Interviste Sdanghere

INCONTRI RAVVICINATI – INTERVISTA A IVAN MARTORELLI ALIAS “ROCCO ‘N’ ROLLO – Il Rocker di Cocullo”

a cura di Ruggiero Musciagna 

Chi è Rocco ‘n Rollo?! È il rocker di Cocullo. La chitarra granitica del Gran Sasso. L’ululato del Parco Nazionale D’Abruzzo. …
Lui che “ha dato l’antiruggine ai Metallica”, “si è incarrato (“ha limonato”) con i Kiss”, “ha dato i croccantini ai Pantera”, lui che se n’è sdraiati di amplificatori…Lui, che non canta in italiano, perchè “cantare in italiano è da sfigati”…
Tra una “rustellata” (“scorpacciata di arrosticini”) e una strimpellata di chitarra, Rocco’n Rollo ha trovato il tempo di rispondere alle nostre domande,rivelandosi un fiero esponente della terra d’Abruzzo, con uno sguardo sempre rivolto a Los Angeles, ma semprein nome del “ PAWAAAAAAAAA!”

 

Scine però, acclamete se no che cazzo ce venite a fare?!

(NDR: A causa di un errore nella registrazione, la prima domanda e parte della seconda sono andate perse, quindi ho dovuto andare a memoria)


Ruggiero: Ciao Rocco, benvenuto su Sdanger, che ne dici d’iniziare presentandoti ai nostri lettori?
Ivan Martorelli: Saluti agli amici di Sdanger, mi chiamo Ivan Martorelli, in arte Rocco ‘n’ Rollo, un artista, chitarrista, cantautore e cabarettista.
 
R: Sono sincero, ti ho scoperto solo recentemente grazie a Francesco che mi ha passato alcuni video delle tue performance su MTV attraverso Youtube e quindi volevo iniziare chiedendoti dove e quando è nato Rocco ‘N’ Rollo?
I.M.: Una data precisa non esiste o almeno non me la ricordo, comunque è nato così, da una pensata. Faccio teatro dal ’94, mi sono specializzato sul comico, poi ho deciso di fare cabaret. Comunque penso che il palco sia uno dei posti  dove non puoi fingere d’essere altro; ed è per quello che alla fine Rocco ‘N’ Rollo è l’estremizzazione di me stesso ecco, mettiamola così.
Questo personaggio è nato perché sentivo l’esigenza di dire qualcosa di forte, perché comunque la comicità è un mezzo: facendo ridere riesci, buttandola sulla cazzata, a dire anche delle verità che magari nelle canzoni non puoi dire. Per questo è nato Rocco ‘N’ Rollo e, anche perché,diciamocelo sinceramente, il rock ‘n’ roll è sempre bistrattato. Mancava un personaggio rock, non finto rock, ma veramente rock.
 
R: Parlando della scena rock attuale tu cosa ci vedi, cosa criticheresti, cosa elogeresti di oggi?
I.M.: Critico sempre i soliti sistemi che non permettono alle giovani band e aigiovani musicisti di poter emergere. La cosa che più mi fa incazzare è che in Italia ci impongono con proposte musicali che,  secondo me, sono terribili! E poi è sempre la stessa gente che gestisce quel tipo di mercato e che ti chiude un altro tipo di mercato
Noi italiani abbiamo insegnato la melodia al mondo intero. I nomi delle note, do re mi fa sol la si, li abbiamo dati noi dal latino. Fu il famoso Guido D’Arezzo che diede nome alle note, tanto per fare un accenno storico. Se apriamo uno spartito internazionale, troviamo ancora i termini scritti in italiano, andante, allegro, moderato, e guarda come siamo ridotti: il terzo mondo a livello musicale, questo mi dispiace.

Certo sappiamo che ci sono personaggi che continuano a pensare che la musica sia un business e così facendo non fanno altro che rovinare un arte magnifica, la musica in generale, non parlo solo di Rock. La musica, la vera musica,è bella e sopratutto la musica vera è un altra cosa.(NDD: Ivan Martorelli, prima di diventare  uno dei comici di spicco di Colorado e Comedy Central, è stato supplente alle scuole elementari nell’hinterland milanese ed è diplomato al Conservatorio Teatrale di Roma. Insomma, lui le cose le sa!)


Guido D’Arezzo. Quando l’Italia della cultura ruleggiava!

 

R: Frase bellissima, condivido al 100% il tuo parere riguardo la musica, però…
I.M.: Però c’è anche da dire una cosa, cioè che rispetto al passato adesso comunque c’è internet che da a chiunque la possibilità di farsi vedere.  Quindi, bene o male, un punto di partenza sullo stesso piano per tutti (tra virgolette) c’è; poi è naturale c’è chi è più spinto e chi è meno spinto. 15-20 anni fa non c’era tutto questo, c’erano altri canali ed era difficile farsi ascoltare. Anche perché tu lo sai benissimo, se senti il rock, comefunziona in Italia: “Che lavoro fai?” “Eeee…il musicista.” “Sì, ma per lavorare che fai?” “Eh, il musicista.” Sì, ma come lavoro che fai?” “Guarda,il musicista.” “E ma il lavoro…” “Guarda spaccio caramelle a degli sconosciuti fuori alle scuole.”
Qua in Italia è come diceva George Thorogood (quello di Bad to the Bone, per intenderci) “Get a Haircut, Get a Real Job”, che in Italia si traduce [NDR: parola in dialetto che non so trascrivere, perdonatemi ma non so parlare neanche il mio di dialetto, il che è tutto dire], tagliati quei capelli e trovati un lavoro serio, giusto?
 
R.: Giusto. Hai parlato d’internet, di diffusione della musica,  essendo anche tu, credo, musicista, come lo vedi il filesharing e la distribuzione dei file online?
Molti musicisti dicono che internet, distribuendone gratuitamente, stia ammazzando la musica, tu invece cosa ne pensi?
I.M.: Beh, gratuitamenteil fatto che uno si possa scaricare direttamente da internet i brani di una band secondo me è una gran cosa: così facendo scavalchi tanti ostacoli, tante burocrazie, tanti “tizzi da pagare” e a varie associazioni legate alla musica.
 
R.: Vero, infatti preferisco pagare 10 euro un album su Itunes che 20 euro al negozio di cd, se posso risparmiare.
I.M.: Quando sappiamo che all’artista, al compositore, al realizzatore di quell’opera gli va una minima percentuale sulla vendita del prodotto stesso e la maggior parte delle entrate va ad altra gente
 
R.: Purtroppo non siamo tutti come i Metallica che, nonostante tutto, riescono a campare di sola musica.
I.M.: Però se non sbaglio i Metallica furono i primi a sollevare la polemica diinternet.
 
R.: E non solo loro, ma anche altri grandi artisti come gli Anthrax.
I.M.: All’ora era Napster, giusto? Furono i primi. Certo è cambiato l’approccio d’una volta perché adesso è crollatala vendita dei dischi, più che altro; che comunque uno se “vuole bene alla band” la supporta, si scarica i pezzi acquistandoli attraverso i canali canonici. 
Una volta i musicisti guadagnavano sul numero di dischi venduti, adesso questi pezzi che gli passano su internet gli fanno un gioco di pubblicità, si fanno un ritorno d’immagine, gli permettono d’avere date live, che comunque è con quelle che si campa, perché la mancia dei live è una cosa insostituibile.



R.: Infatti, se mi concedi un paragone, gli Obituary devono ringraziare internet per essere ritornati di nuovo alla ribalta, perché è stato grazie alla distribuzione online che i ragazzini li hanno conosciuti.
I.M.: Uno dei miei gruppi preferiti di sempre rimasto impresso sopratutto nell’infanzia e ritengo “Cause of Death” un capolavoro assoluto! Tra l’altro mi feci un regalo per i miei 22 anni nel lontano ’97, 22 Maggio ’97, andandomeli a vedere a Portenone e ho anche avuto la fortuna di conoscerli personalmente e di bere con il bassista Frank Watkins.
 
R.: Tipi simpatici?
I.M.: Simpaticissimi, poi per me era il periodo ‘metallo pesante’, dove quello che non è metal è merda, penso che ci siamo passati tutti in questa fase,no?! Per me era il top all’epoca. Beh adesso sono contento che siano tornati, certo è un peccato vedere che gruppi del genere abbiano avuto anche dei picchi verso il basso, un vero peccato. Più che altro quando ritornano, ritornano alla grande comunque perché è gente che ha fatto la storia. 
Certo è brutto e triste vedere che non ci sono le nuove leve all’altezza. Infatti anche Slash, per fare una citazione importante, disse “Ma è possibile che la fuori non ci sia un cazzo di ragazzino che sappia come si fa’?. Eh, lo stiamo aspettando qualcuno che salvi il rock ‘n’ roll, la buona e la vera musica! Io, nel mio, nel cabaret cerco di farlo: cerco di far ricordare che il rock è la Storia della musica del ‘900, non è che possiamo trascurarlo, far finta che non esista. La cosa assurda è che tante radio tendano ancora a censurarlo: questo nel 2012 mi sembra paradossale.
 
R.: Parlando di Radio, tu l’ascolti ancora
I.M.: Va beh, io ascolto radio ‘di settore’, a parte che collaboro molto spesso con Ringo DJ, comunque ascolto Virgin Radio, mi piace Rock TV, sono sei mesi che collaboro con Rock ‘n’ Roll Radio, una radio indipendente di Milano che trasmette direttamente dall’omonimo locale. Se volete sentirla il link è http://www.rocknrollradio.it/.

Uno dei miei gruppi preferiti di sempre rimasto impresso sopratutto nell’infanzia e ritengo “Cause of Death” un capolavoro assoluto!”

R.: Continuiamo a parlare di musica ci dicila tua big band ideale?
I.M.: Alla batteria Bonham dei Led Zeppelin, basso e batteria vanno sempre insieme quindi John Paul Jones, però terrei in panchina Les Claypool dei Primus, poi va beh, il grandissimo che io adoro Cliff Williams il bassista degli AC/DC e ci metterei anche Glenn Hughes. Come bassisti diciamo conchiudiamo (???) un po’ di gente, come nella nazionale. Come coppia di chitarristi quali dolenti note, come si fa’ a mettere uno ed escludere l’altro, io adoro Jimmy Page, Angus Young, Slash, Dimebag Darrell, il compianto chitarrista dei Pantera, adoro Zakk Wylde, mi piace anche Keith Richards, ecco diciamo tra i chitarristi metterei questi.
 
R.: E alla voce?
I.M.: E alla voce, beh l’angelo biondo sceso dal cielo per isegnare rock ‘n’ roll al mondo intero: Robert Plant; Robert Plant e anche Bon Scott.
 
R.: Gli facciamo fare un duetto, li facciamo cantare assieme?
I.M.: Sarebbe pazzesco! Di cantanti rock pazzeschi è pieno e anche qua farò una scelta infelice, ma io preferisco Robert Plant; sarà che adoro i Led Zeppelin, alla fine li ho messi tutti, Bonham ce l’ho messo, John Paul Jones, Jimmy Page pure, la mia band ideale sono i Led Zeppelin. Penso che la vita d’un uomo senza i Led Zeppelin sia inutile; scusami se mi permetto però è quello che penso.
 
R.: No, non ti critico, i Led Zeppelin fanno parte dei miei gruppi d’infanzia, sono letteralmente cresciuto con i loro album; anzi, secondo me dovrebbero insegnarli nelle scuole.
I.M.: Esatto, bravo dovrebbero usare i Led Zeppelin come materia d’insegnamento. Tu quanti anni c’hai Ruggiero?
R: 24, sono piuttosto giovane.
I.M.: Sei giovane, però si vede che hai una bella cultura musicale; sei cresciuto a pauaaaaaaa e marmellata pure tu?
R.: Sono cresciuto con una madre che aveva i vinili dei Doors e dei Rolling Stones.
I.M.: Che bello, dalle un bacio da parte mia e scambia con lei un bel segno di pauaaa, e dille che è il paua di Rock ‘N’ Rollo.

Viva il Paua!

 

R.: Glielo dirò appena la rivedrò! Tornando a noi la domanda scema che devo fare a tutti: la tua esperienza sessuale più assurda?
I.M.: Ce ne sono troppe. Una fu in Tunisia in un villaggio turistico (in precedenza ho fatto anche l’animatore di villaggi turistici). Una sera mi sono ritrovato a commettere atti impuri con una ragazza su di un tavolino da ping pong in un angoletto del villaggio. Naturalmente, a notte inoltrata, quando tutti erano a dormire. C‘è stato questo accoppiamento selvaggio sul tavolo del ping pong e al momento culmine mi sono visto puntare una luce in faccia dal custode tunisino della struttura, tante che m’incazzai pure… che comunque… venivo e m’incazzavo; naturalmente lei, poverina, era imbarazzatissima. Ho cercato di coprire tutte le sue grazie (anche perché in tutto questo ho visto anche lo sguardo libidinoso del custode che mi fece incazzare alquanto!). 
Un altra esperienza fu cotanti e tanti anni fa’ all’estero, inIrlanda, Dublino città meravigliosa: con un amico mio conoscemmo due ragazze su un pullman e ci mettemmo a parlare e dopo cinque minuti eravamo lì che già ci baciavamo con queste due belle gnocche. Dopo 20 minuti ci portarono in un angoletto dove c’erano delle macchine parcheggiatee… i cofani delle macchine molto spesso sono i migliori complici in situazioni piacevoli.
 
R.: Ti do il permesso d’insultare qualcuno, chiunque tu vuoi, nessun problema, artista o sconosciuto.
I.M.: Artista? Artisti pseudo tali ce ne sono tanti che non mi piacciono, però ognuno ha la sua proposta musicale… però, se c’è qualcuno che vorrei insultare e che mi sta veramente sui coglioni èMaria De Filippi e tutta la sua gente; cioè proprio avete rotto i coglioni, levatevi dalle palle. Non è giusto che per fare qualsiasi cosa in Italia, diciamo sopratutto a livello artistico-musicale si debba succhiare il cazzo prima a Maria de Filippi. Non è possibile che certa gente abbia in mano i sogni della gente, i sogni dei ragazzi che magari inseguono da una vita e devono aver a che fare con certa gente!Che poi, sappiamo tutti come funzionano certe cose. Pur lavorando in televisione, secondo me, la salvezza per tutti noi,   per poter combattere la crisi, per ritrovare un sorriso e per fare un nodo della vita, è a un certo punto, spegnere i televisori e accendere i cervelli, cominciare a usare il nostro cervello e non solamente pensare che le nostre sorti dipendano da qualcuno più in alto di noi. Abbiamo le possibilità e poi, siamo pure italiani: nei momenti di difficoltà riusciamo a tirare fuori la nostra creatività, facciamo camminare la coccia e risolleviamo le cose ormai a terra. Il mio motto personale è cazzo dritto e rock ‘n’ roll, oppure dito medio alzato e rock ‘n’ roll.

Cazzo dritto e Rockenroll!

 

R.: Meglio il dito medio.
I.M.: Meglio il dito medio? Il problema grande però è che nelle mani purtroppo abbiamo solo due dita medie. Vorrei avere solo dita medie.
 
R.: E che te ne fai dopo di una mano con cinque dita medie?
I.M.: Che quando stai a salutare qualcuno che ti sta sul cazzo già sa che lo stai mandando a fanculo cinque volte.
 
R.: Ma di questa criticatissima Italia, c’è qualcosa che si può ancora salvare?
I.M.: In questo periodo si tende a guardare in negativo quello che c’è, anche perché per una serie di cose siamo diventati lo zimbello del mondo. Alla fine siamo l’Italia, siamo piccoli piccoli nel mondo, ma dovunque vaicazzo io camminavo per le strade di New York e la gente, le tizie mi facevano ‘Amazing Italia, I Love Italian People, I Love Italian Food’, facevi una domanda e facevano ‘sorry, can you repeat. I love your accent.’. Dicevo, se sei italiano, dovunque vai ti guardano con un timore reverenziale. 
In realtà la gente ha invidia verso di noi e, naturalmente, appena può attaccarci, ci attacca. Io non sono anti-italiano anzi, io sono  orgoglioso d’essere italiano: il problema molto spesso sono gli italiani stessi, pure se quando andiamo in giro all’estero abbiamo una marcia in più, un alone diverso. 
Che cosa si salva dell’Italia? Il calore umano perché non scordiamoci che nei momenti di difficoltà anche l’italiano stronzo, furbetto, truffaldino, ruba galline (perché poi alla fine siamo tutti ruba galline, cioè non siamo neanche più capaci di rubare che si viene subito scoperti e derisi dal mondo), comunque, nei momenti difficili, c’è una bella solidarietà tra la gente.
 Il calore, la creatività e la propensione all’arte italiana penso non moriranno mai; forse sarà perché qui da noi non funziona un cazzo e devi attivare per forza il cervello:l’Italia è il paese dove niente funziona e tutto s’aggiusta, tanto alla fine qua magnam e bevem e ce ne sbattem le pell di tutti quanti, giusto Ruggie’? È come una tarantella, tutti che ballano e s’inculano a vicenda sulle piccole cose, quando c’è un grosso sistema che, come vediamo palesemente, ce lo sta mettendo nel didietro a tutti quanti e sappiamo nomi e cognomi, vediamo le facce. Non per fare discorsi di qualunquismo, però c’è gente che veramente ci sta mettendo al guinzaglio e l’italiano non fa niente per cambiare queste cose. Invece in Francia, a cui secondo me sinceramente non abbiamo nulla da invidiare, se non l’unione che hanno quando c’è qualcosa che non va, quando non va bene tutta la Francia si ferma. Qua invece ognuno si fa i cazzi suoi e resta fregato, perché se una categoria di lavoratori vuole mettersi in sciopero ci sono gli altri pronti a subentrare. Questa è la giungla e quello che mi dispiace è che gli italiani da un bel po’ di tempo  hanno smesso d’usare il cervello, ci stiamo facendo rincoglionire, ci stiamo facendo riempire gli occhi di fumo con stronzate. L’italiano magari non arriva a fine mese, però fa’ i sacrifici per farsi l’abbonamento allo stadio e grazie a questi sacrifici i calciatori diventano miliardari. Italiani tiriamo la cinghia se no Totti come fa a prendere 10 miliardi l’anno, cioè capisci il paradosso.
 
R.: L’hai preso tutto il paradosso…
I.M.: Ci danno il calcio, ci danno tantissime altre stronzate che per carità è uno sport bellissimo, però ci sono ancora altri problemi; è triste vedere che ci sia gente che fa la fila e si prende a cazzotti per  l’ultimo modello di I-phone e poi trovi quello che scrive su Facebook con l’Iphone 5, nuovo appena comprato che costa oltre i 900€, eh, non si arriva a fine mese!”. Capisci il paradosso?

 

R.: No, lo capisco benissimo e sono felice d’avere il mio Nokia 3310. Sarà vecchio, ma posso ancora telefonare.
I.M.: Comunque la tecnologia fa bene, ma non scordiamoci che siamo delle persone: non rincoglionamoci troppo con la tecnologia. E’ comodissimo internet sul telefono, le mappe, però non diventiamo troppo schiavi di queste cose, perché unendo il mondo virtualmente la gente è divenuta sempre più sola, un vero peccato. La gente adesso non parla più, chatta. Vedi persone che oltre i discorsi del più e del meno non vanno oltre, poi si sentiranno su Facebook, però di persona non sanno più parlare, è un peccato.



R.: Chiudiamo qua l’intervista, ma prima di salutarci vuoi dire qualcosa ai nostri lettori?
I.M.: Vorrei dirgli di credere sempre in se stessi, di non smettere mai di credere nei propri sogni, perché come diceva Confucio Chi smette di credere nei propri sogni è destinato a morire“, e di non permettere a nessuno di mettere le mani nei propri sogni. Combattete per ciò che vi spetta; per ciò che è vostro, però cerchiamo  una causa, un motivo in più per sorridere rispetto a tutto ciò che di negativo c’è. 
Secondo me un approccio più positivo alla vita aiuta ad affrontarla meglio e alleggerisce nettamente l’atmosfera che c’è in giro, che è veramente pesante. Forza, non molliamo, dito medio alzato e rock ‘n’ roll e quando c’è qualsiasi problema, non incazzatevi con uno che non centra niente, ma fate come me: prendete la vostra cazzo di chitarra, inserite quel cazzo di jack, alzate quel cazzo di volume e schitarrate a più non posso. È terapia; è catarsi; è magia; fa stare fottutamente bene. Per me in qualche maniera m’ha salvato la vita. Ok?
 
R.: Bellissimo, grazie Rocco, grazie di tutto.
I.M.: A tutti i lettori d’italia rock ‘n’ roll ragazzi e sopratutto supportiamo la vera musica.Ad una rock star che si rispetti, non poteva mancare un…disco: con Gallirecords, etichetta discografica abruzzese, Rock ‘n Rollo ha realizzato il suo primo “triplo singolo” contenente anche “You are my life”, versione assolutamente inedita in lingua “losangelina” (perchè cantare in italiano è da “sfigati”) della celebrata versione italiana “Tu sei la mia vita” che forse ricorderete aver ascoltato in chiesa, nel corso della liturgia eucaristica (che noi lo sappiamo che andate a messa tutte le domeniche!)
Inoltre Rocco è appena rientrato dagli Stati Uniti dove ha collaborato con la leggenda del Punk-rock mondiale Marky Ramone.

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