Editoriali Pascolando

Destruction: il concerto mai ascoltato

Il tre Febbraio duemiladiciassette avrebbe dovuto tenersi a Foggia un concerto di certo livello, in cui io e i miei amici avremmo avuto il grande onore di vedere le Nervosa dal vivo finalmente, dopo numerosi sbavi su foto e live video. Mi dicono dalla regia che avrebbero suonato pure i Destruction, ma loro per me erano secondari al confronto del primo gruppo.

I presagi su questa serata erano già neri quando la nostra amata Titti purtroppo mi avvisa che non sarebbe potuto essere dei nostri in questa serata. Peccato, volevo veramente rincontrarla per rubarle un abbraccio e quel bicchiere di birra che sicuramente avrebbe stretto tra le mani. Cavallo truffaldino. Comunque la voglio ringraziare per l’impegno che s’è voluta prendersi nei miei confronti, per concedermi un piccolo regalo che non ho potuto scartare proprio perché il concerto alla fine non s’è tenuto. Comunque sia, anche se gliel’ho già detto, grazie veramente. Ti auguro il meglio, sempre.

Finiti i sentimentalismi, torniamo seri: cosa è successo?

Finisco di lavorare, senza accedere a internet per nessun motivo. Ho deciso di diventare col tempo una persona distaccata dalla tecnologia, distinguendo tra vita sociale e vita virtuale. Non uso connessioni su telefonino, a meno di non avere una rete wi-fi a mia disposizione con i dovuti limiti all’accesso, niente chat come whatsapp, et simili; solo messenger su telefonino perché comunque ho molti amici all’estero con cui parlare. Idem per twitter, un profilo nato solo per motivi ‘professionali’ alla fine. Insomma finito sto ambaradam, leggo un sms ‘hanno annullato la serata, anzi non suoneranno Destruction, Nervosa e Rezet, gli altri gruppi comunque, Murder Spree, Skarrex ed Escatology hanno comunque deciso di esibirsi in una serata gratuita per chi alla fine ha deciso di voler partecipare’.

Non ho ascoltato pareri, mi sono limitato a leggere il flame sull’evento, un susseguirsi di commenti radicalmente opposti trai due contendenti. Chi ha ragione? L’organizzazione o i Destruction. Sulle rispettive pagine ognuno ha decantato le proprie motivazioni, ove ovviamente ognuno poi sotto s’è sprecato in commenti che in certi casi rasentano la follia. Dai stamattina ho letto un paragone con gli IRON CAZZO DI MAIDEN, che loro non avrebbero mai annullato una serata per lasciare insoddisfatto il pubblico. Vorrei dire che gli Iron Maiden suonano solo su palchi delle dimensioni del mio mio quartiere, a cifre esorbitanti, il cui ‘amato pubblico’ deve spendere la stessa cifra per uno show di più giorni, per vedere Bruce su un mega schermo. Cioè, ma se proprio devi farmi un confronto tirami in ballo un gruppo più a livello dei Destruction in quanto rapporto dimensione palco/prezzo, altrimenti alla prossima chiamiamo proprio gli Iron Maiden e vediamo se vengono per il pubblico.

Qualcosa è venuto meno in questo rapporto collaborativo, perché qualcuno forse lo dimentica ma tra il palco è il pubblico c’è una cosa chiamata ‘lavoro’. L’organizzazione lavora per farci ascoltare questi gruppi da noi osannati, ma anche quei gruppi lavorano per poter raggiungere il pubblico pagante. Ovvio, se poi loro hanno delle richieste che non vengono soddisfatte, questo detto dai Destruction pure sulla loro pagina. Il post e i commenti sono li che vi attendono, sfogatevi pure e rispondete bene o male nei confronti di chi, in italiano o inglese, gli sta dando ragione o meno.

Ovvio, anche l’organizzazione sta dicendo il proprio sulla questione, infatti i commenti al riguardo possono essere letti e replicati sull’evento facebook officiale e sulla loro pagina ufficiale. Ovvio che i toni sono contrastanti a quelli della pagina dei Destruction.

E io in che zona mi pongo? Nessuna. All’evento ho deciso comunque di partecipare, ma la mia è stata una presenza forse più apatica del solito. Solitamente non mi perdo un solo brano dei gruppi all’interno del locale, quando invece sono stato più propenso a stare fuori dal locale, bermi una birra… due birre, ok varie birre con gli amici. Mi gira ancora ora la testa. Chiedo scusa a chi non ho palpato.

In ultimo ringrazio chi è venuto, ma capisco anche chi non è venuto. Ringrazio i gruppi che hanno suonato, ma non critico chi invece ha deciso di assentarsi. Perché mi devo porre per forza a un lato? Io sono al centro, sono quella fetta di pubblico che alla fine ha perso un concerto che aspettava da mesi, che non ha voglia di urlare e prendere delle parti che davvero non servono. Oooh, ha ragione l’organizzazione! Noooo, i Destruction! Vuoi una stretta di mano? Vuoi il biglietto gratis la prossima volta perché hai preso le parti di pinco pallino? Il concerto non s’è fatto, la colpa è di qualcuno, forse di tutto, ma anche nessuno. E alla fine dei conti, chiedo già scusa per quello che dico, ma colui che da questa battaglia ne esce realmente sconfitto è il pubblico.

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