Hated in the Nation

 

Da cavallo goloso a nemico pubblico il passaggio è breve, e mi ritrovo a dover diffidare di chi mi segue sui social. Ma partiamo con ordine.Innanzitutto, ho abbandonato instagram. Il profilo è ancora attivo, ma lo uso da pc per mettere like random, fingere di seguire qualcuno e niente più. Noioso come lessare una suola di scarpa mentre lanci un pezzo di Nino L’angelo a caso su youtube.

Per la serie voglio essere odiato.

Mi rimane facebook, perché twitter non l’ho mai capito e tutto il resto è noia. Anzi merda (citando la mia bacheca facebook) ma è un discorso che se anche mi conoscessi non capiresti mai.

Un primo ban è stato anonimo, ventiquattro ore di anti socialità, ma poi arriva il secondo a breve distanza e dura tre giorni. Questa è una guerra, sono nel mirino di qualcuno… e avevo condiviso solo questo video.

E per fortuna sono riuscito per tempo a richiedere le nuove giuste amicizie su quel social, che se no poi la gente si crede tu sia una personza falsa. Ma posso, dico io, parlare con tutta la mia lista amici? Ma forse e dico forse il mio nemico è più vicino di quello che ho pensato, perché in fondo è quello a cui non rivolgo attenzioni. Possibile un ban arrivi esattamente dieci minuti dopo aver condiviso un link? Come se qualcuno, in assenza di vita sociale, passi il tempo a leggere le mie notifiche aspettando quella giusta. Oggi tre giorni, domani il ban.

Ma è così rischioso abbandonare il social network più usato del globo? Ni. In questi tre giorni da astinenza da like et simili, ho limitato la mia fruizione alle meme e le chat di post nazisti con amici (quei due che mi sopportano ancora). Perché io sono odiato, sono il cavallo più odiato. GG Cavallin.

Ne ho discusso col Padre cavallo, infatti. Facebook offre poi tutta ‘sta gran visibilità? Io per dire lo sfrutto per promuovere me stesso, il mio personaggio, il mio blog, la mia musica e quella di chi mi circonda. Ma quanto è ampia questa ricezione? Come la diarrea che ho trovato oggi sul bordo del mio cesso dopo aver cagato sangue. Giusto qualche goccia spruzzata alla prima sfuriata.

L’estate si avvicina e con questa i festival che vedranno arricchire le liste nere col mio nome, perché di bianco non m’è rimasto nulla.

Ps, perché volevo un post scriptum.

Se prima Squinzano era stata eletta peggior città in cui sono mai stato, Policoro di poco la raggiunge, confermando la mia teoria che l’Italia tutta è come un buco nero.

Alla fine ho goduto un ottimo live, inatteso se mi si permettete, di cui non cito né le band né la data. Una conclusione lasciata poi a profonde discussioni sul deep web e video idioti di youtube.

Black metal ist tot.