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11 Regole per non fallire (come scrittore)

Volete diventare degli scrittori? Ci sono delle semplici regole da tenere a mente per evitare un fallimento misero e frustrante. Sono undici…

1. Equilibrio

Come per l’attività fisica si ottengono miglioramenti solo se il lavoro, il riposo e l’alimentazione vengono somministrati al corpo nelle giuste dosi, Scrittura, Riposo e Letture devono avvicendarsi e nutrire la mente e il cuore in maniera equilibrata e sana.

2. I quattro elementi

Lo scrittore vero è dominato dal dubbio, dall’entusiasmo, l’ambizione e la paura.

Questi quattro elementi devono coesistere sempre alla pari in ciò che scrivete. Se uno solo è maggiore degli altri va tutto a puttane. Se uno di questi elementi manca del tutto finisce anche peggio.

3. Il fattore C

Il successo letterario (non inteso come fama, vendite e ricchezza ma qualità artistica) è dovuto al talento, la perseveranza e il culo. Il primo è indispensabile ma non basta. Quante persone di talento non hanno concluso niente? Oltre a quello occorre la perseveranza che è tutto ma diventa quasi nulla in assenza del CULO! Talento e CULO possono condurre lo stesso al traguardo. Perseveranza e CULO senza talento potrebbero dare risultati curiosi ma non entusiasmanti; perseveranza e talento non conducono a nulla da soli. Il lato positivo è che se non si ha CULO c’è poco da rammaricarsi

del proprio fallimento. La fortuna va cercata, però e quando arriva BATTUTA! Per farlo occorre essere pronti.

Esempio: pubblicate un romanzo e questo ha successo. Iniziano ad arrivare proposte per rubriche da riviste, giornali, siti web illustri. Voi però avete solo saputo azzeccare un romanzetto e non avete idea di come si scriva una recensione o un editorialino su un fatto di cronaca o di costume. Cercate di farvi un’esperienza su tutto quello che potete prima che il mondo si accorga di voi, perché se una volta arrivata la fama non siete pronti a cavalcarla, vi disarcionerà subito lasciandovi col culo per terra e gli schizzi di fango sul viso.

4. Rispondere alle chiamate

Senza la cernita forzata delle possibilità economiche potete accedere a milioni di libri e abbuffarvi senza freni, ma come la mancanza di letture è un male per lo scrittore ( e anche per chi non scrive, sia chiaro) pure l’eccesso è sbagliato. Bisogna imporsi dei limiti, una dieta di libri da non trasgredire, con titoli scelti accuratamente tra i tanti che ci sono in giro. Non è possibile leggere tutto quello che varrebbe la pena di leggere e non tutti i capolavori e i classici lo sono per tutti noi.

Scegliete sempre e solo i libri e gli scrittori che vi stanno “chiamando”. Chiudete gli occhi e pensate. Faulkner mi interessa? No. Perché? Non so. Capote mi interessa? Sì. Perché? Non lo so.

Scegliete Capote. Capote vi sta chiamando, idioti, rispondete prima che riattacchi.

5. Studio matto e infoiatissimo

Studiare i capolavori ogni giorno; leggerli almeno cinque volte prima di abbandonarli; sceglieteli tra quei libri già letti che vi hanno lasciato di stucco per la loro apparente perfezione. Se avete pensato “avrei voluto scrivere io una cosa del genere” bene, questo è un libro che dovete fagocitare, non importa se non sia reputato dai critici un testo fondamentale, lo sarà per voi.

6. Fatelo in pubblico

Prima uno scrittore era costretto a star solo, ripiegando su pochi lettori intimi e magari modesti (la mamma), oggi può aprire un blog e arrivare al proprio pubblico (che sia formato da cinque o duemila utenti non conta). Io dico di approfittare. Uno scrittore ha bisogno di lettori per continuare a vivere, al di là di tutti i discorsi snobistici del caso. Cercateli sempre, scrivete con la porta chiusa se ne sentite il bisogno, ma quando è ora apritela e fate entrare più persone possibili.

7. Conoscete il mercato

Non c’è bisogno di una nuova raccolta di racconti inediti. Non c’è bisogno di un nuovo romanzo di formazione, un monologo sulle pippe e gli scleri personali. Non c’è bisogno di un dramma teatrale sulle streghe e tanto meno di una raccolta di poesie. C’è bisogno di libri ma non questi. Scegliete bene cosa vuole il mercato prima di darvi tanto da fare con qualche progetto. Altrimenti tenetevi i vostri manoscritti, dateli via gratis in rete ma non lamentatevi che gli editori sono tutta una mafia.

8. Diffidate dei maestri

Non tenete conto di questi consigli. Chi li scrive non ha avuto alcun successo e anche se l’avesse ottenuto questi sarebbero i SUOI metodi, le SUE regole e valgono per LUI. Create con l’esperienza un vostro decalogo di norme da seguire e attenetevi finché non vi stuferete di farlo. Subito dopo cambiate regole. Vi prendo in giro? No. La scrittura è una costante crescita e se una norma vale per un bimbo non è detto che serva all’adulto. Inoltre ci sono regole ormai assimilate che non bisogna

ripetersi. Scrivete solo le regole che non vi appartengono e leggetele finché vi servirà.

9. Tutti sono utili (ma anche no…)

Nessuno scrittore è indispensabile. Potete dedicarvi ad altro se proprio vi pesa scrivere. Ci sono eserciti di scrittori pronti a sostituirvi.

10. Uno su…

Se fallite è normale. Se volete diventare i nuovi Hemingway tenete presente che state basando tutta la vostra energia, voglia di fare, speranza su un biglietto della lotteria. Se non vincerete pazienza. Il guaio è che molti di voi si renderanno conto quando è troppo tardi che quel biglietto era solo uno su bilioni e che investire tempo e sogni, magari trascurando i figli e l’amore, su una cosa così vaga è un po’ da stronzi.

11. Non disdegnate (anche) il disprezzo.

Non cercate di arrivare ai soldi e ai premi solo per avere rispetto della gente. La gente che vi rispetta perché i vostri libri vendono e per il premio Strega che avete in bacheca non saranno lettori decenti e non avranno mai una sincera considerazione della vostra arte. Assicuratevi il massimo disprezzo da parte di tipi così ottusi. Sempre.

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