Worship, un ultimo ascolto prima del prossimo album

Non serve scrivere un album seminale per incidere su calce il nome del proprio gruppo, basta anche un demo. Non è solo l’aspetto quello che rimarrà impresso nei ricordi dei tuoi fan, anche se almeno i capelli ce se li può lavare ogni tanto. Il segreto è solo un gesto, uno soltanto, macchiato di sangue, una stella nera nei cuori degli amici. Sacrificane uno per salvarne cento, ti dicevano. Niente è più inutile a questo mondo della morte. Kill yourself and Worship mi disse qualcuno una volta.

Siamo nel 2001, Maximilien Varnier, sul palco Fucked-Up Mad Max, si è appena lanciato da un ponte in Canada. Il tempo s’è fermato nell’istante in cui s’è buttato nel vuoto, un attimo sospeso, la coscienza che dopo di questo Mad Max non esisterà più. Un suicidio annunciato? Qualcuno ha dato la colpa alla musica che scriveva, suonava e viveva. Lui non era solo un ingranaggio importante per i Worship, lui era l’impersonificazione del funeral doom metal. Sei anni dopo il gruppo da alle stampe il suo primo album Dooom in cui Mad Max ha contribuito poco nella produzione, ma molto nell’anima. Un passo indietro e torniamo al 1999 quando il cielo era solo grigio e nessuno auspicava una tempesta. Last Tape Before Doomsday non è solo una musicassetta, un demo, una registrazione di due scalmanati quali Max e Daniel Pharos, è la combinazione di due menti opposte, una più dark e ambientale che incontra un amico altresì scatenato, folle, che vuole vedere soltanto il palco bruciare mentre il pubblico va beatamente a farsi fottere.

Lessi un intervista di Daniel qualche anno fa, per caso. Lui rispondeva a poche domande su Max; non ho versato una lacrima, ma non era neanche sua intenzione ciò. Però aleggiava questo profondo rispetto ancora per l’amico; mi ha commosso.

Parlando del demo, parlando del disco, che dire… non mi ha mai fatto impazzire, come le sigarette del resto. La prima volta che ho fumato, quel sapore amaro mi è rimasto in gola fino alla sera; sapeva di bruciato. Il giorno dopo ne fumai un’altra e di nuovo la gola amara. Non ho mai smesso di provare quel sapore terribile ogni volta che accendevo una di quelle stecche avvelenate. Oggi ho smesso di fumare e quando sento l’odore d’una sigaretta mi infastidisce, proprio come il primo giorno, ma non ne posso fare a meno. È più forte di me. Desidero fumarla anche se so che mi fa male. I Worship sono come quella stecca bianca di tabacco, non fanno bene alla salute, come del resto il funeral doom in sé e per sé. Fanno male, ti fanno schifare il sapore della tua stessa saliva, le mura che ti circondano, vorresti dare un calcio ai tuoi familiari, ucciderli e poi farla finita. Ti riprendi e pensi che sia sbagliato quello che hai appena desiderato. Vai in bagno, apri il lavandino, l’acqua scorre e ti dici ‘ok, un bel taglio verticale sui polsi, lo poggio sotto il getto d’acqua e la faccio finita’. Ti guardi allo specchio, uno schiaffo dritto sulla guancia. Ma ti riprendi?

Questa è la magia dei Worship. Li odi, li disprezzi, ma non ne puoi fare a meno. Sono come una droga. Dallo stereo sono tranquilli, lenti, plumbei, ma dal vivo mi hanno detto che Max… era Mad. Un brutto gioco di parole lo so, ma lui era proprio Fucked-Up. E poi è morto. Non c’è niente di più inutile della morte a questo mondo, del resto. Un suicidio annunciato? Le droghe gli hanno dato alla testa? C’è chi dice abbia fatto abuso di medicinali… o acidi prima di morire. Non me ne frega. Lui è morto, questo è ciò che conta. Che inutilità andarsene così. Non credo né in un paradiso… né in un inferno, ma se quando lasciamo questo fottuto mondo c’è qualcosa che ci attende oltre il varco, Maximilien Keep on Selling Cocaine to Angels.