Scuorn – Il metallaro è razzista o è lui che è napoletano?

Io sono testa di cazzo, l’ho sempre detto. Mi devo scrivere/registrare gli argomenti di cui voglio parlare che poi me ne scordo. Come sempre mi affido alla mia memoria capace di rammentare cazzate assurde, ma mai le cose più importanti, come quella volta che dimenticai come si respirava. Come vedere il buon giorno dal mattino. Cose così.

Sta settimana finalmente vado a vedere i Rotting Christ, gruppo che per chi non lo sapesse è uno tra i miei preferiti di sempre. A mio rammarico ho scoperto che la gente crede io ascolti solo maiali scannati, nonostante sono mesi che non tocco un disco pornogrind. Non è che ho iniziato una dieta povera di grassi, ma sono in una fase più industrial/rumore/vicinocheurladiocaneabbassailvolumechemisembradiesserefinitoinunaraffineriadimetallisgrezzati.

Comunque sia, sì i Rotting Christ li adoro, ma a partire da Khronos, e tra l’altro preso pure con il giusto mood. Ciò che hanno fatto prima non mi sconquiffera, sopratutto i sopravvalutati Thy Mighty Contract e Non Serviam. Forse a riascoltarli oggi, con un orecchio più maturo e dico forse, riesco anche a farmeli apprezzare, ma anni fa giuro mi scesero le palle quando li sentii. Ora, di certo giovedì non vado dai fratelli Tolis e gli dico “i vostri primi album mi fanno cagare”, anche perché loro certamente penseranno che io mi riferisca ai demo, che loro stessi hanno ripudiato secondo alcune fonti.

Comunque sia, in privato tra amici s’è spesso preso in giro gli Squorn, per motivi razziali che non sto qui a spiegarvi. Per me questo nome è stato fino a qualche giorno fa sinonimo di un tipo di Napoli che fa black metal in napoletano, e già partiamo male, che ha tempestato la mia bacheca facebook tramite le mie amicizie italiane che lo condividono. Fortuna ho più amici stranieri guarda, poi ci si chiede il perché.

A me Napoli non piace, l’accento, il luogo, i programmi tv, la musica, niente. Sentirmi dire che un gruppo fa black metal in napoletano è come sentirmi dire che ne so… che me l’hanno messo in culo mentre dormivo e ora devo rimanere per sempre con l’onta d’un pene che mi ha spanato le pareti anali mentre sognavo la mia amicizia con Peter Pan. Sto esagerando? Vivere il mio rapporto con Napoli è dura, perché qui da me (come penso ovunque), Napoli è sinonimo di ‘rubusciaggine’, termine che indica persone poco raccomandabili che passano la vita sulle spalle degli altri. Ohi, non voglio dire che i napoletani sia tutti così, ma chi  appartiene a questa ‘casta’ sociale il 90% delle volte ascolta SOLO neomelodica. Aggiungo che Barbara D’Urso è napoletana. Coincidenza?

Certo, gli/il/lo… insomma Scuorn non è un progetto che si fa portavoce di questa mentalità fatta di musiche a base di carcere e donne incinta, che se parliamo di fantasia dei testi il metal non è che sia ‘sto pozzo di scienza. No, il progressive metal non è metal, quindi non conta. NON CONTA!

Dopo tutta questa retorica, a una settimana dal concerto, scopro che gli Scuorn… lo Scuorn…. ci siamo capito, suonerà assieme ai Rotting Christ. La mia ragazza mi fa: “eh, ma tu non lo sapevi?” Io ricordo quando fu annunciato il live solo Rotting Christ, rumore bianco, Marzo, rumore bianco, ngul a crist. Altro non so, ne ho voluto sapere.

Ma dopo tutte queste parole al vento dove voglio arrivare? Oltre che ho dimenticato il vero argomento di questa Domenica, la domanda da porsi fu: è giusto giudicare un gruppo dalla sua provenienza?

I Negura Bunget vengono per esempio dalla Romania, e tutti conosciamo il nostro rapporto con i Romeni, eppure guai a chi me li tocca i Negura, sopratutto dopo che ho avuto la fortuna di vederli dal vivo, cosa che mi ha permesso di rivalutarli, visto che su disco la resa non mi suscitava queste emozioni così sfrenate come ad altri miei coetanei.

Quindi italiani, gli Scuorn, lo Scuorn… LUI l’avete giudicato? L’avete ascoltato? Vi siete fermati alla sua carta d’identità o al cazzo di fatto che canta in napoletano?

Che poi mi sto tanto a riempire la bocca, ma io un ascolto, ma manco di sfuggita l’ho dato.  E allora cosa cazzo ascolto? In questo momento ho appena finito il lato A di Listen Alone di Navicon Torture Technologies, progetto noise con forti influenze industrial di Lee M. Bartow. La cassetta scende come la ost d’un film dell’orrore anni ’80, ma senza vaporwave. Le mie dita battevano seguendo il non tempo del synth distorto. Non posso descriverlo come ascolto, perché ero più concentrato su cosa cazzo dire, però le orecchie mi fischiano ancora.

Per… anni mi sono inacidito nel sentir dire che ascolto musica giapponese? “Ma quelli non sono buoni”, e ora sono il primo a giudicare qualcuno per le sue origini? Cazzo, sono diventato un leghista. No dai, non indosserei mai una maglia verde, ma la polenta mi piace col sugo e la salsiccia a dire il vero.

Ci sono cose più forti di me e una di queste è riuscire ad a capire ‘nazioni’ come Napoli. Sopravvalutata dai più, e gran rottura di coglioni sulla Rai grazie a programmi come Made in Sud. Fanculo, sembra, stai a vedere, che qui parliamo solo napoletano.

Ecco, sto divagando di nuovo. Io lascio a dopo giovedì ogni futuro commento riguardo ciò, essendo che sto cercando di mantenermi casto almeno fino alla prima notte di nozze, seppur la mia mano dovrebbe aver partorito l’intera nazionale italiana mettendo da parte ogni pregiudizio in virtù del rispetto che ripongo per gli artisti, quali essi siano, tranne i cantanti pop perché loro non sono artisti.

Nel frattanto mi immergo di nuovo in questa mia riscoperta d’una scena antimusicale fatta di sintetizzatori e pedali, consapevole ora che ho letto ad alta voce ciò che ho scritto, che ogni ingiuria capace di fuoriuscire dalle mie labbra nei confronti di qualsiasi cosa io non comprenda è antinomia. Perché non ha senso essere una persona che ascolta antimusica, se poi si va contro ciò che rappresenta in fin dei conti la non convenzionalità. Il metallaro stesso che va contro gli Scuorn è ossimoro, perché portavoce d’un genere ‘aperto’ che si ‘chiude’ a discapito delle novità, per solo riciclare se stesso, nutrendosi della propria sapienza, senza accumularne di nuova, come la rana che viveva nel pozzo e non sapeva nulla del mondo al di fuori di esso.

Poi oh, a me piace Inchiuvatu che canta in siciliano e mi sto a fare tutte ste seghe mentali per uno che viene da una città dove rubano i motorini?