Editoriali Pascolando

Facebook e i gruppi di stupro virtuale

Scoperta recente e relativo scandalo e sdegno generale: ci sono gruppi facebook in cui la gente prende foto dai profili di amiche e conoscenti per sottoporle assieme ad altri utenti a un fuoco di fila di insulti, propositi lubrichi e dichiarazioni grind su cosa farebbero se in un mondo utopistico (dal punto di vista di Ted Bundy) potessero inondare di sborra e squartare di pisellate qualsiasi donna avvenente che osi provocarli indossando vestiti carini.

Io ho due figlie piccole, una moglie, una sorella, una madre e delle care amiche, non condivido assolutamente una cosa tanto patetica ma a parte l’uso non autorizzato che si fa con le foto di bersagli inconsapevoli, violando privacy e offendendo a morte la dignità delle persone, e lo schifo che a un livello istintivo provo, non mi sento di condannare questi signori. Aprono un gruppo, si chiudono dentro e liberano la merda che hanno nel cervello. Preferisco questo ai gruppi di stupratori punitivi che durante i fine settimana aggrediscono le ragazze in strada.

Mi rendo conto che queste persone hanno dei problemi con l’altro sesso ma gli uomini spesso rivolgono pensieri offensivi e irriferibili alle donne che gli attraversano la strada. Li tengono dietro le labbra ma vi rivelo una cosa, signore all’ascolto, in ogni maschio c’è un Ted Bundy che dorme. La differenza sta nel tenerlo fermo e buono possibilmente per tutta la vita. Sono pensieri e tali restano. Viviamo in una società dove il dolce stil novo ormai lo impariamo su You Porn, ok ma non è per questo che nascono ‘sti gruppi. Cambia il modo di insultare, di offendere e di sbavare sborra dal cervello, ma l’indole è quella di sempre. In futuro ci saranno stupri etnici, pedofilia… anche tra cento anni e in una società meno permissiva e sboccata di questa.

Se prima ci si limitava a blaterare sul culo di una e su che le farei, che le farei… oggi ci si esprime in modo tecnico: uh, che bel bukkake su quegli occhiali! Oh, ma una gangbang a questa, no? Sono parole, pensieri. Denotano una totale mancanza di rispetto per il sesso femminile ma sempre voi care signore, davvero credete di aver neutralizzato il maschio di merda che avete iniziato a combattere negli anni 60 inneggiando alle streghe tornate? Insomma, l’omo è omo, un patetico foruncolo di pensieri schifosi che se avesse la matematica certezza di non subire alcun tipo di conseguenza legale, virale o sociale, infilerebbe il suo coso sette volte al giorno in ogni bella tipa che incontra. Certi uomini hanno un così grande bisogno di rivalsa sul sesso femminile al punto di ridursi a sbertucciare anonime ragazze carine parlando di sborra e pisellate? Sì. Questa è la verità. Dove siamo arrivati?

Ma quando mai siamo partiti, piuttosto?

Non possiamo trasformare in indice di degrado sociale tutto quello che si ripete da secoli e secoli. Due tizi ammazzano i genitori di uno e si da colpa alla scuola e alle istituzioni, come negli anni 80. Ma i figli che ammazzano i padri ci sono da sempre e sempre ci saranno. L’omicidio non è un prodotto della moderna società. Tornando allo stupro virtuale, che dire? Virtuale, appunto. Tra qualche anno di sicuro ci saranno club privati dove uno o più uomini potranno indossare caschi e tute speciali per vivere l’esperienza dello stupro. Vi sembra orrendo ma è liberatorio e funge da sfogo per una società repressiva e che rifugge il sesso da sempre, anche se ora lo usa per dire ogni cosa.

Non c’è un limite alla libertà espressiva se questa non lede la libertà altrui. Finché un gruppo è chiuso e chi ne fa parte è consenziente, può passarci il tempo come preferisce, purché non trasformi quello che dice in qualcosa di pratico. Gli uomini sono anche questo, care signore. Fatevene una ragione.

Su facebook ci sono gruppi che offendono i personaggi pubblici. Gruppi che rimpiangono il tempo in cui Mussolini era vivo e ruleggiava sull’Italia. Gruppi dove si parla bene di Hitler. Gruppi dove si rimpiange Moravia Pasolini. Gruppi dove si commentano foto di bambini, scommetto. E gruppi di donne che sbavano in modo altrettanto scurrile e greve magari sulla foto di un bel maschione nordico.

Questi circle-jerk che si fomentano a vicenda su foto di ragazze sono solo l’ennesima variante delle schifezze che l’uomo sociale ha sempre fatto, detto, pensato. Compiono una specie di rituale orgiastico tra loro. Si masturbano a vicenda. Sono innocui. Vergognosi ma innocui.

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