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Un ragazzo e il suo cane

Questa storia mi ha riportato con la mente ai primi anni della mia esistenza, quando in televisione davano sempre quelle storie sui cani e i bambini amici inseparabili. Segugi, pastori tedeschi, levrieri e terranova, angeli custodi di ragazzini con una predisposizione naturale a cacciarsi nei casini. Belle e Sebastien, Rin Tin Tin o Lassie, chi se li scorda? E chi di voi non ha desiderato poi un cucciolo da crescere, un amico inseparabile a quattro zampe con cui instaurare un rapporto così profondo e con cui poter vivere insieme mille elettrizzanti avventure?

Ecco, leggendo “Un ragazzo e il suo cane” è da quel tipo di fantasie che sono ripartito. Solo che il contesto è un po’ diverso e il tipo di avventure è più “duretto”. Cazzo, siamo dopo la Terza guerra mondiale e il protagonista si aggira con il suo cane tra le macerie di una grande città. Sono in cerca di qualcosa e presto scopriamo di che si tratti. Fica. Sì, esatto, avete letto bene. Perché il ragazzo ha una gran voglia di scopare, è più di un mese che non violenta una bella pollastra e se il suo amico peloso non gliene trova una subito, il suo umore peggiorerà parecchio.

Il buon lettore occidentale resta scandalizzato, ma presto, dai discorsi della coppia e soprattutto dalla descrizione del fondale di miseria e disperazione in cui si muovono, capisce che non è niente di così terribile, solo un normale pomeriggio, per un adolescente che prova a cavarsela in un merdoso futuro post-atomico.

Il ragazzo comunica telepaticamente con il cane, ma non è per via di un tumore al cervello causato dalle radiazioni. I due bisticciano, si insultano, con il cane che dimostra più buon senso dell’umano ricordandomi non poco Brian, il miglior amico di Peter Griffin.

La comunicazione telepatica tra i due, all’inizio anche piuttosto faticosa da accettare, viene spiegata dall’autore, come il risultato di una serie di esperimenti genetici sugli animali. L’autore ci informa che tutti gli uomini hanno un cane e tutti comunicano mentalmente con esso. I cani e gli uomini sono inseparabili, che lo vogliano o no, perché solo così è possibile sopravvivere dopo la Terza guerra.

Alla fine della ricerca, i due amici trovano una femmina proprio nel posto più impensabile: un cinema porno. La seguono e il ragazzo le salta addosso. Il cane però lo avverte che alle loro spalle ci sono degli inseguitori nascosti, un vero assedio di gente arrapata che grazie ai loro inseparabili amici pulciosi, hanno scovato la stessa selvaggina. E così il ragazzo rimette dentro il pistolotto di ciccia e tira fuori quelli di ferro e inizia a fare la parte dell’eroe che difende la donzella. Ci riesce, ma la fanciulla lo ringrazia mollandogli una bella botta in testa. Quando si riprende, nonostante il suo cane lo sconsigli vivamente, lui parte all’inseguimento della ragazza. Inutile dire che le cose andranno sempre più di cacca, ma che il finale cannibalesco, in apparenza così terribile e disgustoso, è in realtà un vero sollievo. Almeno per me lo è stato.

Harlan Ellison è uno dei più grandi scrittori americani del secolo appena concluso, ma noi in Italia ne sappiamo poco. Qui arrivano puntuali le defecazioni mattutine di Stephen King, oppure altri begli esemplari più chic, come Philip Roth, che è così famoso soprattutto perché in ogni suo libro o quasi ci parla delle proprie scopate e del grosso pene a cui non riesce a dar requie. Ellison niente e non c’è un solo editore deciso a rimediare questa assenza vergognosa. Sapete quanto ho dovuto sborsare per leggere questo racconto? Quarantamila lire. No, non venti euro, ma quaranta mila lire, nel 1997. Sì, perché la sola antologia in cui “Il ragazzo e il suo cane” è presente, è un malloppone alto quasi trenta centimentri, intitolato “Il meglio dei Premi Hugo” ed è stato pubblicato dalla Editrice Nord, casa specializzata in Fantasy e Fantascienza, con rare e vigliacche incursioni nel genere horror. E non parliamo delle settimane che ho dovuto attendere per avere questo libro a forma di bisonte, così scomodo da leggere e da portare in giro. Ne è valsa la pena, ma non vi consiglio di fare lo stesso, anche perché credo che il volume in questione non sia più nemmeno disponibile, è passato tanto tempo.

Però, credetemi, questo è un racconto stupendo. Quando arriverete alla fine, rimarrete talmente sorpresi e colpiti che anche voi probabilmente avvertirete il senso di sollievo che ho provato io. No, direte, non si tratta della solita storiella post-atomica dove anche se la vita fa schifo, l’amore esiste ancora. Esiste, certo, ma non il vecchio, classico amore. Qui, il sentimento si è evoluto.

Insomma, il ragazzo deve scegliere tra il cane e la ragazza, di cui finisce per sentirsi molto coinvolto. Dopo una fuga sanguinosa attraverso una città sotterranea i cui abitanti vorrebbero farlo diventare toro da monta per le proprie fanciulle, uno si aspetta che scelga la femmina, soprattutto dopo i guai innumerevoli che il ragazzo ha passato per averla, ma lui dimostra un amore assai più profondo e complesso per l’animale e non esita neanche un attimo a decidere quale sia la mossa da fare. Accoppa la fanciulla e se la pappa per cena insieme a Lassie.

Non so voi, ma io l’ho trovato confortante, come con un vecchio film di Walt Disney.

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