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Dark Love – Ventidue racconti inediti di desiderio e ossessione

Dark Love – Ventidue racconti inediti di desiderio e ossessione (Sperling & Kupfer, 1997)

Raccoltona della Sperling & Kupfer uscita in Italia due anni dopo la pubblicazione originaria americana (1995). Costo 30’900 lire; Traduzione altalenante di Tullio Dobner, Antonio Bandiera, Annabella Caminiti, Francesco Di Foggia e Sofia Mohamed. Cura dei soliti veterani di antologie modeste Edward E. Kramer e Martin H. Greenberg, che qui non si smentiscono, nonostante l’aggiunta di Nancy Collins a tener loro il moccolo dell’esperienza (sì, lei è l’autrice di Sunglass After Dark). Dedicato a Jim Thompson e Robert Bloch, (scritto Block) e parafrasando una delle prime raccolte di racconti di quest’ultimo si aggiunge sotto ai nomi che: questi due sono coloro che hanno aperto la via. 

La copertina è la stessa sia nell’edizione italiana che in quella originale. Non è il massimo ma ci può stare: si vede una fanciulla esangue, con una serpe a farle da contorno in un disegno stile burlesque degno di finire inciso nel derma di qualche motociclista flaccidoso. Una scritta promette racconti su ossessioni sessuali, amori malati e desiderio virulento. Del resto Stephen King è scritto così grande che non ci sarebbe stato bisogno di chissà quale immagine turbinosa o slogan efficace per attirare l’attenzione dei lettori.

 L’introduzione è dell’onnipresente, T.E.D. Klein, e bisogna dire che è forse la cosa più bella del volume. Se i racconti fossero stati quelli di cui parla lui avremmo avuto davvero un libro interessante e di sollazzo assicurato. Pare invece che Klein abbia scritto il suo pezzo prima di adocchiare il contenuto della raccolta: la maggior parte dei racconti infatti non parla di amori sbagliati ed erotismo tenebroso in salsa pulp. Niente del genere, ma sì sa come vanno queste cose: pur di vantare il maggior numero di nomi noti del genere, chi assembla le parti finisce per prender su qualsiasi cosa. Tutto pur di sfoggiare Ramsey Campbell o Kathe Koja subito sotto al nome di Re Stephen.

Richard LaymonCostui avrebbe potuto anche offrire un racconto su un carciofo che mangia un cammello e invece si attiene al tema in modo diligente, offrendoci un racconto (Colazione al Gotham Café) tanto per cambiare un po’ lungo ma sprintoso, divertente, ad alto tasso globulare e che evidenzia in modo incontestabile quanto King capisca poco delle donne. Dopo di lui abbiamo i soliti noti: Ed Gorman, David Schow e via con la tavolinata inespugnabile dei consueti scribacchioni delle tenebre. Nessuno di loro offre qualcosa di memorabile. Si salvano il sempre sottovalutato e compianto Richard Laymon con La vergine, breve slasher a base di spettri rancorosi, stupri di gruppo e castrazioni; la Collins, con Pareti sottili, un piccolo gioiello di humor nero sulla decadente storia di due omosessuali molto chiassosi e rancorosi, e infine Peepland del grande Douglas E. Winter, storia di un’ossessione romantica per una diva del porno morta male.

Rimangono impressi anche Il ciondolo di Karl Edward Wagner, (che potete vedere qui sopra) autore sempre più cinico e sporcaccione negli ultimi anni della sua vita, e Il penitente di John Peyton Cooke. Entrambi sono di una violenza quasi insopportabile ma fin troppo compiaciuti, mentre qualche risata amara la strappano Ro Erg di Robert Winberg, Barbara di Shirley e Alla fine di Gorman, discreti pulpettoni dal gran ritmo e poca sostanza.

Il libro ormai è fuori commercio ma potete trovarne qualche copia su ebay. Il prezzo è attorno ai 10,00 euri. Alla prossima, miei cari divoratori di incubi stampati.

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