La Truebrica del fantino Recensioni

LA VERITA’ DIETRO THE EXORCIST – “NIGHTMARE THEATRE”

Anno domini 1986. Mentre il mondo dell’Hard & Heavy viene ammaliato dal suono delle tastiere, fino a quel momento bandite dai gruppi metal perché facevano pensare a un ammorbidimento del proprio sound, l’immenso carrozzone del rock’n’roll ormai giunto al suo zenith qualitativo in tutti i campi (dal thrash al glam al black al classic) sputa dalle sue viscere l’ennesimo gruppo coniato chissà in quale fabbrica metallurgica, badate bene… gli “Exorcist” !!!!! 
I sinistri pupazzi “satanici” effigiati sulla cover non presagiscono nulla di buono. Quale genere ci si potrà mai aspettare dopo l’attenta visione di un artwork a metà strada tra l’inquietante e il ridicolo? Presto detto, di seguito a un tenebroso e breve intro alla King Diamond il gruppo parte a razzo con una pesante cavalcata metallica su cui si erge la voce (Cronos docet) del frontman Damien Rath e vai di schitarrate che nell’arco dell’intero album la faranno da padrone, ben incanalate su tipiche strutture tra il thrash e lo speed (vedi “Burnt Offerings”- “Death By Bewitchment” e “Call For The Exorcist” su tutte). Qua e là brevi tracce strumentali fanno da ponte a questa macelleria sonora, dove l’ascia del gruppo, Marc Dorian, metterà in mostra “dubbie” doti chitarristiche (vedi “Megawatt Mayhem” tutta giocata su note acutissime iper-distorte della serie “facciamo un gran casino che se stecco non sfiguro”).
Qualche mid-tempo servirà a bilanciare l’andamento di un album tutto giocato sull’estremo andare mentre “Riding To Hell” non avrebbe certo sfigurato tra le cose migliori dell’archivio dei Venom. L’album si conclude con “Lucifer’s Lament” un gozzoviglio di pesantissimo thrash dalle tinte oscure che lascia il posto all’outro malefico con tanto di voce filtrata. E tutto questo per cosa?
 
 
Per scoprire diversi anni dopo che dietro al monicker Exorcist non vi erano altro che i Virgin Steele camuffati da neri imperatori del male e che un po’ per gioco ed un po’ per sfizio si nascosero sotto pseudonimi per abbandonare momentaneamente le loro (all’epoca) nobili ed epiche vesti pubblicando questo “Nightmare theatre” (che poi di scherzo si tratta) e potendo ampiamente competere con i vari thrash-black metal acts dell’epoca. 
Nella seconda parte degli anni 90 venni a stretto contatto con DeFeis e soci lavorando per loro e il mio ricordo torna a Tubingen per lo spettacolare festival del “Bang your head”. Dopo lo show di solito si aprivano le danze post-concert con fiumi di birra e vino a cui tutti ci lasciavamo andare. In quell’occasione, Dave (un vero gentleman sempre e comunque) alzò il gomito parecchio e tra un discorso (discorso??ahahaha) e l’altro si (cercò) di parlare pure degli Exorcist che dopo un monologo concitato di 15-20 minuti da parte del sopracitato DeFeis e nonostante i fumi dell’alcool, ci fece capire una beneamata ceppa archiviando il caso con lunghe risate ma pur sottoscrivendo che lui in quell’album c’entrava solo in qualità di produttore (seeeeeee vah!!!)… 
Pure dopo anni il mistero doveva ancora rimanere tale, perché in fondo in fondo, essendo un album-scherzo e non certo suonato con la perizia che contraddistingueva la band madre, a Dave non andava bene per la credibilità dei Virgin Steele far sapere il vero stato delle cose. Fatto è che alla fine della fiera i nodi sono venuti al pettine e i cari Exorcist altro non sono che la formazione dei Virgin Steele dei tempi del grandioso “Noble savage”. Se vi capita dategli un ascolto, certo non godrete come cammelli ma la domanda sorgerà spontanea: ma questi sarebbero i ……?????”
 
(Morian TrueRocker)

Ti potrebbe interessare anche