Recensioni Top Gun Grind

Cunts​/​Anal Butt split (SPHC)

Giuro che la prima volta che ho preso in mano questo vinile, beh in realtà il primo, anzi la prima a metterci mano sopra è mia sorella e la sua reazione non è stata delle migliori, basti vedere le cover.

Comunque sia dicevo, la prima volta che ho preso questo vinile tra le mani ho pensato ‘che cazzo di nomi sono?’, convinto che Cunts fosse il gruppo, sforzandomi invano di capire il logo, che tutt’ora non so dove inizia la C e finisca la T, mentre Anal Butt fosse altresì il nome del 7 pollici. No, in realtà è uno split e ancora non me ne capacito.

Per discutere di questo split, bisogna iniziare proprio dall’ABC, come si faceva a scuola quando s’iniziava a studiare una nuova materia: che cazzo è il noisecore? Prendete il grindcore, dimenticate assolutamente come si suona la chitarra, o il basso. Usate solo uno di questi due strumenti perché col cazzo che dovete provare a usare chitarra e basso insieme, se lo fate siete poser. No dai potete farlo, però ora sareste dei poser. All’epoca era lecito, ora è da poser. Metteteci dei distorsori random, qualcosa della Digitech, anche Behringer. La Boss fa cagare. Se non usate queste due marche, sopratutto la Digitech, anzi solo la Digitech siete dei poser di merda. Se il chitarrista usa il gain della testata e non la spacca a fine sessione è un poser del cazzo e merita d’essere inculato con la sua stessa chitarra. L’accordatore e il metronomo sono vostri nemici. Il batterista deve solo blastare. Le tracce devono durare massimo dieci secondi, ma le registrate di fila tutte in un’unica sessione di… guardate, 10 minuti MASSIMO, non si supera il cronometro. Se li superate e non li usate per il lato B del vinile siete poser. Ah, niente cd, solo cassette e vinili. Il cd è permesso solo se cd-r in bustina di plastica, arrotolato in un giornale.

La voce? Ah, giusto, ehm… mettete un microfono al centro, urlate a casaccio, rigurgitate, vomitate, drogatevi, birra, quella del discount da almeno 12 gradi. Il vino solo in cartone, il vetro è da poser. Ogni pezzo s’inizia urlando: 1-2-3-4, in inglese, ogni altra lingua o proposta è da poser.

Se hai seguito queste regole sei un poser, perché il noisecore non ha regole, se non suonare come cazzo ti pare, il più sbagliato possibile e fregandotene di quel che cazzo fai. Puoi tanto urlare al white power, quanto alla libera prostituzione dei cavalli. Cioè, avete mai sentito i primi Anal Cunt? Oh sì, citarli è da poser.

Non mi danno di già sentito, perché io non sento mai un cazzo. Ascolto senza assimilare, passivo come un pene rachitico. Ma fare paragoni tra gruppi noisecore e paragonarsi a genitali è da poser pure quello.

A mio dire lo split scende bene, il giusto ascolto quando hai voglia di scopare duro col tipo/a di turno e gli dici: “ho sempre desiderato cavalcare duro sul sedile posteriore sentendo un disco simile” e ti ritrovi a giocare al solitario come un giocatore di D&D. Moriremo vergini ragazzi miei. Moriremo vergini.

Oh, mi dicono dalla regia che i Cunts sono così sfigati che non hanno manco il chitarrista, quindi lo coprono con i feedback del microfono. Non voglio dire che sia da poser, ma qualcuno l’ha già fatto, quindi è da poser. Complimenti per l’impegno, avessero preso almeno un tempo con la batteria, ma dimenticavo che il metronomo è utile solo come pulisci culo. Finisci di cagare, ci poggi la carta igienica sopra e lo fai partire. Grattata dell’ano in 4/4 a 170 bpm.

Gli Anal Butt sono di Baltimora, e sono quelli che hanno scelto come foto dello split un buco del culo.

Ora vorrei solo sapere, visto che a quanto pare è stato rimosso, perché ricordo di averlo letto sul bandcamp ma non lo ricordo più, di chi cazzo è quel culo?

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