlo letto, quel post. Ma figuriamoci, il Cecca è fedele alla maschera che porta, tu gli parli e lui al massimo nitrisce, sbuffa e raspa per terra perché vuole una mela. Cavalli del cazzo, mai che ti diano retta, peggio delle femmine.

Comunque a questo punto è il turno di Metal Hammer di non prenderla sportivamente, e posso pure capire che gli siano girati i coglioni, ma cosa decidono di fare i fenomeni? Silurano Mara. Motivo? Perché è la moglie del Cecca. Potete leggere i tristi dettagli QUI.

Avete letto anche questo? Ottimo!

Ora a me balza agli occhi il fatto che la redazione (e già qua mi piscio nella pelliccia dal ridere) abbia puntualizzato il fatto che Metal Hammer sia una testata registrata e non una webzine.

Stigrandissimi cazzi.

Voglio dire: posso capire che cali le braghe con LiveNation, per dire un soggetto che ha un grosso peso, ma qui la questione nasce perché un locale, come ce ne sono tanti, fa la voce grossa e tu  invece di tenere la testa alta abbozzi, dimostrando in un nanosecondo di non contare un cazzo.

In seconda battuta togli un articolo di imperio senza nemmeno comunicarlo all’autore, dimostrando non solo di non contare un cazzo, ma anche di non valere un cazzo, perché, porcoddio, puoi non avere dignitià (di cui al punto precedente) ma almeno un po’ di professionalità… e invece niente.

La grande rivista di stocazzo.

Al che quando succede che l’autore dell’articolo ti sputtana tu che fai? Metti alla porta una tua collaboratrice per il solo fatto di essere sua moglie. Un livello di professionalità e di umanità pari a quella di un cargo di merda.

Ho ripetuto la parola “professionalità” in modo così ravvicinato perché è un punto importante: questa “testata” non è solo umanamente manchevole ma è professionalmente scadente.

Quando Francesco Ceccamea mi disse che si stava imbarcando in un’avventura con Metal Hammer, felice come un ragazzino al suo primo live report per una fanzine del cazzo io gli dissi che era una stronzata.

Purtroppo come sempre accade in queste occasioni ho ragione, perché il Cecca è un ragazzino entusiasta e quella è, nei fatti, una fanzine del cazzo.

La Wanna Marchi del Metal ha chiamato questi personaggi “colleghi” e ha detto che non crede che la decisione di buttare fuori Mara sia condivisa da tutta la redazione.

Io penso che se dovessi considerare certe persone dei colleghi mi farei prestare dal Cecca una raspa da cavallo e mi strofinerei forte fino a levarmi via la pelle per lo schifo.

Credo anche che se uno è dentro un gruppo che prende certe decisioni nel momento in cui in quel gruppo ci resta ne condivide anche le scelte quindi chiunque resti in quella redazione si rende complice dell’infamità semplicemente perché la accetta.

Ah ho usato il termine “redazione” perché “carrozzone di pagliacci” era troppo lungo.

Dite che sono troppo stronzo? Avete ragione, quindi andiamo avanti.

Ma mica è un problema solo di Metal Hammer eh? Prendete ad esempio l’affair Tsunami-Truemetal.

Qualche settimana fa esce per Tsunami l’edizione italiana di “Confessioni di un Eretico”, biografia di Nergal dei Behemoth e Stefano Riccetti di Truemetal si domanda se fosse il caso di lasciarci dentro le bestemmie, argomentazioni riprese anche da certi webzinari online che pontificano sulla “immaturità” dei metallari.

Occhio che il punto non era se la traduzione fosse corretta o meno (punto su cui mi pare ci fossero dei dubbi ma su cui non ho approfondito), ma se era il caso di lasciarle o toglierle.

Ora, puttanalamadonna, se uno si interroga sul fatto se sia meglio o peggio censurare arbitrariamente un testo non sta esprimendo una legittima opinione o un dubbio, sta dicendo o scrivendo una colossale CAZZATA indegna di un professionista. É legittimo chiedersi se una certa frase debba essere tradotta in un modo o in un altro, questo sì, perché se scrivo, ad esempio, “fucking asshole” uno può chiedersi se è meglio tradurre come “fottuto stronzo” o “stronzo del cazzo” ma non mi può venire a dire che forse sarebbe meglio scrivere “che persona spiacevole”, e non ci vuole una scuola di giornalismo per capire il perché!

Il problema grosso  qui è che la “stampa” metal italiana è fatta da gente che si atteggia a gran dottori di sto grandissimo cazzo ma non ha la minima consapevolezza di cosa siano cose come professionalità e deontologia, ma in fondo che cazzo c’è da stupirsi se non sanno nemmeno cosa siano dignità e umanità?

E ancora: quand’è che la “scena” è diventata un ritrovo di mezze fighe che si piscia sotto per il rischio di un accredito o per una bestemmia?

Volete sapere come la penso? Ma chi cazzo se ne frega se lo volete sapere, il post è mio e ve lo dico: il metal è culturalmente morto quando si è definitivamente imborghesito, quando ha confuso la maturazione con l’imbolsimento, quando ha scelto di andare a giocare a golf con James Hatfield anziché sbronzarsi con Phil Anselmo.

Diocane non siete adulti, siete mezze seghe!

  • Serena EisuoiaMici

    Porcodio.
    Oh.

  • Barbara Aversa

    Applausi