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Il vendicatore tossico I

Il vendicatore tossico è il classico della Troma, il film che ha portato alla ribalta una casa di produzioni di pellicole ‘non proprio eccelse’. Cosa rende così speciale Toxic Avenger, in italiano ‘Il vendicatore Tossico’, titolo che ogni volta che lo nomino le persone s’immaginano un tossico tipico del sud con le braccia bucate e l’ago ancora appeso che vomita sangue in un angolo sporco di piscio? Il personaggio è lo spettatore medio della Troma: il classico sfigato, magari con ancora l’apparecchio ai denti che sogna giorni di gloria dove si vendica dei bulli che lo attorniano ogni giorno solo perché è lui. Melvin non solo è brutto, ma sa fare pure lo scemo. Quando vedi il suo sorriso a inizio film dopo che trova due dei suoi bulli intenti a copulare ti viene voglia di menargli una pizza e urlare ‘cazzo, risvegliati idiota’. Lo odi, ma non puoi fare a meno di rispecchiarti nel suo personaggio. ‘E, ma io mi vedo meglio nei bulli che picchiano il pirla’. No. I bulli non vedono questi film, perché li considerano scemi. Potremmo bollarlo nella schiera dei film ‘fatti giusto per ridere’, peccato che Lloyd Kaufman oltre a essere un tipo simpatico e alla mano sia anche uno per il sociale che cerca di lasciare in ogni (credo) sua pellicola un messaggio per le generazioni future. Più che un fumetto della Marvel, Toxie è l’antieroe che ognuno dentro di noi vorrebbe diventare. Forte come un Hulk, amato dai concittadini e con la fidanzata cieca che te la da dalla mattina alla sera. E chi se ne frega del tuo aspetto o se vivi in una discarica, quando sei un super eroe la tua vita è perfetta di suo.

Tromavile, la città dove è ambientata la storia non è poi molto distante dal presente odierno: violenza che dilaga nelle strade, giovani sociopatici che trovano unico piacere nell’estremizzazione della violenza, per poi la domenica mattina andare in chiesa a dire le preghierine. Tossine sparse in luoghi pubblici senza preoccuparsi delle generazioni future; tanto che mi frega, per quando gli alberi avranno i tentacoli e i lego mangeranno i bambini io sarà alle Bahamas.

La storia la conosciamo tutti: Melvine vola dalla finestra dopo un brutto scherzo e finisce in un barile ricolmo di scorie radioattive lasciato sotto la palestra dove lavora. Normalmente si morirebbe dopo una caduta del genere in quelle scorie, o almeno ti becchi un tumore; lui invece no: diventa qualcosa di superiore. Dopo la trasformazione la prima parte del film, il suo viso sarà tagliato dagli schermi. Mancavano i soldi per la maschera? Saranno le sue azioni le vere protagoniste del film. Scelta azzeccata che permette meglio di simpatizzare col tossico protagonista. Politicamente scorretto, non mancheranno scene d’ultra violenza costate la censura alla pellicola. La più famosa il bambino a cui schiacciano la testa con la macchina. Non dimentichiamoci poi la seconda disavventura di Toxie in cui sconfigge tre rapinatori, peccato questi prima abbiano ucciso un uomo e un cane e si sa quanto l’uccisione di animali indifesi sia politicamente scorretta.

Ciò che più lascia perplessi non è certo il braccio strappato al rapinatore che per la cronaca è veramente senza un braccio. No, ciò che realmente sciocca è: perché ci sono due katane giapponesi sotto un sombrero messicano? Dopo un breve massacro Toxie inizia a farsi conoscere dai cittadini di Tromaville. Già in precedenza aveva avuto modo di rendersi noto salvando un poliziotto, ma ora il suo nome è sulle labbra di tutti. Viso deforme descritto solo dai concittadini che l’hanno incontrato. E qui che parte veramente il film però. Salvata Sarah, la ragazza cieca sua futura moglie, inizia la storia d’amore. Pic Nic, uscite notturne e tanto tanto sesso. Oooooh. Ma il pericolo è dietro l’angolo e Toxie come un novello Superman inizia la sua avventura come salvatore di Tromavile.

Ok, cado a terra dalle risate ogni volta che lo vedo girarsi di colpo strappandosi giubbotto e occhiali da sole come un supereroe di terza lega. Le scene di salvataggio sono encomiabili ma degne sempre di critica. Ok che mi aiuti le vecchiette ad attraversare la strada, ok che mi sconfiggi i super cattivi mentre porti i fiori alla tua ragazza, ma perché i genitori lasciano giocare i propri figli al centro della strada? Cioè, se non passa un tipo radioattivo alto due metri e i bicipiti grandi quanto la mia testa li lasciate volentieri spiaccicare sull’asfalto da dei pazzi in macchina? Che genitori di merda.

E poi niente, Toxie fa la cazzata e ammazza quella che all’apparenza sembra essere una persona di spicco nella società, quando invece gestiva un bordello. Tutti, tranne i suoi fan, odiano il ‘mostro’. Dobbiamo scappare. Arrivano i militari, c’è la morale finale dove tutti amano il mostro, sbudella il sindaco e Tromavile tornò a essere sicura.

L’ho visto poche volte, le prime censurate aggiungo. Solo ora che il Cecca mi ha proposto questa serie di speciali per parlare dei film Troma ho recuperato la versione americana senza censure di sorta, anche se ho notato l’assenza d’alcune scene presenti nella versione italiana, tipo le due bulle che si presentano alla pula facendo vedere che non sono state uccise, ma solo ‘tormentate’ dalla loro ex vittima. Se ricordo male correggetemi pure. L’ho apprezzato più del quarto, il capitolo degli eccessi. Divertente la prima volta, ma scontato alla seconda. Forse devo vedere pure questo in inglese.

Una commedia demenziale, con riprese e un montaggio da urlo capaci di far dimenticare la reale demenza di cui è intrinseco il film. Politicamente scorretto fino al midollo, eppure capace d’intenerire i cuori più duri. Quando Sarah tocca il viso di Toxie e gli dice che lo trova bellissimo, signori miei, io mi metto a piangere di gioia. La bellezza interiore che supera quella esteriore. Mi ricorda quel film di cui cazzo non ricordo il nome. Qualcuno può aiutarmi?

Semplicemente una storia d’amore con nel mezzo la rivincita dei nerd in un mondo post-apocalittico senza le radiazioni.

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