La Truebrica del fantino Recensioni

Kreator – Gods Of Violence è il remake di Violent Revolution!

Mille Petrozza è sempre stato un tipo creativamente inquieto. Negli anni 90 ci ha abituati a colpi di scena. Ha mollato il thrash old school quando ancora non si definiva così e ha trascinato il molosso Kreator nelle foreste elettroniche del gothic, nelle lande gelate dell’industrial e nelle trincee guerresche del power, mantenendo una linea autoriale in un random creativo che sapeva di ricerca, sperimentazione, insofferenza e furbizia.

Dopo Violent Revolution, ultimo grande album dei Kreator, in cui Mille tornava a visitare i lidi thrash che ben conosceva con l’aggiunta di melodia, sinfonia e coralità inedite rispetto a quello che aveva fatto con Coma Of Souls o Extreme Aggression, c’è stato Enemy Of God, nel quale la benzina di idee che aveva mandato su di giri il motore della band nel precedente disco finiva a metà scaletta. La recessione verso il thrash più tirato e oltranzista degli anni verdi non è stata una festa per il sottoscritto. Colpiva l’energia, la forza ma non c’erano più idee. Da lì Petrozza ha inaugurato un nomadismo non più rivolto alle novità, le contaminazioni e i giramenti di culo stilistici, ma ripercorrendo le tappe artistiche già toccate in passato.

Anche gli altri big in circolazione stanno facendo la stessa cosa. Il nuovo Metallica è il Black Album Revisited, l’ultimo Testament è Low + The Ritual; i Paradise Lost hanno fatto Shades Of God/Icon. Gods Of Violence è Violent Revolution pt 2. Non è malaccio (nessuno dei lavori dei Kreator risulta mediocre, nemmeno i più bistrattati). Ci sono due, tre brani accattivanti, ispirati (la titletrack, Fallen Brother, Hail To The Hordes) e forse nell’insieme Mille sviluppa la componente melodica con ancora più audacia, al punto di trovare frequenti passaggi di power sodo, ma il resto è una riproposizione dello schema generale realizzato su Violent Revolution: assoli classici, armonie, un po’ di speed, un po’ di thrash, un po’ di speed-thrash e ritornelli da battaglia cantati col pugno chiuso, tutti in coro. Cosa farà adesso Petrozza? Endorama 2.0?

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