Editoriali Pascolando

Sex & Metal – Il metallo può essere la colonna sonora ideale per una scopata?

Che ci crediate o no, una volta a quattordici anni tentai di far colpo su una ragazza con un cd degli Obituary. Non nel senso che cercai di colpirla fisicamente… nella mia testa bacata di giovinetto extravergine d’oliva ero convinto che facendo esplodere nello stereo della mia cameretta il cd più heavy della mia collezione lei si sarebbe impressionata giudicandomi per lo meno disturbato e quindi interessante. Era mia ferma convinzione che le ragazze si appassionassero ai matti, gli psicopatici e i violenti. Non domandatemi perché. Il cd era The End Complete, per la cronaca e ovviamente non ottenni l’effetto sperato. Nella mia vita non succede mai, del resto.

Provai ancora con…

Metallica, Black Album;

Queensryche, Empire;

Lillian Axe, Psychoschizophrenia;

Nevermore, Dead Heart In A Dead World;

Def Leppard, un greatest hits;

Warrant, Cherry Pie.

Di sicuro i risultati migliori li ottenni con l’hair metal, è quasi scontato dirlo.

In tutti gli anni da verginello metalloide solitario e piuttosto inquietante, una delle cose che mi domandavo sempre era come sarebbe stato scopare. Ma non solo questo. La domanda cominciava con la matrice “come sarebbe scopare” e poi però c’era un’infinita serie di variabili a completarla: come sarebbe stato scopare all’aperto, come sarebbe stato scopare con una pecora, come sarebbe stato scopare con mia madre, come sarebbe stato scopare con il mio dubbelganger e così via.

Essendo un grande appassionato di musica estrema spesso mi chiedevo come sarebbe stato scopare con lo stereo a palla e quale disco (ovviamente metal) avrei scelto per l’occasione. Ero curioso di tentare con i Cannibal Corpse, più che altro per poter urlare le più irriferibili bestemmie durante l’amplesso e sperare che la mia partner non mi capisse, oppure farlo con i Motley Crue o gli Ac/Dc… ma avrei finito per scopare in quattro quarti. Troppo piatto, forse.

Quando iniziai a fare all’amore fuori dalla mia mente, sul serio, nella vita vera e nella mia auto e con un altro essere vivente, mi sorpresi a spegnere lo stereo più di una volta e riaccenderlo dopo aver finito. Poi io e la mia futura moglie andammo a vivere in un appartamento dalle pareti sottili e per la privacy ricorremmo alla musica. I Death di Symbolic  andavano benone, ma anche un disco dei Marlene Kuntz di cui non ricordo il titolo. Ma soprattutto Symbolic.

Siccome avevo iniziato da poco a fare sesso, mi documentavo moltissimo con i manuali e scopare con me voleva dire tipo farlo con un fissato col fai da te che costruisce qualcosa. Ero metodico, pignolo e molto distaccato. Non è un caso che mia moglie si sia definita cassapanca in quei primi mesi della nostra relazione. Forse era una metafora sentimentale sul vuoto interiore e il bisogno di riempirlo o magari si riferiva alla sua insoddisfazione riguardo al peso, non lo so. Però ci sta anche per come mi comportavo con lei a letto. Symbolic era un po’ un cronometro per noi e lei non ne aveva neanche il sospetto. Leggevo sui libri che una donna è molto più lenta di un uomo a scaldarsi a letto. Usando una metafora pirica, l’uomo può essere rapido come un cerino sfregato sul pancione lardoso di nerd, una donna è più l’accendere un fuoco nel camino, con la ricerca della legna, magari neanche usando la diavolina o l’accendino ma il pezzetto di legno sulla foglia… e quindi ci davo di massaggi, baci su tutto il corpo, carezze prolungate in alcuni punti tantrici e stronzate così. Per regolarmi sulla durata usavo la scaletta del disco (sul serio). La title track era per i baci (6.30). Zero Tolerance (4 minuti e rotti) per le carezze sulla schiena e il seno. Empty Word (6:22) per il cunnilingus e il resto del disco per la penetrazione… lo so, non ci credete ma al tempo soffrivo di eiaculazione ritardata, quindi era proprio così. Un giorno mia moglie mi fece notare che avrebbe potuto fare qualcosa anche lei per me e da quel dì le cose cambiarono, ma non sono affari vostri, quelle cose esulano dal nostro discorso.

A essere sincero però fare sesso con il metal in sottofondo o sparato a volume insostenibile si è rivelato una delusione. Non è come fumare una sigaretta dopo un cioccolatino, per dire.

Vladimir Luxuria dichiarò in un’intervista che secondo lei la musica ideale per fare sesso è il pop caraibico o qualcosa di simile, mentre il rock e soprattutto l’heavy metal sono così frenetici e assurdi da rappresentare l’equivalente di un’eiaculazione precoce. Adesso non ricordo le parole esatte ma il succo era questo. Io invece trovo la musica pesante ideale per gli spogliarelli e le gangbang conniventi, ma in ogni caso preferisco un luogo dove sia possibile dar fiato a un altro tipo di concerto: le urla, i lamenti, le imprecazioni, le frasi d’amore pronunciate con un tono da Jack lo squartapapere, le molle del letto, i colpi sordi dei corpi che collidono ritmicamente, le fanny fart, i risucchi, i gorgoglii chtulhuiani. Questa è la musica del sesso e direi che il genere che più le si avvicina sia proprio il metal, magari di tipo black ambient depressive ultrasperimentale ma non c’è niente di caraibico in una copula. E per voi il metal è mai stato la colonna sonora ideale di una scopata? L’ha mai migliorata?

(Francesco Celladuracell)

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