Editoriali Pascolando

Tutti insieme a Jim Jones

Il reverendo asseriva di essere riuscito a guarire gente allo stadio terminale e di aver resuscitato cadaveri e sembrava crederci davvero. Fin da bambino aveva la stoffa del predicatore. Appena poteva si metteva su una sedia e iniziava a improvvisare sermoni. Suo padre era un invalido e quella scorbutica di sua madre lavorava tutto il giorno. Jim crebbe in mezzo alla strada. Cosa lo trasformò in una delle personalità più potenti di San Francisco? Guida di un numerosissimo gregge, ciecamente fedele? La stessa magia oscura che permise a Hitler di dominare un intero paese e guidarlo nella follia di una guerra terribile.

Jim era solo un megalomane, un pazzo, un ispirato paranoico capace di conquistare la volontà di migliaia di persone. Abusava sessualmente di molti suoi discepoli e dove non riuscivano le sue doti da plagiatore arrivavano i fucili dei suoi uomini. Quando lui e la sua gente lasciarono gli Stati Uniti per la Guyana, una piccola regione dell’america meridionale, Jim disse di voler ricreare laggiù il modello sociale comunista che aveva in mente.

Le cose però non andarono come previsto. Già incalzato in patria da giornali e polizia, Jones impazzì completamente quando vide i reporter arrivare nel suo regno. Tentò di convincere il mondo che le cose erano meravigliose a Jonestown, ma a telecamere abbassate, appena potevano, gli abitanti della piccola comunità spirituale supplicavano i giornalisti di portarli via, di salvarli perché Jones era un pazzo e di certo presto o tardi avrebbero fatto tutti una brutta fine.

Tanti si interrogano ancora oggi su come un solo uomo vistosamente fuori di testa abbia potuto convincere novecentododici persone a uccidersi. Jones li preparava da tempo. “State pronti alla fuga appena gli emissari del mondo fascista verranno a cercarci qui e proveranno a fermarci”

Alcune testimonianze di molto tempo dopo sostengono che non fu come i giornali raccontarono all’inizio. La gente non si abbandonò alla follia del reverendo senza opporsi. Non accettarono pacificamente di morire. Si opposero, tentarono di salvarsi, ma gli uomini di Jones li costrinsero a ingoiare il veleno. Bambini, intere famiglie, anziani… quando il mondo arrivò a Jonestown videro una delle scene più raccapriccianti della storia umana. Corpi abbracciati, allineati, come in un immenso dormitorio. Erano tutti morti. E con loro anche il reverendo. Sua moglie al fianco. L’amante a pochi metri, uccisa da un colpo in testa. Il massacro della Guyana resta un esempio emblematico del misterioso e letale contagio della follia umana ma anche una prova di quanto i media mistifichino la realtà solo per vendere alla gente un’altra storia agghiacciante dalle facili considerazioni. I suicidi collettivi si sono verificati e continuano a verificarsi. Ogni giorno per le strade c’è un nuovo pazzo che attira reietti, ex-tossicodipendenti, disperati di vario tipo e offre loro una falsa speranza, li sfrutta, abusa di loro e un giorno li costringe a morire insieme a lui, prima vittima di un’idea folle che sia la fine del mondo, un’utopia di vita sociale, un sogno spaziale, non ha importanza. Charles Manson vagheggiava di fare un sacco di soldi con la musica e fuggire assieme al suo gregge di scoppiati nel deserto a godersi i soldi per il resto dei suoi giorni. Facile pensare che solo gli idioti e le menti estremamente deboli possano finire tra le grinfie di certa gente. Chi è sopravvissuto a uno di questi “guru” e ne ha parlato in seguito ha dimostrato di essere normale, capace di cavarsela, con un lavoro, una famiglia e una mente raziocinante. La propria vulnerabilità è quella di tutti noi. Tutti cerchiamo una guida, una via di fuga dalle nostre paure o dai nostri dolori e in qualche momento può capitare la tragedia di imbattersi in un Jim Jones.

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