Satanismo Calibro 9 – Orgasmurder

Qualcuno, qualcuno più intelligente di me (qualcuno quindi che non legge Sdangher… qualcuno quindi nessuno dei nostri lettori) mi dirà che sono in grosso ritardo con questa recensione, lo so. Vorrei rispondere però a codesta persona che io stasera avevo intenzione di vedere Quella villa accanto al cimitero almeno sei ore fa’, quindi vaffanculo.

Per me più estremo della power electronics non esiste niente. Dopo aver bazzicato per anni nel metal, ho sempre creduto che il ‘METAL’ fosse la cosa più estrema di sempre, poi arrivò la power electronics e tutto ciò che ascoltavo è divenuto all’istante blanda merda scolorita. Ho rinnegato il metal? No, ma che cazzo dite. Dico solo che l’ennesimo gruppo funeral doom metal oggi, per citare un genere che considero estremo, mi pare essere un dischetto buono per tagliare i polsi in verticale agli emo. C’è anche da dire che gli ultimi gruppi funeral doom sono una sciacquata di coglioni assurda, e non fatemi parlare di quella delusione dei Funeral Tears, che non è il luogo né il momento.

Micro recensione: na rottura di cojoni.

I Satanismo Calibro 9 li scopro tardi e sì, prima che qualcuno mi corregga e poi mi veda costretto a fargli una visita odontoiatrica col mio ginocchio, non sono proprio power electronics. Ma cosa sto dicendo? Odio mettere i tag alla musica… ma che cazzo dico, lo adoro. Più appartenenti al filone death industrial, con elementi ritual se mi si concede, il disco con il quale li ho scoperti è stato Orgasmurder, datato 2011. Non molto vecchiotto mi si dirà, ma se pensate il progetto è attivo dal 2005/2006. Ok, non è passato molto tempo a dire il vero, sono io che mi sento vecchio.

Comunque sia Orgasmurder è un disco che mi ha fatto pensare che il black metal è un genere da fighette. Dopo Orgasmurder per me il black metal è un genere da fighette. Lo ripeto di nuovo, ancora pensate di essere diventati dei cazzo di dislessici: IL BLACK METAL È UN GENERE DA FIGHETTE.

La prima volta che l’ho ascoltato ero alla stazione, aspettavo il treno, era in ritardo, odiavo il mondo, sto odiando anche la tv perché stanno vedendo Furore e quel programma mi fa schifo al cazzo. Oggi come ieri la mia voglia di vivere era come quella d’un Dodo. Avete presente i Dodo no? Ficcati in un albero azzurro, mai che ne escono fuori, con un tipo che gli tiene continuamente una mano ficcata su per il sedere.

Ecco, per riequilibrare il karma ascoltiamo questo intanto.

Forse non era chiaro dal nome, ma questi sono molto legati ai rituali di tipo esoterico. Che forse la sera evocano il demonio? Non lo so, ma posso dire che la mattina quando mi alzo al cesso io faccio cadere i migliori cristi dal cielo.

Insomma, cosa ricordo di questo disco? Un’insana voglia di lanciarmi sotto al treno. Perché era brutto? No, perché era cupo, perché è cupo. Non v’è un solo spiraglio di luce in questo disco. Il metal, anche nelle sue forme più estreme è uno sfogo per lo spirito. Dai, quante volte abbiamo ascoltato i My Dying Bride solo per piangere, gettare via il veleno marcio che scorre nelle nostre vene? Ecco, con i Satanismo Calibro 9 l’effetto è inverso, il veleno prende il sopravvento, raggiunge il cuore per dare il suo esito fatale, lasciarci riversi in terra con la schiuma alla bocca. Un sapore ferroso tra le labbra, morse nel tentativo di non svenire. Ancora oggi mi chiedo perché non mi sono davvero lanciato sotto quel treno. Ho sentito il vento scorrermi vicino al viso, bastava un passo e fine. Non sottovalutate dischi come questo, potreste ottenere effetti indesiderati.