Pascolando

Primavera 2020 – Tre passi nella desolazione e tre nuove uscite da abbinare alle immagini!

desolazione

Inverno caldo, tutti fuori in maniche corte; e primavera fredda, chiusi in casa per la quarantena. Ah, sono tempi davvero strani, questi. Ho pure ripreso a cucinare come si deve. Mi sto rendendo conto che l’isolamento non è una cosa che capisci subito, ma uno strumento di logoramento il cui flusso è simile a un contatore della luce; una melma lenta, totalmente anti-climatica. L’unica cosa che mi resta, per venirne fuori, è ancora una volta la musica. E oggi, da chef rinato e obbligato a fare la spesa dove vendono solo due marche di birra, vi voglio parlare di due-tre di dischi che hanno molto più in comune di quello che sembra a un primo sguardo, oltre che essere terribilmente attuali. Potremmo chiamarla estetica della desolazione, o come diavolo vi pare, ma è una cosa non poco attinente con l’odierna condizione umana, primavera 2020. Continua a Leggere

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La copertina sdanghera di Marzo va a… Vincenzo De Luca!

de luca

Stiamo passando momenti difficili, ma che ve lo racconto a fare? Pensate che mentre scrivo (24 Marzo) il giorno dopo sarà, o è stato, il mio compleanno. Lo stesso giorno di Mina mi dicono, ma io mi chiedo sempre “chi cazzo è Mina?!”. Diamine, è lo stesso giorno in cui sono nati Elton John, Aretha Franklin, Sarah Jessica Parker. E la madonna è rimasta pure incinta! Continua a Leggere

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La notte in cui i rockers bruciarono la disco music

disco music

Seconda metà degli anni ’70,complice anche l’eclissarsi dei vecchi gruppi hard rock un nuovo fenomeno musicale dominava le classifiche: la disco music. Un miscuglio di influenze portò alla ribalta il nuovo genere musicale e l’industria discografica non si fece trovare impreparata, dall’oggi al domani invasero il mercato dischi su dischi e lanciati nuovi fenomeni musicali (o presunti tali), i juke box di tutto il mondo si riempirono dei 45 giri di Donna Summer, Barry White, Gloria Gaynor et similia e le discoteche di mezzo mondo spopolarono… Continua a Leggere

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Speciale Manilla Road – Epic metal e la strada della luce

manilla road

Il 27 luglio del 2018 ci lasciava Mark Shelton: istituzione dell’epic metal, un’icona autentica per gli appassionati del genere: una sorta di hippie sopravvissuto all’inesorabile scorrere del tempo.
Con la “sua” creatura, i Manilla Road, fondati a Wichita (Kansas/U.S.A.) nel 1977 insieme al batterista Ben Munkirs, questo guerriero del metallo ha lasciato in dote agli appassionati di epic metal un’eredità artistica che ogni metallaro che si rispetti avrebbe il dovere morale di preservare da qui all’eternità, di generazione in generazione. Continua a Leggere

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A Vetralla tutto bene ma che vento…

vetralla

Qui a Vetralla il virus non è ancora arrivato. C’è un solo caso registrato di una signora anziana ricoverata già da tempo ma appena Tusciaweb ha scritto “…Vetralla 1”, in paese si è scatenato il “totoinfetto” e di sicuro molti sono certi di conoscere nome, cognome e circostanze del ricovero del vero malato uno. E come minimo sarà un solo infermo ma con venti nomi e più volti diversi. Niente morti, comunque. Per ora da noi è arrivato solo il franchise del Coronavirus: le mascherine, gli spruzzini di Amuchina fuori dai negozi, gli sguardi torvi e sospetti, i metri di distanza e le strade deserte, i bar chiusi e l’ansia. Tutti in casa davanti ai televisori a sentire gli aggiornamenti del bollettino della Protezione Civile. E con il franchise pandemico che il Governo ha elargito all’Italia intera per bocca del mellifluo e piacionico Conte, è arrivato il senso di attesa per qualcosa che deve accadere, un peggioramento, un pan-demonio. Continua a Leggere

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Speciale Obituary 1985-1999 – Quando la putrefazione era una roba da ragazzi!

obituary

Nota: Salve primati, prima di immergervi in questo articolone sugli Obituary (Obies, per gli amici) vi chiedo un momento di attenzione. Troverete dei link ma non pensate siano i soliti rimandi a Wikipedia o a vecchi articoli sdangheri. Si tratta di pezzi nuovi nuovi che ho scritto appositamente per questo specialone. Prendeteli come dei box di approfondimento, che siete liberi di leggere o magari risparmiarvi e tirare dritto con il pezzo principale. Fate come vi pare, ma non sottovalutate i link, tutti (tranne il primo e il secondo) conducono a stanze interne che completano il lavoro sugli Obituary e se li leggete sono contento.

Francesco Padrecavallo Ceccamea

Gli Obituary un tempo erano una band dall’alone misterioso e decadente. Purtroppo dal 2004 hanno iniziato a mostrarsi sul palco con le loro pance prominenti e l’aria rilassata, quell’attitudine cazzona USA da bbq e birra, spinelli e old records, che onestamente converte in modo assai sconveniente tutto quel loro mistero primordiale emerso dai gloriosi anni in cui la Florida esportava puzza e grasso cadaverino un tanto al chilo e l’urlo di John Tardy si ergeva su un cumulo di purulente macerie. Continua a Leggere

Pascolando

Intanto un cavallo qui se la sta quasi spassando!

cavallo

Salve, sdangheri. Qui è Padrecavallo che vi scrive. Come sta andando la quarantena? A me piuttosto bene. In pratica nel mio box faccio la stessa vita che facevo prima. Sono misantropo, sedentario. Pensate che ho talmente poca voglia di uscire che anche prima di dovermi chiudere in casa facevo le passeggiate in casa, sul posto, con il telefonino in mano che mi teneva i passi. E lo faccio anche ora, ovvio. Tiro su i pesi, faccio le mie flessioni… Ma soprattutto leggo, scrivo, approfondisco, cago, mangio la mia biada, metto a posto la libreria, pulisco persino le superfici, ascolto death metal, suono la mia chitarra e guardo tutti i film che non ho mai avuto il tempo di vedere in passato. Per dire, ora mi sto sparando La montagna sacra di Jodorowsky e ho tutto Jean-Luc Godard che mi aspetta. Una vera pacchia, non c’è che dire. Continua a Leggere

Articoli Furia Cavallo del Nord Recensioni

Burzum – Thulean Mysteries è il disco giusto al momento giusto?

Thulean Mysteries

In un certo senso, Thulean Mysteries è il disco giusto al momento giusto. Mi capita di concedergli diversi ascolti proprio in questi giorni di isolazionismo globale e di continui rimbalzi di parole al limite del survivalismo che leggo dappertutto; cose che, piuttosto ironicamente, il signor Vikernes pratica con un certa perseveranza già da molti anni, ormai. E l’album suona, altrettanto ironicamente, molto simile ai suoi migliori momenti composti in carcere. Ma da uomo libero, solo con un tempismo perfetto. Continua a Leggere

Articoli La Truebrica del fantino Recensioni

Harem Scarem – Perché diavolo così pochi li ascoltano?

harem scarem

Credo che poche cose siano noiose come le recensioni dei dischi degli Harem Scarem. Beninteso, non i dischi. Le recensioni, proprio. Cercatene in italiano e in inglese, sul web o sui cartacei, da vent’anni a questa parte. Accanto a un più o meno estensivo track-by-track troverete sempre i seguenti quattro o cinque concetti: 1) i refrain vincenti e gli hook sparsi per ogni dove; 2) la voce pulita di Harry Hess e le curatissime armonie vocali; 3) gli scattanti riff e i brucianti assoli di Pete Lesperance; 4) Mood Swings-miglior disco hard melodico-degli anni ’90-e anche oltre; 5) l’indignazione per la loro mancata ascesa a superstar; 6) nei più storicamente avvertiti, la lamentazione per cui “ah, se solo fossero arrivati qualche anno prima! Negli ’80 avrebbero fatto i multiplatinum ecc. ecc…” Continua a Leggere

heavymmerda!

L’angolo dell’heavy merda, il peggio del metallo in esclusiva, solo per voi, su Sdangher!

heavy merda

A forza di ascoltare pessimi dischi per trovare il peggio del peggio da presentare alle vostre feroci critiche, temo fortemente di averci preso gusto. Sì perché trovare un disco brutto non è così facile, su questo io e Padrecavallo siamo perfettamente concordi. Purtroppo ciò che spicca grattando sotto la superficie  è tanta mediocrità e poco altro. Continua a Leggere

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