La Truebrica del fantino Recensioni

Gwar Are The Very And Only… Scumdogs Of The Universe

Non sapevo che dietro questo album ci fossero Paul Barker e Al Jourgensen in veste di producer, il primo con il nome di Hermes Pam e l’altro di Hypo Luxa assieme a Ron Goudie che speravo essere qualcun altro di più noto e ganzo e invece è solo… Ron Goudie e con tutto il rispetto non so chi sia.Se confrontato con i demo raccolti (e ripubblicati nel trascurabile Let There Be GWAR, 2004) e il primo album Hell-O questo secondo Scumdogs è un signor disco e molto più vicino al thrash metal di Slayer (che openoffice continua a scrivermi Stayer) e Antrhax, anche se mescolato col punk alla Misfits e gli sperimentalismi scatologici in stile Zappa, immancabili.

Dai precedenti lavori si perdono per strada tante influenze (tipo i 13th Floor Elevetor senza zucca elettrica) e tutto diventa più compatto, rifinito fin quasi al patinoso: Sick Of You è una delle cose più radiofoniche che la band di Oderus abbia mai inciso e in generale l’intero album, se non si conosce l’inglese è un buon disco crossover metal come se ne facevano sul finire degli anni 80 in America.

Basta non capire i testi, che invece sono sempre così folli e di cattivo gusto. Mettiamola così Scumdogs è l’equivalente sonoro di un confetto alla merda. Lo strato esterno è commestibile, apparentemente domestico, in linea con i suoni e le mode del 1989, eseguito alla grande, ma l’attitudine e il messaggio restano tra le cose più indigeste e nocive che il pubblico omologato dei ribelli-tutti-con-le-stesse-scarpe-e-gli-stessi-jeans-e-le-stesse-camicie-e-gli-stessi-capelli potesse infilarsi nelle orecchie sporche di cerume.

I Gwar sono visione e messaggio oltre che musica, ecco probabilmente perché i loro dischi non hanno mai significato molto per noi Italiani. I Gwar sono davvero qualcosa di destabilizzante, di “enemy”.

Tutti quando scrivono di Gwar si limitano a fare la menata retorica sul pianeta da cui vengono e l’odio per gli umani e aggiungono che comunque la musica è uno schifo senza pretese, ma questa band è molto di più di una parodia e la maggior parte dei metallari, abituati a crocifiggere un gruppo in base a quanto sature siano le chitarre, manca completamente il senso quando riduce il tutto alla solita solfa buffonesca e ripetitiva.

Horror Of Yg, per esempio, con il suo prologo recuperato da Apocalypse Now e i rigurgiti minacciosi di un serpente primordiale creato da H.P. Lovecraft che si risveglia per fare colazione con gli esseri umani, innesta un bel cortocircuito di cine-letteratura horror grandioso, associato poi a una tiratissima introduzione tribale inferocita che sfocia in un mid-tempo thrash con la voce in growl come in seguito troppi gruppi death avrebbero fatto.

Questo non dovrebbe bastare a dimostrarci quanto valgano gli Gwar come musicisti, quanto la loro creatività possa costruire oltre che demolire il già costruito but muffoso immaginario collettivo della ribellione salamizzata?

Eppure nessuno riesce ad andare oltre la prurigine di Black & Huge (o I’m In Love With a Dead Dog (sul precedente Hell-O), che si apre con una ritmica tecno-porno mentre la band farcisce un panino thrash di uggiolii femminei inequivocabili e cori cavernosi su quanto il black sia huuuuge!. Slaughterama invece è un mid-tempo (non pensavo di scrivere mai mid-tempo, scusatemi) un mid-tempo cabarettistico su un programma televisivo dove hippie e nazi partecipano a un quiz e fanno indiscriminatamente una gran brutta fine.

In questo disco ci sono due cantanti: Oderus Urungus si alterna al microfono con il bassista Beefcake the Mighty (più ricordiamo la partecipazione di Sleazy P. Martini nel brano Slayghterama e un Chuck Varga alias Sexecutioner nell’omonima canzone).

Il succedersi di tutti questi interpreti rendono Scumdogs ancora più variegato, con momenti di teatralità scorreggiona piuttosto esilaranti, sia che si intendano le parole o meno.

Tra scenari ultra gory di chirurgia sentimentale, omaggi a grandi personaggi storici come Vlad l’impalatore e invasioni aliene poco amichevoli affrescate in una prosa ricca e potente, gli o i Gwar, non riesco a decidermi, escono il loro primo capolavoro.

Spero umilmente che questa recensione fuori tempo massimo conduca li Gwar nel vostro cranio, stronzi umani!

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