Kvelertak – Tra i classici di domani

Con il folgorante esordio del 2010 i norvegesi Kvelertak hanno prenotato un posto sul treno della storia. Se però il secondo Meir li ha fatti perdere in stazione, il nuovo Nattersferd li scorta in prima classe su un tappeto carminio e gli mette sotto al gozzo un bel cocktail fruttato al cianuro di stagione. L’album conferma con rabbia la matrice Mayhem/Hellacopters ma spiazza l’odience con spavalda giocosità, aggiungendo un improbabile “speziame” hard rock grattugiato dai vinili dei Van Halen, Hanoi Rocks e primi Turbonegro. Insomma, se l’opener Dendrofil for Yggsdrasil mette in chiaro che questi scugnizzi del rock abrasivo un proprio marchio di fabbrica ormai ce l’hanno, è con 1985 e Ondskapens Galakse che si ha la vera prova che i Kvelertak possono concedersi sfarfallii stilistici praticamente ovunque, lasciando emergere una maggiore ironia e dando al proprio intenso lirismo una discreta solarità… ma a bassa gradazione. (Francesco Ceccamea)