Editoriali Pascolando

Quella sporca, calda estate

Per un metallaro, quello veramente vero, le stagioni sono: inverno, inverno più freddo, inverno cazzo ti prego non andartene, inverno perché mi hai abbandonato.

Non nominare l’estate, sopratutto a chi riesce a portare il chiodo anche quando sabato ti danno 37 gradi in casa. Ma come cazzo fanno a esserci 37 gradi in camera da letto?

Non so voi, ma il mio sonno è fottuto. Se dormo due ore al dì sono già fortunato. Dai forse tre le faccio, ma sempre in piedi. Ho la schiena che chiede pietà, e non è colpa certo del concerto dell’altra volta. Non pogava nessuno a parte dei tipi che mi hanno preso di mira. Sono cavallo, non pazzo come un pupazzo.

Su medicina trentatré hanno recuperato lo speciale estate 1974 in cui spiegano che il miglior modo per non morire è bere acqua, ma tralasciando che in certi comuni l’hanno addirittura razionata, vallo a dire ai veneti e metallari che la birra non è acqua.

Bevo il mio ultimo sorso di Best Brau. L’ho abbandonata da tre giorni sulla scrivania. È così calda che in confronto il brodo del pollo mi sembra quella cagata la dell’estaté ghiacciolo. Ma un calippo no? Troppo grosso?

Colpo rosso al calippo grosso.

Vorrei sfatare un mito, ascoltare dischi black metal non raffredda neanche la vostra relazione morente. Io sono andato apposta a recuperarmi la Nordic Metal A Tribute To Euronymous.

Ci sono ancora 37 cazzo di gradi, la birra è ancora calda e ora che ci faccio caso è anche finita. Ho finito la birra.

E io mo che cazzo faccio?

Abbath aiutami tu.

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