Gli Ancient VVisdom salveranno la vostra anima!

Gli Ancient VVisdom sono un’esperienza a parte. Li ho scoperti da poco ascoltando il loro nuovo album 33. Mi aspettavo qualcosa di strambo per istinto ma non immaginavo una cosa del genere. Sono satanisti e fin qui nulla da temere e nulla di cui stupirsi. Ci credono sul serio. Ok, questo non è comune quanto si creda, la maggior parte delle band “sataniche” “ci fanno” per ragioni di puro intrattenimento. Sono diretti. Molto. Forse un tantino in eccesso. E non sto parlando di violenza, di rudezza, non pensate ai primi Venom o roba del genere. Levatevi dalla testa l’infinità di band scandinave o brutallare del sud-america: gli Ancient VVinsdom suonano semi acustici. A sentirli al volo sembrano un gruppo folk che ciondola tra le vecchie stanze di casa Cobain. Musicalmente sono nudi. Estremi nel messaggio e nell’attitudine ma spogli di watt e distorsione. Potrebbero esibirsi senza elettricità, davanti a un falò o nei paraggi di un antico cimitero che va in pezzi. Le percussioni, se escludiamo il terzo album, Sacrifical in tutto e per tutto canoniche, sono fatte di quello che trovano. Nel primo disco, per dire, usano un machete e una catena per insufflare i ritornelli di pezzi come The Opposition o World Of Flesh. Il resto lo fanno la voce depressiva di Nathan e le chitarre dei suoi comprimari.

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Il paragone con i Ghost è comprensibile ma solo per la sfacciataggine melodica e accattivante di strofe che fino alla fine degli anni 90 neanche Merilyn Manson avrebbe avuto il coraggio di scrivere. Il gruppo svedese è una meravigliosa “sòla”. Dietro non c’è una vera band ma un visionario di grande talento che architetta ogni nota, ogni look, ogni passo promozionale, recluta solidi turnisti, li maschera e ci va in tour. Sono la cosa migliore accaduta nel metal assieme ai Mastodon, però si tratta di un progetto. E i progetti sono il nuovo tumore di questo genere. Ne parleremo poi. Tornando agli Ancient VVisdom, direi che siamo più dalle parti di Rocky Erickson. C’è la stessa ottimistica follia di fare dichiarazioni d’amore a Lucifero e porgere la mano fraterna agli alieni ma senza gli elettro-shock a far da ispirazione. La band di Nathan Opposition è sana, lucida, coerente e ispirata, come per il sottoscritto, alle geniali intuizioni di Monsignor LaVey.

Ogni canzone di questo 33, esattamente come quelle dei precedenti tre dischi, è frutto di una riflessione sull’esistenza, sulla morte, sulla redenzione per mezzo di Satana e sullo stile di vita satanico. Ogni tanto ci sono omaggi a figure chiave dell’immaginario horror-demoniaco come Coffin Joe (la bellissima World Of Flesh nel primo album) e il Crowley di The Great Beast, nel nuovo uscito ma di solito ogni brano sembra il succo di una lunga riflessione da piedi a una parabola inferica. Nathan pensa, vive, sogna, soffre e lotta, poi trae un messaggio, un insegnamento e lo trasmette alla gente. Il suo sogno è di farvi passare tutti dalla parte di Belzebub. Dico farvi perché con me sfonda una porta aperta.

Per il resto si parla tanto d’amore, di luce e di vita. L’Inferno non è un cattivo posto, dipende in quale vogliamo vivere. Dipende tutto da noi. Dalla nostra forza. E la volontà che ci guida è quella del cuore.

Ok, potete pensare che queste siano un mucchio di scemenze, che gli Ancient VVisdom siano l’ennesima occult rock band che esagera con acidi ed esoterismo ma non potete negare l’efficacia delle melodie. Sia nell’esordio A Goodlike Inferno, straordinario da cima a fondo, che nel successivo Deathlike (e persino nel più prevedibile Sacrifical) ci sono motivi che restano nel cuore e si sente che c’è una indiscutibile passione che sa di pazzia buona. Tipo quella dello zio Rocky, citato più sopra. Roba che vale oro di questi tempi.

Il nuovo 33 sembra ravvedersi sulla scelta di introdurre una batteria completa. Gli Ancient VVinsdom funzionano meglio con una ritmica quasi ologrammica, spettrale, sfuggente ma in grado di potenziare lo stile acustico della band, accentandolo dove serve, dandogli verve sulle strofe più rivelatorie, mentre distorsione e ritmiche complesse li impoveriscono fino a ridurli alla stregua di un qualsiasi gruppo hard-rock in giro per la rete.