Editoriali Pascolando

La felicità è come la coperta troppo corta sotto una bardella troppo lunga!

Riecco domenica. Devo scrivere qualcosa, altrimenti poi Ruggiero si preoccupa e mi chiede: come mai non hai scritto nulla per la domenica? Non sto male, vi assicuro. Oggi ho trascorso una bella mattinata con le mie due puledrine. Matilde e Cecilia. Mi hanno aiutato molto con le faccende di casa. Volevo entrare nella loro stanza in un momento in cui non c’erano per svuotarla almeno della metà dei loro giocattoli, libri, quaderni e castelli di principesse. Ho preferito coinvolgerle. Gli ho dato un bustone verde dicendo che avrebbero potuto metterci qualsiasi cosa entrambe fossero state d’accordo a buttar via. Mi hanno sorpreso riempiendo ben due bustone verdi. Si sono private anche della casa dei My Little Pony, perché tanto, cito, va sempre in pezzi! Poi Cille, quattro anni e un po’, ha scopato il pavimento del bagno, io ho risistemato la loro piccola stalla e loro insieme, tutte e due, hanno messo a posto la mia. Dove sta il trucco? Bastone e carota, no? Gli avevo promesso che se ci fossimo sbrigati, prima che chiudesse, le avrei portate in edicola. Così è stato.

Mia moglie non c’è. Lavora a quaranta minuti da casa in un ristorante che si chiama Biancaneve. Glissate sul nome, non è il massimo. Il posto però va alla grande e lei gestisce bene la cucina. Purtroppo questo ci tiene lontani anche cinque giorni a settimana. Non è semplice, specie perché quelli in cui è a casa io lavoro le mie solite ore, c’è la palestra, lei ha le sue recensioni da fare per Loud And Proud, insomma, di tempo per noi ne abbiamo davvero poco. So che grandi band metal si sono sciolte per molto meno, ma io ho fiducia nell’amore tra noi.

Io e lei siamo passati da un anno di totale disoccupazione, con zero soldi e tanta ansia (ma un’infinità di tempo da trascorrere insieme nella più assoluta dissolutezza e disperazione) al non vederci più e avere il conto in banca pieno come non mai. La vita di noi poveri cavalli da tiro è una coperta troppo corta, come quella che ci infilano sotto la bardella, per assorbire il sudore.

Per quanto riguarda i miei due lavori, le cose procedono abbastanza bene. Se mi pagassero starei anche meglio. Per ora preferisco tener duro e conservare la più totale fiducia nel genere umano, aspettando e concentrandomi sul mio daffare. Il resto non conta. Per qualche mese possiamo arrangiarci abbastanza bene. Poi tanto per cambiare ricorrerei alle vie legali, se non cambiasse nulla.

Capitolo blog, da adesso in poi scriverò solo approfondimenti su band storiche e nomi più recenti che catturano il mio interesse. Una roba tipo quel doppio speciale sui Nevermore, se avete presente. Ci vorrà un po’ di più a preparare i pezzi ma a parte la gran soddisfazione nel farli, anche dopo mesi provo gusto a rileggerli e non la solita vergogna che mi assale ogni volta che ributto l’occhio su un articolo polemico su una sparata di qualche metalstarz di cui non si ricorda più nulla.

Che altro? Diciamo che va tutto benone. La mia vita sentimentale è molto appagante, nonostante le apparenze. Ah, sì, per gli interessati io confermo tutte le voci: sono gay, spia, traditore, cornuto, cornificatore, impotente e ho il cazzo molto grosso. Di queste cose è vera solo una, in realtà, ma scegliete voi, a me vanno bene tutte.

Padrecavallo ha parlato. Ora voi tacete.

Ah, dimenticavo… Anita sta lavorando a un nuovo header! Sarà molto arrapante, vi assicuro.

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