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Amore e lotta – Come rendere positiva l’aggressività nei conflitti della convivenza – Una serie di riflessioni equine sul libro dello zio Bach

Amore e lotta di George R. Bach è un saggio che dovete leggere se in questo periodo le cose tra voi e la vostra moglie/compagna/amante/figlia/figlio non vanno molto bene. È un testo scritto sul finire dei Sessanta e al contrario del gran movimento sessuale e sentimentale di quel tempo, ribadisce una serie di principi all’antica.

Lo fa spiegando in modo scientifico che l’unione fa la forza e che se con vostra moglie state tutto il giorno a massacrarvi di insulti e offese sanguinolente, se finite per tirare i piatti, massacrare mobili e persino darvi qualche schiaffo, ebbene insistete, poiché non c’è nulla che non vada nel vostro rapporto. Fate come vi dice lo zio Bach e ogni cosa tornerà a posto. Anzi, ogni cosa, “diventerà” di nuovo a posto.

Per primo litigare non è una cosa da lasciare all’istinto, ai nervi e all’emotività. Ci vuole tecnica, come per quasi tutto quello che gli americani concepiscono: basta sgamare regole, pragmatica, tecnologia. Il resto è esercitazione e perseveranza.

Bisogna saper bisticciare, dice Bach, ci sono metodi in grado di incanalare nei giusti circuiti l’aggressività e per trasformare un’ora e più di urla e recriminazioni in un nuovo inizio basta seguire il suo metodo e tutto va a posto.

Ora, se quello che il libro promette fosse vero, oggi parleremmo di Gandhi, Mandela e Bach, ma siccome così non è, lasciate ogni speranza fuori dalla copertina e mettetevi a leggere con due punti ben fissi sul capo.

Il primo è che qualsiasi cosa si voglia risolvere in una coppia, va fatta in coppia. Anche questo libro, per dire, dovreste leggerlo in due. Non funziona se lo fa uno e poi applica i principi e le strategie, magari senza nemmeno spiegare perché, al momento di un nuovo battibecco. Se lui o lei ha letto il libro da solo/a e blocca tutto e propone di fissare un appuntamento per le 15 del giorno successivo, in cucina e affrontare la questione comunemente definita La mamma viene a stare da noi e per l’ennesima volta non te l’ho detto prima di invitarla e ho preferito farti una sorpresa anche se magari ora non ti senti di affrontarla… ma tanto tu non te la senti mai di affrontarla! Non deve aspettarsi che l’altro/a capisca e non lo/a insegua con una scopa.

Quindi, leggete tutto assieme.

Punto secondo: non vi aspettate di risolvere nulla. Mi sa che però questo ve l’ho già detto.

Però ci sono dei pregi in questo vecchio, prolisso, inconcludente, propagandistico, datato e reazionario librone. E come avrete capito anche un monte di difetti.

Ma parliamo dei pregi: intanto vi mostra ciò che conoscete bene ma pensate che riguardi solo voi e invece no. Vale a dire che i litigi di coppia sono di casa ovunque. Matrimoni lunghi 50 anni sono stati scanditi da litigi, drammi, psicotismi, fughe, ricongiungimenti, risse, ancora drammi e picchi costanti per l’industria delle vettovaglie.

Inoltre nel libro ci sono alcuni buoni consigli. Roba che avrebbe potuto dirvi vostro padre, certo, non un tipo che ha alle spalle un dispiegamento di forze psicologiche e universitarie. Vostro padre però vi ha sempre detto anche un sacco di minchiate sull’altro sesso, sulla vita di coppia e sul sesso. Ah, anche sul sesso. Non date retta ai vostri genitori, ma immagino che ormai sia tardi. Non date retta al cinema. Non date retta agli amici. E non date retta troppo nemmeno allo zio Bach.

Insomma, per quanto brillante, all’avanguardia (meglio essere fedeli ma per variare si consiglia il sesso nei posti più insoliti, anche a sfidare la buoncostume) si trattano le perversioni, specie il sado-maso, l’omosex e la zoofilia come deviazioni mentali, quando ormai vige il principio opposto: tutto è amore purché il dolore vi sia solo nei limiti preferiti e con il consenso degli animali.

E poi, è preso in contemplazione il divorzio ma giusto per poche pagine e con l’entusiasmo di un vaticaniano. Questo significa che anche oggi, molti testi di psicologia che ci sembrano tanto ragionevoli soffrono, in barba a tutte le ricerche e le brillanti scoperte, della morale corrente. Che domani sarà solo una serie di scorregge da svampare in attesa delle nuove.

Inoltre definisce Satana i mariti narcisisti, gli amici che si insinuano in una coppia in crisi. Essendo io narcisista e insinuatore di coppie in crisi, nonché satanista, dissento quasi di galoppo.

Però i buoni consigli ci sono. Non lasciate che le discussioni contagino il letto, per dire. Fatele in cucina, non tra le lenzuola. Ed è una verità ancora oggi che i litigi tra innamorati e tra amanti consolidati ci imbarazzano e li viviamo sia che accadano a noi o che siamo semplici spettatori, con un imbarazzo paragonabile al rimanere chiusi in ascensore con un dissenterico.

La coppia felice non litiga mai è la peggior minchiata che sia mai stata diffusa e la causa principale delle sofferenze collettive assieme alla pubblicità e la religione organizzata.

E invece non è il caso di sentirsi mostruosi o sbagliati se si bisticcia. La coppia che funziona litiga sempre. Chi non litiga non rosica. Litigare è il modo più sano che lui e lei hanno di ristabilire un nuovo accordo che generi un altro periodo di armonia. La coppia che funziona cresce. O muore.
E per quanto facciano sorridere le filippiche del caro zio Bach sull’importanza dell’intimità di coppia per una vita sana e ricca, in fondo in fondo ci dobbiamo chiedere se non servirebbe diffondere di nuovo un libro come questo, visto che oggi le coppie sembrano tenersi su con lo sputo mediale e si arrendono alle prime difficoltà, preferendo il Ghosting e l’interdizione da social alle prime, innocue e formative lotte amorose.

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