Recensioni Top Gun Grind

SETE STAR SEPT – BEAST WORLD

L’altra volta… che poi l’altra volta, come fosse una cosa accaduta tipo l’altro ieri e fai “l’altra volta…”, ma l’altra volta cosa? Insomma cazzo, ci siamo capito, una volta in una galassia lontana, dopo mezz’ora passata a braghe calate cercando un video decente per fare buon uso del mio tempo libero, m’accorgo che c’era qualcosa di sbagliato, tipo ad esempio il link della pagina, questo non è il mio solito sito porno giappo, ecco perché ci sono solo video di quel tipo russo che seguo. Insomma, forse qualcosa potevo ancora recuperare essendo che come tutti sappiamo ho il fetish per le donne orientali, e sono un grande fan di Kae dei Sete Star Sept.

Uno dei gruppi noisecore, ora più votato al noisegrind più famoso del Giappone. Indovina…? Non sai chi sono? Sei un coglione, punto. Già immagino i commenti a seguito di questo articolo, forse è meglio che correggo questa parte. Anzi no.

Ascolti grindcore e non sai chi siano i Sete Star Sept? Prendi una corda, legatela ai genitali, lega l’altro capo a un mattone e lancialo più forte che puoi.

Mi piace notare la caparbia evoluzione del progetto, partito in sordina  simile a un altro grande gruppo noisecore che ha calcato i palchi giapponesi, i Gerogerigegege. Ora, non fatemi ripetere il discorso di prima per favore.

Gli anni passano, così come i gusti del gruppo. Ne ho sentite di tutti i colori per merito loro, attraverso lo stereo, dalle prime cacofoniche registrazioni a pezzi macchiati di black metal, che avvalorano la mia opinione secondo cui black e grind sono matrice d’uno stesso stampo che la gente si ostina a non voler riconoscere.

Oggi, dopo anni di dura carriera si sentono riff composti dietro un muro di rumore, che no… più tanto duro non è. Sì, il basso fischia, ma la distorsione s’è fatta meno graffiante, capace di regalare distinguibilissimi riff al basso. Se volete l’ignoranza pura bisogna andare altrove. Kiyasu è sempre lui ma per goderci la sua ignoranza bisogna migrare verso il suo progetto solista. Aspettatevi un uomo a cui almeno di un pezzo su cinque non potrete dire la frase ‘impara a suonare la batteria prima’. Ahahah, non fa’ più ridere con Ulrich, figuriamoci nel grindcore.

Tra le tante uscite 2016, mi viene recapitato l’ottimo Beast World, album che giuro era tra i miei acquisti sicuri sul loro store, il che fa capire le mie aspettative. Per chi sceglie il cd tutto l’ambaradam è disponibile in un unico lato, ma io ho il vinile e come giusto che sia parlerò di lato A e lato B. Mi si creda se aggiungo che questa particolare suddivisione mai come oggi ha un senso.

Undici minuti circa per lato compongono Beast World, anche se a mio modo di vedere il lato A è l’album, il lato B è la chicca bonus che no, non potete sentire con lo stream. Vi piace vincere facile.

Prodotto a Baltimora dalla SPHC e mixato dal prode Mike Walls, questo lato non lascia per niente insoddisfatti. Cercate il bast facile, la voce graffiante e un basso aggressivo ma cazzo quel riff lo capisce pure mia nonna sorda che adora la marcia dei pinguini? Cazzo sì. Ventitré tracce di puro noisegrind… grindnoise… noisegrindcore… nsomma ci siamo capiti va là. Niente da lamentarsi, alla terza volta che lo sento è ancora un piacere per il moshpit. Combatte alla pari con altre grandi loro produzioni, dimostrandosi una tra le migliori uscite di questo 2016 nella scena undergrond, e siamo solo al lato A. Non lo dico perché lo dice la label, ma è un piacere vedere un gruppo come i Sete Star Sept, non tanto aver raggiunto la maturità già da qualche album/split, ma la capacità d’inciderla senza smicciare il colpo oggi (perché un gruppo grind basta dargli un minimo di serietà che perde il colpo, sapete?). No, anzi, sorrido pensando che questi pezzi probabilmente siano stati idealizzati in precedenza, ma lanciati come schegge impazzite prima della sovrancisione. E poi cazzo, io adoro la voce di Kae.

E neanche mi posso lamentare delle urla del mio amato Dr Kiyasu. Uno sbrilluccichio, tipo fatina dei boschi ci trascina mano nella mano verso il lato B.

Io questo lato lo posso descrivere solo così. M’immagino alla fine della prima registrazione che Mike fa ai due ? “Beh regaz, qui abbiamo undici minuti di materiale. A malapena ci riempo un lato del vinile. Che famo col secondo, scoreggiamo al microfono tipo la scena di Braveheart quando Mel sfotte gli scozzesi?”. Kiyasu si alza dalla batteria, prende un dizionario, lo lancia per aria tre volte, sceglie delle parole e fa: “Kae, gettami due ritmi della minchia alla batteria” e inizia a urlare frasi tipo… non so, cock sucker, shit head, dow, low. Mike con una faccia tipo “questi non fanno sul serio”, gli chiede appunto se fanno sul serio. Kae smiccia una bacchetta e gliela lancia dritta sul naso tramortendolo. Per due giorni lui rimane a letto febbrile, al suo risveglio ha circa tre ore di registrazioni random e un bigliettino con scritto “scusa se ti ho rotto il naso, anzi no vaffanculo”.

Cosa è più noisecore d’un totale lato votato all’ignorante improvvisazione? I Sete Star Sept non sono nuovi a cose del genere, infatti in rete possiamo trovare live dove s’invertono i ruoli, o anche possiamo pregustare qualcosa con il lato B di Visceral Tavern. I più intelligenti di voi ascolteranno entrambi, ma non ci confiderei molto. E perché dovreste ascoltare un vinile con un lato suonato male e l’altro pure peggio? Per la stessa ragione per cui avete avuto il coraggio di leggermi fino ad ora, perché non avete più porno su cui masturbarvi. Poveri miscredenti, sottovalutare i porno zoofili???

Se potessi dare un voto a quest’album sarebbe 4,15 su 0,25.

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