Editoriali Pascolando

Trolling To Infinity: Blacksters In Love!

Niklas Kvarforth è il leader degli Shining e uno dei provocatori più altisonanti del black metal di oggi. Con la sua band predica il suicidio come soluzione ideale. Il tizio si è vantato in più di un’occasione di aver spinto ad ammazzarsi un sacco di fan, grazie alle canzoni degli Shining. Tutto molto affascinante. Pare che Nik sul palco abbia atteggiamenti simili al compianto GG Allin. Lotta con il pubblico, sputa, beve urina, si fa male in vari modi e nel tempo libero canta le sue canzoni. Girano sul web anche dei video dove si sbaciucchia assieme ad altri membri della band, oppure a Maniac (ex Mayhem) o al leader dei Taake.

Devo dire che nello slinguazzamento è davvero molto credibile. Di più delle botte, dell’autolesionismo o della coprofagia. Insomma, fa parte della carnevalata provocatoria anche l’amplesso orale tra blacksters oppure è qualcosa di più vicino a un coming out reiterato in faccia ai propri fans? Di sicuro un artista (e per me Niklas e i suoi Shining lo sono) amante della provocazione nella propria essenza, potrebbe essere così determinato a disgustare il pubblico al punto di sbattergli in faccia quello che proprio non sopporta.

Insomma, un blackster imbraccia la sua chitarra, scrive canzoni in cui dice cose che fanno incazzare il 90 per cento della popolazione mondiale. Risultato? Ai suoi concerti ci va il dieci per cento che capisce, approva e sostiene quelle idee. Come minimo a quel punto il provocatore dovrebbe continuare a esserlo anche con loro. Per dire, se io scrivo testi omofobi, nel momento esatto in cui raduno trenta omofobi convinti mi vesto da checca e gli sbatto in faccia il mio bel foulard leopardato. Quando arriveranno i gay a sostenermi io mi vestirò da skinhead e li picchierò tutti. Quando mi verranno ad applaudire gli skinhead io li accoglierò vestito da rabbino e così via. Mi chiedo se non sia solo questo il senso del lungo bacio con risucchio che Niklas e un comprimario (che magari è una personalità eminente del black metal o un fan) infliggono ai suoi sostenitori durante i concerti: la provocazione per la provocazione!

Oppure è solo una scusa per prendersi una pausa dal ruolo nichilistico che Niklas ha deciso di impersonare per far uscire una tantum il disperato grido d’amore e tolleranza che cova in lui e che sente il bisogno di infilare dritto nelle orecchie di Malebolgia, che poi sarebbe il pit dei suoi sostenitori. Non saprei cosa pensare. La parte più sdanghera di me tenderebbe a privilegiare questa seconda ipotesi. Il mondo metallaro più intransigente infuria e si sdegna minacciando di buttar via i dischi e bruciare le magliette delle band coinvolte e lo faranno, c’è da credergli, che Niklas sia una checca vera o solo ideologica, cambia poco perché in fondo i veri inchiappettati ci si sentono loro. (Francesco Ceccamena)

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