Editoriali Mondo Cane

L’immortalità di Leonard Lies, lo zombie più famoso della storia del cinema!

Il povero Andy Warhol dall’inferno dei sodomiti maledirà la razza umana ogni volta che qualcuno scomoda la sua memoria per citare la celebre battuta sui quindici minuti di notorietà, ma nel caso di Leonard A. Lies ci è voluto molto meno per giungere alla fama, e anziché essere dimenticato subito dopo il signor Lies ha visto nascere e prosperare un culto nel mondo. E quest’uomo, a distanza di oltre trent’anni da quel piccolo susseguirsi di fotogrammi, continua a richiamare discepoli, appassionati che vogliono farsi fare quello che lui si fece fare da Tom Savini versione biker tamarrone diventando leggenda.

Ricordo che al festival dell’horror di Orvieto, tra gli ospiti più illustri c’era l’attore Ari Lehman che interpretò Jason in Venerdì 13 numero 1. Esatto, nel primo l’assassina era la madre, lo so, ma nel finale c’è quella sequenza stile doppia chiosa alla Carrie lo sguardo di Satana, di De Palma. La protagonista sembra salva e si rilassa in mezzo al lago su una barca quando pum!, emerge un ragazzino tumefatto, deturpato e con il petto sbocconcellato dai pesci: lo zombie Jason che poi nel due farà una robusta cura ormonale, diventando l’icona che tutti conosciamo. Quindi c’era questo tipo che aveva fatto una particina di pochi secondi e veniva invitato ai festival e a me sembrava eccessivo. Non era stato l’inizio di una carriera nel mondo del cinema, dopo quello non fece praticamente altro fino a certa robaccia nella seconda metà degli anni duemila. Però dalla fine dei 70 si è reinventato come compositore e infatti quando lo invitano alle convention ne approfitta per ammorbare i testicoli dei presenti con le sue robe elettroniche.

Ora, Leo Lies sembra uno molto più simpatico e alla buona, consapevole di essere uno degli zombie più celebri della storia del cinema se non LO ZOMBIE, per eccellenza. Oltre alle pose con il machete sulla testa dei suoi fans (e sfido chiunque di voi appassionati della trilogia romeriana a non ammettere il desiderio di mettervi sotto la lama del signor Lies per uno scatto da mostrare agli amici di fb) quest’uomo si potrebbe vantare con gli amici di cose incredibili: appare sugli stinchi o l’avambraccio di alcuni matti, a vita…

compare in sveglie e orologi da polso…

la copertina di un disco dei Cancer…

ha pure l’action figure…

e poi ci sono le t-shirt, le locandine personalizzate del film Dawn Of The Dead e non mi stupirei se qualcuno proponesse la statua al museo delle cere di Londra. Ditemi quello che volete ma sembra che il tipo sappia come godersela, ‘sta cosa. Eccolo lì che gongola e si crogiola in tutto questo appassionato amarcord zombesco attorno a lui. Pensate a quanta gente ha dovuto spaccarsi il culo per avere un pizzico di considerazione nel mondo della sub-pop culture e per tanto tempo, mentre lui eccolo lì, indimenticabile. C’era solo un altro zombi capace di rubargli la scena, S. William Hinzman, avete presente, il primo mangiacarneviva che compare al cimitero, nella scena iniziale de La Notte dei morti viventi. Ormai però lui è morto, nel 2012, quindi non c’è davvero più partita per il caro Leo. Lunga vita a lui, quindi e sotto con quel machete.

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