Editoriali Pascolando

Quando un satanista ride…

Sigla!

Quelli che anche Enzo Jannacci a volte era un po’ satanista… ouyess!

Quelli che per essere più satanisti di te si fanno tatuare un ovino sulla pelle. Ouyess.

Quelli che quando fanno un patto con satana nella cucina di casa poi si guardano le spalle tutto il resto della serata. Ouyess.

Quelli che ce l’hanno a morte con i cattolici ma se gli va storto qualcosa dicono oh dio mio. Ouyess.

Quelli che usano la marmellata di mirtilli per fare il patto con Satana perché quel porco di dio li ha fatti pure emofiliaci. Ouyess.

Quelli che bestemmiano il padre eterno tra un avverbio e l’altro perché sono satanisti veri, ma continuano a pigliarsela con un Cristo inesistente e per giunta morto, invece che dare del porco e del cane all’unico dio possibile: se stessi. Ouuuyeeess!

Quelli che vanno a donne nonostante siano sposati perché LaVey ha detto così. Ouyess.

Quelli che la moglie va con altri uomini perché quel cazzo di LaVey ha detto proprio così. Ouyess.

Quelli che non farebbero nulla di male ai bambini e agli animali e per questo diventan persino vegani. Ouu-uuuyess!

Fine della sigla!

È un anno che sono ufficialmente satanista. E non ridete perché vi vedo. Tempo di tirare qualche bilancio? Oyess. Ho scopato un sacco di più; ho litigato il doppio; ho rotto rapporti con diverse persone; ho sofferto parecchio di gelosia e di solitudine; ho imparato un sacco di cose su me stesso e ne ho disimparate un chilo di più; e adesso penso di non essere  molto d’accordo con il signor LaVey.

Sono ancora satanista ma non più LaVeyano. E se dopo un anno questo non mi succedesse significherebbe che non ho capito il nocciolo della questione. Se dopo 365 giorni stessi ancora lì a rispettare i precetti della Bibbia Satanica senza alcun cambiamento dettato dalla mia esperienza e dal mio buon senso, dalla mia riflessione, dallo studio serrato e dalla  mia naturale visione delle cose, significherebbe che non sono cresciuto, non sono cambiato e che non ho capito un cazzo. E che quindi avevo solo bisogno di un altro cristianesimo. Oyess.

Di altri dogmi, di altri precetti. Di un altro ovile, pecorella mia. Nera quanto vuoi ma sempre ovina sei. Dentro hai la lana intorno al cuore e fuori, sullo scroto ,un bel gomitolo con su infilzati due begli spilloni per far maglioni.

Il satanismo di Padre cavallo è la forma più estrema di individualismo e di anarchismo. La sua base è il cambiamento. La crescita attraverso la distruzione e la ricostruzione. Personalmente sono ancora convinto che alcune delle cose scritte da Anton LaVey siano valide ma altre no. E vi voglio dire quali.

Per esempio il litigare con gli altri. Se ti colpiscono la guancia tu massacragli l’altra. Sapete cosa ho combinato in questo ultimo anno? Ho litigato un sacco. Ma sapete perché si litiga? Non è così semplice: non ditemi che è perché vi rompono le palle o vogliono fregarvi o non vi ascoltano o non vi considerano o vi tradiscono… spesso le cose non stanno così. Per capire effettivamente se qualcuno ci manca di rispetto o vuole farci del male dobbiamo imparare a comunicare. E se c’è una cosa che io ho scoperto in questo ultimo anno è che io non so comunicare. Non sono certo di capire quello che mi dicono gli altri, anche se molte volte credo di capire anche quello che NON mi dicono. Non sono certo di esprimere esattamente ciò che penso. Ma cazzo, me la prendo comunque, perché tu devi capirmi, cazzo. Pure se non mi capisco bene nemmeno io.

Se mi attaccano, se mi feriscono, se mi uccidono io non perdono, dice il laveyano. Il perdono è uno sbaglio? Roba da fighette timorate di dio? Può darsi ma io non sono stato bene nei mesi in cui ho covato il mio rancore nei confronti di chi mi ha ferito, attaccato, osteggiato.

Fare un rituale di distruzione (e ne ho fatto più di uno) per quanto sia stato divertente, non ha distrutto il mio nemico (ma non avevo dubbi a riguardo) e soprattutto non ha distrutto la rabbia che sentivo dentro. Ho continuato a covare, a essere incazzato, disperdendo energie e alimentando il malessere. Non si sta bene a odiare. Non si vive sereni a maledire gli altri. Si vive bene quando non ce l’abbiamo con nessuno o meglio, quando ce ne fottiamo di tutti.

E se ce ne fottiamo significa che non c’è risentimento. Parlo per esperienza e dico che la sola volta in cui ho sentito di essere libero dal dolore, dalla furia, è stato dopo che ho capito l’altro, che ho riconosciuto le emozioni alla base di quello che mi ha fatto o detto. Non ho perdonato ma mi sono sentito molto meglio e l’ho lasciato andare al diavolo. Che per un satanista non è mica una brutta cosa.

Se devi fare la guerra col mondo che ti offende, assicurati che siano davvero degli attacchi nei tuoi confronti e non tue proiezioni. Proiettare sugli altri le nostre emozioni è la cosa che facciamo più spesso, sapete? Ci sentiamo biasimati, giudicati, criticati dal prossimo anche se questi effettivamente non ha detto le parole esatte che ce ne diano conferma.

Magari ha detto qualcosa che non significa “tu sei un coglione”, ma noi sentiamo comunque “sei un coglione” e dopo che abbiamo recepito una simile offesa ecco che partiamo con una frase in codice che dovrebbe rispondere a quel sei un coglione con “vaffanculo”. L’altro non voleva dire nulla a parte quello che ha e la nostra aggressività nel tono e nello sguardo lo mette in difficoltà, lo irrita, ed ecco che senza capire il motivo di una simile reazione nostra, si difende e ci risponde con aria risentita. Si finisce a litigare. Il bello è che entrambi stiamo bisticciando con noi stessi e le proiezioni nostre su chi abbiamo davanti.

Vi è mai capitato di dire e sentirvi dire: non capisco cosa ho fatto per provocare una simile reazione in lui. Oppure: dice che non sa perché me la sia presa tanto ma invece lo sa eccome. La verità nel 90 per cento dei casi è proprio quella, invece. Non c’è intenzionalità nel litigio, nell’offesa. Solo incomprensione. E non c’è di peggio a farci montare Satana sul cranio della sensazione di non essere stati capiti.

Non dico che sia sbagliato credere di aver captato un’allusione antipatica ma che prima di massacrare di botte qualcuno o di ritualizzarne la morte sarebbe meglio scoprire cosa egli provi effettivamente riguardo noi e la situazione che potrebbe averlo urtato. Il più delle volte confrontarsi finisce per risolvere un sacco di abbagli e di evitare il conflitto. E dopo la rabbia svanisce e si torna padroni di noi e del nostro mondo energetico.

Non è una questione di vigliaccheria. Si tratta di tener buone le energie per se stessi e covare risentimento verso decine di persone al giorno non aiuta.

LaVey dice di non pensare che gli altri si possano sentire come ci sentiamo noi, che non dobbiamo commettere l’errore di pensare che il prossimo sia e reagisca come capita a noi nella medesima situazione. Ok, può essere che non sia sempre così ma se così non fosse la razza umana si sarebbe estinta da tempo. Noi siamo uguali. Siamo ricettacoli di germi ed emozioni, di ricordi e rabbia, paure e gioia. Per capire gli altri devi guardare in te. Se non fosse vero gli scrittori non sarebbero capaci di descrivere il mio mondo, se non mi conoscessero e non glielo descrivessi per filo e per segno io stesso. Se Dostoevksij ha parlato di me duecento anni fa e di te e di lui, è perché dentro se stesso c’ero anche io. E tu e lui. Magari io posso agire in un modo e non dare per scontato che chiunque agirebbe alla stessa maniera ma c’è una cosa sola da tenere a mente se si vuol vivere a fondo e nel rispetto di se stessi e di ciò che si ha: non dar nulla per scontato. Tutto cambia, tutto regredisce, progredisce, si distrugge, appassisce, si trasforma. Il satanismo come dinamismo, come cambiamento non è solo in noi ma anche nel mondo intorno a noi. Il satanismo è la natura. Noi siamo la natura. Noi siamo il satanismo.

Un altra cosa che LaVey dice e che io non credo è che l’amore per gli altri è limitato e quindi non dobbiamo riversare l’affetto nei confronti di chi non lo merita. Perché l’amore è limitato? Mi basta avere due figlie per capire che non è così. La nascita della seconda non ha diminuito il mio amore per la prima e non ne ho meno da offrire a una terza. Si possono amare due donne. Magari una in segreto ma non è questo il punto.

L’amore è infinito. Il tempo non lo è. Ovvio che con dodici figli e sei amanti, abbiamo meno tempo e meno energie per tutti, ma l’amore in se stesso c’è e ci sarà sempre.

E poi io voglio che il satanismo sia una via esistenziale positiva, gioiosa. Che è ‘sta tetraggine dell’odiare tutti e del rimanere soli? Bisogna avvicinarsi al mondo e cercare di relazionarsi, stare bene e condividere amore e tristezza con il prossimo.

Vi faccio una domanda se non siete d’accordo: come potremmo star bene e capire l’essere più complicato che esista, ovvero noi, se non sappiamo dialogare e sentire gli altri?

L’uomo muore solo, è vero. Ma non scopa solo. Non ride solo, non gioisce solo. Non vive solo. Se fosse solo anche in questi momenti sarebbe peggio di un coglione. Perché persino i coglioni, di solito sono in due.

Il Cristianesimo è una forma di aggregazione totalitaria. Se non credi a quello in cui credo io non possiamo essere uguali e non possiamo gioire insieme dello stesso tramonto. Non c’è niente di più separante delle religioni.

Per il Satanismo io invece vedo come meta lo star bene da soli ma anche tra gli altri. E stare bene nel mondo è solo una questione di comunicazione e di sentire. Oyess.

Parola di Padrecavallo.

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